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Verso l'Universo 2009-2010
Voglio essere liberoTeatro Tonioloil 8 Maggio 2010 ore 21:00
ore 17.00 Lo Schermo Danzato Roberto Lamantea introduce Il figliol prodigo coreografie di George Balanchine con Mikhail Baryshnikov e New York City Ballet ore 20.20 Incontri con la danza Roberto Lamantea presenta e commenta lo spettacolo ore 21.00 Progetto Supporter Danza Cesare Benedetti in Prologo coreografia e interpretazione di Cesare Benedetti Compagnia di danza Fattoria Vittadini (7 minuti) Abbonamenti/Biglietti Voglio essere libero coreografia di Michele Merola musiche originali di Valter Sivilotti regia di Walter Mramor costumi di Alessio Rosati disegno luci e progetto video di Cristina Spelti danzano Vincenzo Capezzuto, Andrea Tortosa Vidal, Enrico Morelli, Camilla Colella, Paolo Lauri, Luana Moscagiugli, Giovanni Napoli, Riccardo Occhilupo Solisti: Franca Drioli Soprano con il coro Piccoli Cantori Veneziani Step' da step' krugom - canto popolare Russo (consulente per la musica russa Irina Ovtcinnikova) Ai preat la biele stele - Franco Escher testi originali di Edoardo De Angelis e Mariacristina Di Giuseppe con citazioni di testi poetici di Carlo Michelstaedter, Sergej Esenin e Srecko Kosovel una produzione Daniele Cipriani Entertainment e MittelFest 09 La recente ponderosa biografia di Rudolf Nureyev scritta da Julia Kavanagh ha sollevato un ‘caso' che se possibile ha aumentato l'alone romantico e epico che ha circondato la vita del leggendario ballerino. Oltre alla storia della sua parabola artistica e alle molte, famose vicende che ne segnarono la vita sfrontata, ribelle e frenetica (dalla nascita, avvenuta sul treno che conduceva la madre dal marito, di stanza nell'esercito sovietico, nelle più remote regioni asiatiche dell'U.R.S.S., alla morte, per A.I.D.S., a poco più di cinquant'anni) la scrittrice ha trovato una diversa motivazione alla celebre fuga in Occidente che nel 1961 fu un vero e proprio caso mondiale. La defezione di Rudik per la sua biografa non fu causata solo da un legittimo desiderio di libertà - Voglio essere libero disse infatti lanciandosi tra le braccia dei doganieri francesi, all'aeroporto Le Bourget di Parigi - bensì da una storia d'amore con un giovane ballerino di Berlino Est, Tija Kemke. Una passione proibita anche a causa delle leggi sovietiche, che punivano l'omosessualità con il confino e la galera. Una passione però, evidentemente, fatale, visto che secondo la Kavanagh fu proprio su spinta di Tija che Nureyev decise di chiedere asilo politico in Europa, avviandosi così verso il suo glorioso futuro, che però non avrebbe condiviso con quell'amore di gioventù. Tija infatti sarebbe morto qualche anno dopo, a Berlino, in oscure circostanze. Qualunque sia la verità vera, la vicenda raccontata da Kavanagh ha offerto un nuovo intrigante spunto a quanti desiderano affrontare una messa in scena celebrativa della vita e dell'arte del divo. E' questo il caso di Walter Mrarmor che ha ideato uno spettacolo intitolato appunto Voglio essere libero "partendo dalla vicenda giovanile letta sui giornali per raccontare, insieme al coreografo Michele Merola, l'amore, le speranze e le negazioni, i destini di vite che cambiano repentinamente, quando la Storia si abbatte su di loro. È uno spettacolo vicino ai sogni di futuro dei giovani." Presentato in prima assoluta al Mittelfest 09, lo spettacolo, su musiche originali di Valter Sivilotti, parte dalla vicenda dell'incontro tra due persone private delle loro libertà e si universalizza attraverso la danza che racconta di costrizioni, rinunce, conflitti, ma anche desideri, ribellioni e voglia di farcela ad ogni costo. Nove danzatori declinano il linguaggio spettacolare di Michele Merola, che fonde le basi classiche a dinamiche contemporanee e si muove su una partitura articolata, affidata al canto del Piccolo Coro Artemia di Torviscosa che intona due canti popolari e al soprano Franca Drioli che canta testi poetici del goriziano Carlo Michelstaedter, del russo Sergej Esenin e di Srecko Kosovel, dell'ex Jugoslavia, scelti dagli autori per rappresentare l'universale senso di nostalgia per la propria patria ma anche l'anelito alla libertà di popoli oppressi e piegati dalla ragione della politica. Lo Schermo Danzato: a proposito de Il figliol prodigo... Ultimo capolavoro dei Balletti Russi, firmato nel 1929 da un venticinquenne George Balanchine, su musiche originali di Sergej Prokofiev e decor di Georges Rouault, solo tre mesi prima della scomparsa di Sergej Diaghilev, Il figliol prodigo conferma in maniera abbagliante il genio del giovane coreografo, capace di narrare la biblica vicenda del giovane ribelle attraverso l'energia, il vigore, la forza e la capacità seduttiva del corpo. Un gioiello di sintesi narrativa, dai tocchi ora grotteschi, ora di insuperabile erotismo. Un bellissimo ruolo maschile, creato dopo Apollon Musagéte per Serge Lifar e qui riproposto da Mikhail Baryshnikov, in una memorabile ripresa per la televisione americana, supervisionata dallo stesso Balanchine. Insieme al balletto diaghileviano saranno proiettati altri titoli dell'opera di Balanchine sempre interpretate da Baryshnikov. Area d'interesse: Verso l'Universo 2009-2010 Eventi realizzati in: Teatro Toniolo
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