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Recensioni
La "Sirena" di Zingaretti incanta il Toniolo
Luca Zingaretti legge "La sirena" dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Ma il "reading", ben lungi dall'offrire scorciatoie per allestimenti a buon mercato, rappresenta piuttosto un salto mortale senza reti di protezione; e la scommessa da parte di Zingaretti di addossarsi per intero il peso scenico di una lettura tratta da un classico, la "Lighea" di Giuseppe Filippo Tomasi di Lampedusa, è quella di un attore che assume sulle sue sole forze ogni rischio di "tenuta" teatrale di un testo non facile, tessendo una trama tutta vocale di sfumature e colori espressivi.
La vicenda è ambientata a Torino nel 1938: due uomini s'incontrano, quasi per caso, in un caffè. Un giovane giornalista, Corbera, redattore de " La Stampa" ed il senatore, Rosario La Ciura, intellettuale finissimo di grande temperamento, professore esimio di letteratura greca. I due sconosciuti, a poco a poco, entrano in una dimensione di cortese confidenza, e passano il tempo parlando di letteratura, di antichità e in generale della vita.
Nel breve contributo video, Zingaretti tratteggia in soggettiva la figura del protagonista del racconto, il senatore La Ciura, assumendone una caratterizzazione timbrica penetrante, un po' rauca, attraverso l'intera performance; e man mano che si inoltra nell'universo verbale e simbolico del personaggio, l'intera storia si anima quasi di riflesso del ritratto psicologico del suo giovane interlocutore, fino all'evocazione finale della "sirena", sorta di idealizzazione mitologica, fattasi scaglie e carne, di ogni passione, o desiderio umano irraggiungibile. Calorosissimi applausi, per una prova convincente ed energica, condita da due bis d'eccezione, pescati fra i versi d'amore di Montale e Saba.Testi a cura di: Roberto Ranieri Sezioni del magazine: Recensioni |
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