cultura & spettacolo venezia
Verso l'Universo 2009-2010

Progetto Supporter Danza: Intervista a Pietro Pireddu

Teatro Toniolo

 




Verso l'Universo 2009-2010, rassegna di danza d'autore, propone per l'edizione di quest'anno il Progetto Supporter Danza, una sorta di "vetrina" in cui dare spazio a giovani coreografi e interpreti. A ognuno di loro i compito di aprire gli spettacoli con un brano originale; per scaldare l'atmosfera, per farsi conoscere dal pubblico, per mostrare i nuovi talenti che stanno nascendo nel nostro Paese.

Il 23 febbraio 2010, in occasione dello spettacolo Otello, nuova produzione dell'Ente Balletto di Roma, il coreografo e ballerino Pietro Pireddu presenta una coreografia originale. Di seguito il curriculum del ballerino e una breve intervista.



Solo per un uomo
Solo per un uomo
martedì 23 febbraio 2009

Pietro Pireddu

in Menteur

coreografia di Pietro Pireddu

musica di Barbara (4 minuti)



L'ascolto della canzone di Barbara Di  quand reviendras tu, fa immedesimare il coreografo nell'uomo al quale l'artista francese si rivolge: Menteur è la personificazione di un amante ironico e bugiardo, che si muove sulle parole grattate di una lingua che da ritmo ed eleganza al movimento. La coreografia si presenta quasi come un dialogo tra lei e lui, una paradossale conversazione tra sordo e cieco, una comunicazione tra chi non vuol sentire le parole e chi non vuol vedere i gesti.


Il coreografo


Nasce a Ghilarza il 13 dicembre 1983, si avvicina al mondo della danza studiando tecnica classica, moderna e contemporanea nella scuola Speridan sotto la direzione di Giovanna Maninchedda. Nel 2004 viene lui assegnata una borsa di studio presso la scuola del Balletto di Toscana sotto la direzione artistica di Cristina Bozzolini.

Approfondisce i propri studi con prestigiosi maestri quali: Eugenio Scigliano, Eugenio Buratti, Roberto Sartori, Simonetta Giannasi, Arianna Benedetti, Katiuscia Bozza, Deanna Losi, Francesco Testoni (ex ballerino e solista del Balletto del Cile), Stefania Russoniello (ex ballerina del Teatro Comunale di Firenze) e Massimiliano Terranova.

Si perfeziona partecipando a numerosi stage e workshop con coreografi di fama internazionale tra cui: Mauro Bigonzetti, Mauro Astolfi, Dominique Lesdemà, Francesco Nappa, Emanuele Soavi, Shirley Esseboom, Pompea Santoro.

Le sue esperienze lavorative di danzatore lo portano a una maggiore conoscenza e consapevolezza del proprio movimento che approfondisce attraverso una continua ricerca coreografica.

Collabora allo spettacolo D'ogni Parola un Gesto all'interno del meeting Artes e Sonos di Oristano, come coreografo.

Nel settembre 2006 vince il primo premio per la miglior coreografia Bandidos al concorso International Dance Festival di Porto Rotondo.

Nel marzo 2007 partecipa al concorso coreografico Expression all'interno della manifestazione Danza in Fiera con la coreografia per solista Ammentos.

Nel giugno 2007 gli viene affidata la parte coreografica dello spettacolo Un flusso di sangue alla testa, regia di Massimo Stinco.

Vincitore assoluto del concorso Personal Work con la coreografia Menteur, da lui interpretata. Crea per il gruppo Intarsi lo spettacolo Muzzicato e Malafemmena.

Dal 2007 è coreografo e direttore artistico dei Maktubnoir compagnia di danzatori, in collaborazione con Valentina Fruzzetti.


Web:
http://www.maktubnoircompagniadidanzatori.com/home.html






La compagnia Matubnoir diretta da Pietro Pireddu e Valentina Fruzzetti.
Il video presenta alcuni frammenti di coreografie (assolo e di gruppo) in cui i danzatori trasformano l'ambientazione domestica - spesso arricchita di richiami alle radici culturali regionali - in situazione carica di pathos ed energia.
Il gesto quotidiano diventa dunque, attraverso la codificazione della danza contemporanea, una narrazione, un racconto danzato in cui le parole si muovono sulle mani, sulle spalle, sulle gambe, sui volti.
(9 settembre 2009, fonte youtube
Maktubnoir)


 







L'intervista a Pietro Pireddu

Come nasce un ballerino, come nasce una coreografia 



Visioni Notturne
Visioni Notturne

D: Dal suo curriculum leggo che nei suoi studi ha affrontato la danza attraverso le sue diverse declinazioni stilistiche. Quale stile di danza ha scelto per questa particolare coreografia?


R: È vero, nei miei sette anni di studio ho avuto la possibilità, grazie alle scuole che ho frequentato, di confrontarmi e apprendere vari stili e tecniche (ovviamente in alcuni casi è stata solo un'infarinatura). Mi sono avvicinato alla danza grazie all'hip hop ma subito ho capito che non era la mia strada e ho preferito continuare con il contemporaneo e il moderno, due tecniche che richiedono la conoscenza pratica e teorica della danza classica che ho iniziato a studiare nel 2005 a Firenze. Non credo di aver scelto uno stile perché penso che sia una cosa che non si possa scegliere, la mia creazione è un mix delle due tecniche da cui sono stato maggiormente influenzato: contemporaneo e moderno, unite da una personale ricerca coreografica.  



