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Sotto la lente
Teatro Aurora. Stagione di Teatro Contemporaneo 2009/2010)

Frammenti di Teatro I e II

Mestre, Teatro Aurora
il 20 Febbraio 2010 ore 21:00

 

Una scena
Una scena

 Teatro Immediato

(prima regionale)


di Samuel Beckett
Regia Edoardo Oliva e Vincenzo Mambella

Con Vincenzo Mambella e Edoardo Oliva


Programma

Informazioni e biglietti


Due testi diversissimi eppure estremamente emblematici entrambi del mondo che Beckett tratteggia nelle sue opere, Frammenti di Teatro I e II, sono i testi meno rappresentati del drammaturgo irlandese.

In una dimensione sospesa, due coppie di personaggi trascorrono insieme del tempo, dentro un mondo dalle tinte cupe e minacciose: un paralitico e un cieco, due burocrati. 

Nel primo frammento il paralitico fantastica ad alta voce sulla coppia formidabile che potrebbero formare assieme, vincendo poco a poco la diffidenza dell’altro.


I goffi e patetici tentativi di stabilire un contatto, di trovare un terreno comune, uno qualsiasi, su cui attenuare i propri disagi, franano con tutta la violenza di cui può essere capace la somma di due disperazioni.

La lingua di Beckett viene stravolta, resa vernacolo, trasportata attraverso le parole del dialetto pescarese verso una realtà sempre più surreale.

La matrice dialettale, utilizzata nel primo frammento,  ci avvicina alla “verità” dei personaggi, allontanandoci da astratti intellettualismi e filtri psicologici.


Nel secondo Frammento due burocrati sono impegnati a sbrigare le ultime formalità per consentire ad un misterioso personaggio di suicidarsi.

L’immobilità e il silenzio che emanano dalla situazione tragica vengono via via inghiottiti dallo schiamazzo impertinente di una misera e sparpagliata inquietudine rianimata da una incombente solitudine. Scialbe e mediocri figure si affannano nervose al margine di lisce superfici, tra illusione e condizione d’essere.

Protagonisti assoluti, i temi ricorrenti di Beckett: la minaccia, la solitudine, l’illusione, la vacuità. Ed è all’interno di questa partitura di sentimenti estremi che i personaggi sobbalzano, colpiscono, gridano, attendono, producendo un effetto burlescamente metafisico.

L’ineluttabile condanna del vivere e scandita dal riso: “Il riso cupo è il riso dei risi: il riso che ride di ciò che è infelice” (S. Beckett).



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