Da con Toni Andreetta voce narrante Giulio Andreetta pianoforteToni Andreetta
Lev Nokolaevic Tolstoj
Una conferenza immaginaria in cui Tolstoj racconta di quando, ormai cinquant’enne, nobile con già alle spalle il successo letterario di romanzi immortali come “Guerra e Pace” e “Anna Karenina”, si trova un giorno, pur non mancandogli né l’agiatezza familiare né la fama, a scoprire con sgomento quanto tutto ciò non sia sufficiente a dare senso effettivo, plausibile, alla propria vita. Si trova catapultato in una dimensione senza senso, in cui un malessere profondo gli ha tolto ogni desiderio di vivere, una sorta di depressione senza motivo. Di fronte al baratro esistenziale e addirittura alla tentazione del suicidio, egli cerca consolazione prima nella scienza e nella filosofia che però non placando l’assillo dell’anima. Ecco lo snodo decisivo: guardare oltre quelle “ragioni”, verso l’infinito, l’eternità; ovvero, abbracciare la fede, non tanto quella codificata dalle pratiche religiose, bensì quel sentimento spontaneo che sostiene i cuori degli umili, degli oppressi, capaci di aprirsi al prossimo nella pietà, consapevoli che qualsiasi accadimento terreno, anche il più difficile e incomprensibile, è alla fine iscritto in un benigno disegno di salvezza e di resurrezione.
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