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Recensioni
Nella commedia di Carrière, il "catalogo" di un rito di sopravvivenza domestica...
Calorosa accoglienza al Toniolo per la lettura de Il Catalogo di Jean Claude Carriere offerta dal duo Ferrari-Fantastichini, per l'adattamento e la regia di Valerio Binasco Una commedia dall'apparenza "leggera", Il catalogo di Jean Claude Carriere, in realtà opera stratificata e complessa, calibrata ad attraversare, nell'apparente leggerezza dei toni, i nodi di un'acuta riflessione sul senso ultimo del "sopravvivere a se stessi", o sugli "anticorpi" che ciascuno rimette in circolo nel rituale della quotidianità, per dare e darsi un significato; più precisamente, sul rapporto tra istante vitale e "catalogo" di tracce seminate nel proprio percorso, tra rivelazione del vuoto e necessità di una cronologia plastica di segni e abitudini in cui riconoscersi. Ennio Fantastichini, forte del suo smisurato bagaglio tecnico, dimostra una volta di più la sua grande duttilità, combinando i tratti più istintivi della sua maschera mediatica più congeniale, quella del "duro", con un'ampia tavolozza di registri espressivi; al suo fianco, Isabella Ferrari si cala perfettamente nei panni dell'ospite "svagata" e fuori contesto, innescando di battuta in battuta lo sconvolgimento di ogni precedente quadro rassicurante. Nel breve contributo video che vi proponiamo, tratto dalla prima serata mestrina, lo scambio di battute fra i due assume toni vivacemente surreali, complice anche la metamorfosi linguistica di Suzanne-Ferrari, che affida a una specie di irresistibile accento "apolide", vagamente cantilenante, lo scardinamento pezzo per pezzo delle certezze del padrone di casa, espropriandolo di ogni possibile difesa. Testi a cura di: Roberto Ranieri Sezioni del magazine: Recensioni |
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