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Interviste
Progetto Supporter Danza: Intervista a Margherita PirottoTeatro Toniolo
giovedì 22 aprile 2009 Margherita Pirotto in Body in six minutes coreografia di Margherita Pirotto musica: Cluster (6 minuti) Il corpo si trova in uno spazio definito dal luogo ma anche dalla musica, la musica crea una suggestione spaziale. In un primo momento il corpo agisce nello spazio, appropriandosi del luogo come se dicesse “E' il mio spazio!” con azioni e movimenti rapidi, ritmici, ampi, lineari e spezzati, come se dipingesse e creasse lo spazio intorno. Poi in un secondo momento lo spazio intorno prende il sopravvento, come se qualcosa di estraneo entrasse da fuori per agire dentro e trasformare il movimento del corpo. Se prima il corpo agiva nello spazio secondo una volontà, ora è lo spazio insieme ai suoni che agisce dentro, il corpo rallenta e si fa guidare da qualcosa di estraneo alla volontà, i movimenti diventano più piccoli, più profondi, è il dentro che si muove, le articolazioni, gli organi, qualcosa di nuovo avviene. L'interprete e coreografa: Margherita Pirotto Si forma in danza classica presso il Centro Studi Danza Classica di Padova con gli insegnanti Mariolina Giaretta e Andrea Francescon e in danza contemporanea presso Spaziodanza di Padova con l'insegnante-coreografa Laura Pulin. Si perfeziona in danza contemporanea in Italia e all'Estero studiando con gli insegnanti: Michal Mualem (Sasha Waltz), Giannalberto de Filippis, Khosro Adibi, Virgilio Sieni, Malou Airaudo, Susanne Linke, Reinhil Hoffmann, Urs Dietrich, Giorgio Rossi, Lindsay Kemp, Corinne Lanselle.
Collabora come performer con musicisti e artisti visivi e audiovisivi nazionali e internazionali. 2008 La storia inaudita, coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto e Teatro Nuovo di Torino ideazione, regia, coreografia Laura Pulin.
L'intervista a Margherita Pirotto, coreografa e perfomer Quando la danza nasce dall'energia D: La sua formazione, come molti dei suoi colleghi, l'ha portata a uscire dai confini nazionali, dove ha studiato e che forme di danza ha approfondito? Ci sono stati paesi in cui ha sentito un interesse maggiore nei confronti della danza, rispetto all'Italia? Se sì, in che modo? R: Purtroppo in Italia non è facile avere una formazione continuativa e completa di danza contemporanea. In Europa esistono centri e strutture per studiare quotidianamente con maestri e coreografi di grande qualità. In Italia mancano queste strutture, questi centri di danza contemporanea e quindi è più difficile la formazione e lo studio quotidiano( che per un danzatore è indispensabile ). Mi sono recata spesso in Francia dove in questi centri ho potuto studiare diversi stili di danza contemporanea con maestri internazionali. D: Leggo che ha collaborato con realtà diverse, sia nel campo della danza che nel campo del teatro e dell'arte visiva. Chiaramente si tratta di discipline artistiche con un forte legame tra loro. Che tipo di esperienze ha realizzato in questo senso? Le piace restare legata a una forma di rappresentazione scenica più tradizionale o esplorare nuove espressività? R: Mi piace l'idea che la creatività sia libertà, non ci si dovrebbero porre dei limiti. Amo la sperimentazione e la mescolanza delle arti, amo lo spettacolo che utilizza forme d'arte differenti che dialogano tra loro. Ho lavorato con registi teatrali, con musicisti live, con artisti visivi, con videomaker e fotografi. La cosa interessante è cercare il luogo d'incontro e lasciarsi dunque sorprendere. In un lavoro precedente Pinch ho lavorato con due musicisti in scena, ci siamo detti "In che modo il corpo e la musica possono stare insieme?" e abbiamo creato un piccolo pezzo cercando un contatto tra noi diverso, che non fosse solo il musicista suona e la danzatrice balla. E' stato molto stimolante. D: Il pezzo che presenta al Teatro Toniolo è una sua creazione originale in cui riveste il doppio ruolo di coreografa e performer. Vorrebbe raccontare la genesi di questa produzione? R: Sono partita dal fatto che sono una danzatrice, ho un corpo e possiedo il linguaggio della danza contemporanea. Avevo voglia di fare un pezzo dove emergesse fortemente il corpo e il movimento, non estetico, ma il movimento che nasce dall'energia del corpo, dalla respirazione, dai muscoli e dalle articolazioni, un corpo che si muove muovendo energia, respirando, in uno spazio con dei suoni. Sono partita dalla costruzione, la volontà di movimento e di azione nello spazio con una forte energia per arrivare alla decostruzione, al movimento delle articolazioni, ad uno spazio che da fuori entra internamente e ci fa muovere secondo una logica che è del corpo, fino allo stadio zero, al punto d'inizio che è il corpo in quanto tale, fermo in un punto. D: Dalla breve descrizione della sua coreografia sembra voler rappresentare uno studio sulla stretta connessione corpo-spazio. Come ballerina e come coreografa come "agisce" sul proprio strumento di lavoro, in altre parole il corpo? R: Non cerco un movimento estetico, il movimento lo lascio nascere dal corpo, quindi lavoro molto sull'energia, capisco quale energia usare, a seconda di cosa voglio esprimere, da momenti di concentrazione a momenti di espansione, uso la respirazione, ogni movimento e accompagnato dalla respirazione, lasciando fluire energia e respirazione il corpo acquista una qualità di movimento. Uso muscoli e articolazioni, periferie e centri senza porre limiti alla libertà espressiva. D: Tornando alla sua carriera, leggo dal suo profilo che collabora con entità differenti. In questo momento che progetti sta portando avanti? R: Sto ballando nello spettacolo La storia inaudita di Laura Pulin che è andato in scena recentemente al Toniolo. Sto conducendo un laboratorio coreografico sul Futurismo al liceo classico "Marchesi"di Padova finalizzato ad uno spettacolo dal titolo I colori del futurismo nell'ambito Il Palcoscenico in classe, progetto per una cultura della danza nelle scuole secondarie a cura di Antonella Schiavon e che andrà in scena sabato 24 Aprile nell'ambito della rassegna ProspettivaDanzaTeatro di Padova. Sto scrivendo la tesi di laurea in Storia del Teatro su Simone Forti e poi ...rifletto, rifletto, rifletto... D: In quest'occasione il suo brano apre una serata dedicata a un mostro sacro della danza, uno degli artisti più prolifici del nostro tempo. Il mondo della danza, come tutti i settori artistici e dello spettacolo, è un universo difficile da "navigare"... Come si vede tra 10 anni? R: Citando Simone Forti: "Ho più di sessant'anni e ballo sempre. Lascio regolarmente la mia casa di campagna nel Nord-Est del Vermont per insegnare e danzare con il mondo intero." (Simone Forti-Dicembre 1997). Ecco spero di vivere così! Testi a cura di: Francesca Sartori Area d'interesse: Verso l'Universo 2009-2010 Sezioni del magazine: Interviste Eventi realizzati in: Teatro Toniolo |
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