D: La scelta della musica come avviene in generale nella creazione di una coreografia? Giunge prima l'ispirazione del movimento e poi è accordato a un tema specifico, oppure il contrario? In questo caso si tratta di una canzone francese di Barbara, perché questo tema in particolare?


Visioni Notturne
Visioni Notturne

R: Per quanto mi riguarda, non accade mai nello stesso modo. Mi capita di essere ispirato da una musica da cui poi scaturisce il movimento, in alcuni casi è il movimento che si manifesta per primo. L'ispirazione, però, può arrivare da varie fonti: foto, libri, film e altre creazioni che mi fanno riflettere sul mio modo di veder le cose. Nel caso specifico Menteur nasce con tutt'altra musica. Montai il pezzo senza pensare, di getto, senza un tema particolare, la motivazione nasce in seguito  all'ascolto, casuale, della musica di Barbara contenuta in un cd regalatomi. Trovai il connubio tra movimento e parole interessante, mettendo la coreografia in musica mi resi conto del dialogo instauratosi tra le strofe della canzone e i movimenti da me creati. In seguito seppi che anche Maurice Bejart aveva creato un assolo su questa musica, ovviamente il confronto non esiste.



D: La canzone di Barbara racconta una storia tra un uomo e una donna, un dialogo di una speranza inattesa. Menteur - di cui già il titolo ricorda il testo del brano - vuole essere una narrazione della storia o qualcosa di più simbolico?


Solo per un uomo
Solo per un uomo

R: Menteur mette in risalto la fragilità di un uomo che non dice la verità, che non sa dirla perché è troppo debole per affrontare qualcosa di reale. Non so se e' un racconto, forse perché non mi piace definirla in questo modo. So che è l'immagine di un dialogo costruito su due linguaggi diversi: la gestualità del movimento, e la metrica delle parole, un dialogo che non ha una conclusione, che rimane in sospeso.



D: Come nasce una coreografia? Fonte, spunto, ispirazione.


R: Come ho già detto prima, sono tante le fonti d'ispirazione. Per quanto mi riguarda, ritengo che il movimento sia il linguaggio dei pensieri, delle immagini, dei sogni. Mi piace pensare che noi danzatori siamo in grado di parlare una lingua universale (in alcuni casi non codificata) comprensibile a tutti. Il corpo parla ed è qui che nasce la coreografia, con l'ascolto di quello che ci vuole dire e la comprensione di ciò che ne scaturisce. Citando una delle mie maestre, Sabina Cesaroni: "Noi non danziamo, siamo danzati".



D: In questo momento dirige la compagnia di danzatori Maktubnoir. Vuole raccontare com'è nato il progetto e quali sono le produzioni in cantiere?


Solo per un uomo
Solo per un uomo

R: Dirigo lacompagnia insieme a Valentina Fruzzetti. Tutto nasce da un'idea e da intenti comuni che ci hanno portato in modo molto naturale ad avere qualcosa di concreto su cui lavorare. Il nostro scopo è quello di creare qualcosa di nuovo, di personale, che abbia una sua verità. I Maktubnoir sono una formazione di danzatori in continua evoluzione che cercano sempre nuovi stimoli e nuove collaborazioni. Già il nome della nostra compagnia definisce il nostro carattere, abbiamo scelto queste parole, molto diverse tra di loro, per dare subito una forte connotazione stilistica. Il nostro debutto è avvenuto nel 2007 al Florence Dance Festival con lo spettacolo Perdidos che affronta il tema dei sequestri di persona. Il nuovo lavoro che stiamo per portare a termine è in collaborazione con Sabina Cesaroni (danzatrice, coreografa, regista), un trittico che prende il nome da una delle tre coreografie che lo compongono: Visioni Notturne.



D: I suoi progetti personali per il futuro?


R: Vorrei sicuramente lavorare con la stessa passione che ho messo in questi anni,spero possano continuare le mie collaborazioni con Anticorpi XL, Arteven e tutto ciò che possa aiutarmi a svolgere al meglio la mia professione.

Per quanto riguarda il futuro imminente, mi auguro di poter partecipare al concorso per giovani danz-autori che si terrà in aprile a Copenaghen, Iternational Coreographi Competition.



D: Quale pensa sia al momento la situazione della danza in Italia? È una disciplina artistica considerata o il futuro di un ballerino professionista deve guardare oltre confine? Ha mai pensato di lavorare all'estero e se sì dove?

Solo per un uomo
Solo per un uomo

R: È molto difficile per me riuscire a dire quale sia la situazione della danza in Italia; questo è dovuto al fatto che esistono tante realtà divise l'una dall'altra, qualcuna va molto bene, altre meno, altre ancora peggio. Dovrebbe esistere un progetto comune, qualcosa di meno astratto e più concreto. Penso che nel nostro paese l'arte in genere, ma in particolare la danza, debba essere considerata di più, anche se credo che esistano molte persone che fanno qualcosa per il nostro mondo.

Per quanto riguarda i danzatori, non credo che per lavorare debbano andare per forza all'estero, ma è un dato di fatto che ci sia un'attenzione diversa per il nostro mestiere e sicuramente ritengo che sia un'importante esperienza formativa.

Nel mio caso mi piacerebbe molto lavorare al di fuori dell'Italia e confrontarmi con nuove realtà. Mi attira molto l'Europa settentrionale, non solo per la danza ma anche per la cultura e lo stile di vita.


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Testi a cura di: Francesca Sartori
Area d'interesse: Verso l'Universo 2009-2010
Sezioni del magazine: Interviste
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