| La locandina |
Ideazione e progettazione: Cooperativa Con-Tatto
Promotori: Cooperativa Con-Tatto, Assessorato alla Produzione Culturale del Comune di Venezia, Cooperativa Socioculturale
Sostenitori: Coop Veneto, Scuola Grande di San Teodoro, Casino di Venezia, CAAF nordest
Patrocini: Comune di Venezia, Provincia di Venezia, Regione Veneto
Comitato Scientifico:
Anna Poma, Laura Barozzi, Alessia Vergolani
Lunedì 5 Ottobre alle ore 12.00 si terrà la conferenza stampa di presentazione, con aperitivo offerto da Arrigo Cipriani
| Franco Basaglia (Foto Claudio Erné) |
Partiamo da qui. Da questo non sapere e da questa presenza.
Il non sapere è una scelta di campo, una dichiarazione d'intenti. Come dire: non ci convincono le definizioni della follia, gli sguardi e le parole che s'ingegnano ad oggettivarla, a rinchiuderla nelle spiegazioni e nei discorsi finiti. A metterla al di là del muro.
La presenza è un'esperienza - per lo più misconosciuta, negata, dimenticata, e tuttavia comune - che in vari modi ci riguarda, e che ha a che fare con il nostro essere diversi, ognuno da se stesso, ognuno da tutti gli altri.
Partiamo da qui. Dalle storie e dalle biografie: quelle sghembe e quelle troppo dritte, quelle che implodono e quelle che esplodono. Storie di tutti e di ciascuno. Storie di matti, per poco o per tanto, gioco o serietà, ventura o sventura. Facciamo un Festival per provare a smontare il tabù della follia e lanciare la sfida culturale di un'inclusione che prenda le mosse dallo smontaggio dei confini. Tecnici, disciplinari, politici.
Filosofia, letteratura, arte a convegno per sforzarsi di sostare in questa contraddizione che appartiene all'uomo - tra le contraddizioni umane, la più sfuggente, la più spiazzante - e raccontarci che cosa apprendono da questo stare, come se ne nutrono. Se possa esserci una prossimità virtuosa tra dolore e creatività, tra smarrimento e dissidenza, tra diversità e comunanza. A quali condizioni Con quale linguaggio. Parlando a chi.
Venerdì 9 ottobre
Ore 19: Umberto Galimberti e Franco Rotelli
"L'utopia della realtà": come trasformare la realtà tenendo presente la soggettività di tutti
Ingresso libero
Ore 21: Elio con Massimo Cirri e
Carlo Antonelli
"La normalità presa in contropiede"
Ingresso libero
Sabato 10 Ottobre
Ore 10.30: Incontro con gli Autori dei volumi:
Alice Banfi, Tanto scappo lo stesso. Romanzo di una matta
Massimo Cirri, A colloquio. Tutte le mattine al centro di salute mentale
Ore 17: Dacia Maraini con Claudio Misculin e Sandro Pascucci
"Matti in scena"
Ingresso libero
| Dacia Maraini |
Ore 21: Stravaganza
Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza
di Dacia Maraini con L'Accademia della Follia di Trieste
Produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Accademia della Follia, A.gens
ANTEPRIMA NAZIONALE
Ingresso: € 12
Ingresso ridotto per studenti e over 65: € 7
Prevendita presso Libreria Goldoni - S. Marco, 4742 - tel. 041 52 22 384
Dal lunedì al sabato ore 9.30-19.30
Vendita presso Teatro Goldoni il giorno dello spettacolo dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle 21.00
Per info:
http://www.festivaldeimatti.org/
http://www.alfabetodeimatti.com/
http://www.socioculturale.it/Scene: Aldo Vivoda, Diego Iaconfcic
Musica: Alessandra Franco
Produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Accademia della Follia
Cinque personaggi narrano la propria storia, le proprie manie, la follia di ciascuno, con ironica e lucida consapevolezza. Racconto di individui, ancora vivi nonostante tutto, che si muovono dentro l'energia infinita del mondo, cercando e non trovando il proprio cammino, ma camminando comunque sempre, magari in tondo, ma sempre.
Di contro, dentro alla scandita quotidianità dei personaggi, si dipingono i luoghi, i ritmi e i meccanismi che descrivono il manicomio, l'istituzione totale. I personaggi subiscono l'ormai noto trattamento/cura: vengono spogliati delle loro peculiari originalità, schiacciati dentro alle etichette nosografiche, omologati, depurati dalle differenze, cancellati nella loro soggettività, privati dei propri diritti. All'improvviso, per il capriccio di una Legge, si ritrovano scagliati con violenza nelle loro vite di prima, in una comunità piena di vincoli e di barriere insormontabili... Allora capiscono sulla loro pelle che una volta liberati, non più reclusi, si corre il rischio di rimanere esclusi. Comprendono che o ci si libera insieme o insieme si rimane per sempre prigionieri, perduti, scorticati.
Ritornano ad uno ad uno nel luogo conosciuto, si confortano, si confrontano su ciò che hanno scoperto. Insieme troveranno una soluzione originale e coraggiosa.
Come uscire dalla follia se non riconoscendo ragioni?
"Matto è chi è diverso.
Chi è straniero a sé o agli altri.
Chi sta oltre il confine e chi, entro il confine, sconfessa, contraddice, scombina.
Chi osa, chi rompe, chi non si adegua. Chi sfida il mondo e lo riscrive nella bellezza e nell'invenzione.
Matto è chi sta dentro la normalità, e gli pare abbastanza.
Chi sente al limite, e chi sta in anestesia e smette di sentire.
Chi sta solo troppo a lungo o chi non può mai starci.
Matto è ciascuno di noi quando è bambino, vecchio, sognatore o delirante. Quando è innamorato. Quando il dolore gli toglie la voce e gli rende incomprensibile quella degli altri.
Matto è il poeta che forza le parole e apre al mondo un nuovo senso.
Matto è chi ha lo sguardo presbite e il verbo profetico, chi uscendo dalle righe forza il reale e rende possibile l'impossibile.
Matto è ciascuno.
Qua e là, per poco o per tanto, gioco o serietà, ventura o sventura.
Matto è ognuno di noi, ma poi se ne dimentica.
Raramente ne parla e quasi mai per dire di sé.
Comunque con parole in cui nessuno riesce a riconoscersi, nessuno vorrebbe davvero starci.
Vogliamo andare sulle strade e nelle piazze, per raccontare questa condizione che tutti ci riguarda.
Per ricordarci di noi. Per interrogarci in uno spazio comune.
Per costruire confronti, attraversare contraddizioni, cercare nuovi baricentri alla coscienza di noi stessi."
Testo tratto dalla brochure