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La "Sirena" di Zingaretti incanta il Toniolo


 

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo

Luca Zingaretti legge "La sirena" dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa


di scena al Toniolo dal 20 al 24 gennaio 2010

La formula del "reading" a teatro ha conosciuto negli ultimi anni una notevole riscoperta, legata non tanto a una "moda" di rivalutazione della pura dimensione testuale, quanto spesso a più prosaiche ragioni di budget; talvolta con qualche effetto collaterale imprevisto, vedi lle recenti disavventure di Michele Placido e Catherine Denevue "lettori" d'eccezione alla Versiliana.

Ma il "reading", ben lungi dall'offrire scorciatoie per allestimenti a buon mercato, rappresenta piuttosto un salto mortale senza reti di protezione; e la scommessa da parte di Zingaretti di addossarsi per intero il peso scenico di una lettura tratta da un classico, la "Lighea" di  Giuseppe Filippo Tomasi di Lampedusa, è quella di un attore che assume sulle sue sole forze ogni rischio di "tenuta" teatrale di un testo non facile, tessendo una trama tutta vocale di sfumature e colori espressivi.

 

La vicenda è ambientata a Torino nel 1938: due uomini s'incontrano, quasi per caso, in un caffè. Un giovane giornalista, Corbera, redattore de " La Stampa" ed il senatore, Rosario La Ciura, intellettuale finissimo di grande temperamento, professore esimio di letteratura greca. I due sconosciuti, a poco a poco, entrano in una dimensione di cortese confidenza, e passano il tempo parlando di letteratura, di antichità e in generale della vita.
La lettura di Zingaretti asseconda due livelli, prima ci introduce al'incontro tra i due uomini e dosa narrativamente il passaggio dall'iniziale ostilità alla fiducia: infine, apre la condivisione del segreto d'amore fra il professore e la sirena Lighea, figlia di Calliope. 


L'attore romano
al Toniolo non solo vince la scommessa, ottenendo uno strepitoso successo personale e il caloroso abbraccio finale del pubblico, ma realizza un autentico miracolo: quello di saper trasporre sulla scena i meccanismi che assecondano gli snodi fantastici disseminati sulla pagina a beneficio del lettore; amplificando cioè le accensioni immaginative del testo senza caricarle di forzature o ridondanze, ma applicando ad ogni segmento testuale i "fondamentali" di una dizione sempre sotto controllo, lontanissima dal cliché televisivo, sempre variata nella dinamica e nel timbro in ragione del climax espressivo suggerito da ogni passaggio.


Nel breve contributo video, Zingaretti tratteggia in soggettiva la figura del protagonista del racconto, il senatore La Ciura, assumendone una caratterizzazione timbrica    penetrante, un po' rauca, attraverso l'intera performance; e man mano che si inoltra nell'universo verbale e simbolico del personaggio, l'intera storia si anima quasi di riflesso del ritratto psicologico del suo giovane interlocutore, fino all'evocazione finale della "sirena", sorta di idealizzazione mitologica, fattasi scaglie e carne, di ogni passione, o desiderio

umano irraggiungibile. Calorosissimi applausi, per una prova convincente ed energica, condita da due bis d'eccezione, pescati fra i versi d'amore di Montale e Saba.

Testi a cura di: Roberto Ranieri
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