con Maria Paiato regia Pierpaolo Sepe scene Francesco Ghisu costumi Sandra Cardini Produzione Teatro Eliseo - Teatro Stabile del Veneto Una lunga catena di parole, una lotta senza scampo tra due amanti e il Dio che tra essi si frappone, una strenua volontà di sapere. Questo primo studio presenta un'"Erodiade" ridotta alla sua essenza, privata di ogni orpello scenico, una messa in scena nuda e feroce,come nudo e feroce è l'animo di Erodiade. Bestia sovrumana, che crea e ricrea nel gesto tutto ciò che la circonda. Male eterno che flagella come monito costante di perdizione la specie umana, e, creatura tutta umana, aspirazione permanente e incerta al bene, fragile ferita esposta all'abisso crudele e insensato della luce, dell'amore. Testori definì Erodiade una figura a metà fra il Dio astratto e quello incarnato. Sola sulla scena, Erodiade, antica concubina di Erode, si rivolge ora alla testa di San Giovanni, ora sull'autore, rivelando le vere motivazioni della decollazione del Battista. E' stata lei a spingere la figlia Salomè tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, colpevole di aver rifiutato il suo amore. Pierpaolo SepeFoto di Pino Le Pera
di Giovanni Testori
BIGLIETTERIA
Nel vuoto di questa reggia immaginaria si apre il baratro dell'assurdo di Dio. Lo spazio risuona e risente del silenzio del Suo abbandono. Eppure, nell'attimo stesso in cui l'anima cede alla tentazione del niente, la parola decade, preda del dubbio che si manifesti, per gli umani, l'inattesa coincidenza tra Dio e una rara e faticosa possibilità d'amore.
Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio di Giovanni e cerca la morte in scena. Composta tra il 1967 e il 1968, "Erodiade" fu pubblicata per la prima volta nel 1969 e quindi rielaborata nel 1984 fino al rifacimento dell' "Erodiàs", inclusa nel "Corpus dei Tre Lai".
Approfrondimento:
Intervista a Maria Paiato
La splendida interprete di Erodiade racconta a www.youteatro.it la possibile "bussola" ideologica, o meglio antiideologica, di Testori rispetto allo scenario attuale delle contrapposizioni in campo.