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Xmusic: l'arte di far di massmedia virtù, pensando ai "giovani"...




Mario Brunello
Mario Brunello

"All you need is X-music":


Quando una provocazione "innesca" un progetto rivoluzionario...


Da quando la musica "classica", oggi più a suo agio con l'attributo "colta", si è addentrata nei meccanismi della riproducibilità tecnologica di massa, ed oggi fra i bit ubiquitari dell'Mp3, il pubblico dei concerti ha cominciato ad assumere specularmente un carattere sempre più volatile, oscillando fra periodiche disaffezioni ed effimeri ritorni; fino ai sintomi odierni di un'incombente estinzione. Specie protetta e scarsamente riproduttiva, il pubblico delle stagioni sinfoniche e da camera sopravvive oggi nella cattività dorata di un sostegno pubblico ostinato, ma dalla coperta sempre più corta.


Situazione non rosea, insomma, su cui cadeva circa un anno fa la scure di un intellettuale come Alessandro Baricco, provocando vere e proprie levate di scudi e libretti d'opera: «La funzione pubblica», per lo scrittore torinese avrebbe dovuto infatti «tornare alla sua vocazione originaria: alfabetizzare», con interventi sui luoghi di educazione e formazione reali, e cioè scuola e TV. Insomma: basta finanziare stagioni esauste e in costante perdita.


Provocazione raccolta da un musicista intelligente come Mario Brunello il quale, anziché allinearsi al fuoco di fila delle reazioni scandalizzate, rilancia: e se la "rivoluzione necessaria" di cui parla Baricco riguardasse in primo luogo la migrazione del concetto astratto di "pubblico" dai conciliaboli sulle strategie di riconquista ad una ritrovata funzione di "soggetto"? Perché non far entrare direttamente i "giovani" in takle scivolato su una palla da troppo tempo rimbalzata sulle logiche di un unico meccanismo, che munge risorse a beneficio dei soliti pochi?


Di qui, l'iniziativa del che accoglie con Luana Zanella l'idea "rivoluzionaria" di Brunello e la traduce nel progetto pilota "All you need is X-music". Una microesperienza di management dello spettacolo fatta "da giovani per i giovani", supportata dagli Amici della Musica di Mestre; uno "staff" selezionato di liceali che sotto la guida di Brunello ha dato corpo in breve tempo a una rassegna primaverile al Centro Candiani e al Teatro Toniolo di Mestre, in un'accezione piuttosto elastica ma vitale di "musica colta": dalla Piccola Orchestra Popolare di Venezia con Daniele di Bonaventura allo Schubert "autogestito" dell'orchestra Spira Mirabilis, dalle improvvisazioni "spaziali" di Arturo Tallini al Barock Cello di Giovanni Sollima (info e date su http://www.amicidellamusicadimestre.it/). «L'unica cosa che mi rimprovero», rivela Brunello in una recente intervista, «è il non essere ancora riuscito a scardinare il rito del concerto»; forse serviva proprio un rovesciamento del tavolo per ripristinarne le funzioni vitali, o almeno giocare di rimessa sull'incognita, "X-music" appunto, e ritentare la scommessa.


a cura di Roberto Ranieri


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