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Sotto la lente
TEATRO IN CAMPO 2003 Nona Edizione

Antonello Salis e Han Bennink

Venezia, Campo Pisani
il 10 Agosto 2003 ore 21:15

 
ANTONELLO SALIS, pianoforte e fisarmonica
HAN BENNINK, batteria e percussioni


BIGLIETTI

Interi € 12,00
Ridotti € 10,00
Ragazzi fino ai 14 anni € 5,00

*In collaborazione con Trenitalia Divisione Passeggeri Area Commerciale Nord-Est Assistenza alla clientela Veneto - Friuli Venezia Giulia - Trentino Alto Adige sarà offerto uno sconto sul biglietto ai possessori dei biglietti ferroviari interni e internazionali con destinazione Venezia


PREVENDITE

Biglietterie Vela - Hello Venezia tel. 041 2424
Circuito Box Office Triveneto, Prenotickets tel. 041 940200
Apertura biglietteria Campo Pisani ore 18.00


INFORMAZIONI

Pantakin da Venezia
Tel. 041 2770407 (dalle 10.30 alle 15.00)
Tel. 340 5989214 (dalle 18.00)
ufficiostampa@pantakin.it

Associazione Culturale Vortice
www.provincia.venezia.it/vortice/
vortice@provincia.venezia.it






Pianista e fisarmonicista autodidatta, Antonello Salis è nato a Villamar in terra sarda (CA), nel 1950. Le sue prime esperienze musicali, dal 1969 al 1973, le vive come organista in orchestre da ballo. Trasferitosi a Roma nei primi anni Settanta, intraprende la carriera professionistica come musicista rock nel gruppo jazz-oriented "Cadmo" con Mario Paliano e Riccardo Lay.

Avvicinatosi poi più da vicino al jazz collabora con alcuni dei maggiori musicisti afro-americani ed europei (da Don Moye a Lester Bowie da Enrico Rava a Paolo Fresu). Dal 1975 in poi, sono numerose le partecipazioni a festival jazz sia in Italia che all'estero che lo hanno visto suonare al fianco di musicisti di prim'ordine, quali Antony Braxton, Billy Cobham, Nanà Vasconcelos, Don Cherry, Maurizio Giammarco, Gianluigi Trovesi. Dalla sua, anche e specialmente in queste esperienze, l'incredibile vulcanicità della sua strepitosa energia artistica, collimante con una viva ed intensa "mediterraneità", ma anche la capacità di mescolare i Beatles, Nino Rota, Monk e Cecil Taylor in una miscela incandescente che non manca mai di incantare gli spettatori.


 
Han Bennink, classe 1942, sicuramente tra i più importanti nomi del free jazz europeo, con precedenti collaborazioni con Sonny Rollins, Dextet Gordon, Erik Dolphy, Wes Montgomery, è ben conosciuto per un approccio non convenzionale allo strumento, ma anche per l'uso di tutto ciò che è a portata di mano come fonte di suoni ­ o di ritmi - (è capace di rendere musicale anche un contenitore in cartone per la pizza da asporto). Citando lo stesso Bennink:

"Non ho più bisogno di percussioni o campane o gong [...] Trovo di tutto qui o...li dietro il palcoscenico [...] ieri ho trovato delle corde, una scatola e un pezzo di legno. Questi oggetti sono molto più interessanti in termini di suono di molte altre cose perché i suoni sono dovunque e dipende dal contesto in cui li metti. Quando suono su qualcosa, è ancora con due bacchette, lascio che il pubblico senta la differenza tra i suoni da percussione ed una lattina, un pezzo di spazzatura e qualsiasi altra cosa... Questa è l'idea..."

L'olandese potrebbe quindi vagare per un ora tra il pubblico per trovare degli oggetti della quotidianità per il suo kit di percussioni, o ancora potrebbe stupirsi come un bambino che per la prima volta si cimenta nel suonare una sedia.




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