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La voce dei protagonisti: Paiato, Testa, Gassman
Teatro Toniolo
Ascoltare dalla viva voce di autori e interpreti il rapporto che, dietro le quinte, lega le singole individualità ai percorsi di realizzazione di uno spettacolo, getta spesso una luce utilissima, anche retroattiva, sull'impatto nudo e crudo della rappresentazione scenica; e misura l'aderenza, o gli scarti, fra le variabili fuori campo della creazione artistica e ciò che prende corpo concretamente sul palcoscenico. Così, il ricco contributo del sito www.youteatro.it ad una conoscenza più approfondita dei protagonisti, attraverso numerosi video di approfondimento diretto, può contare anche sulle voci di alcuni autori di punta transitati quest'anno al Toniolo, con le loro personali idee e visioni sul teatro e l'aggiornamento della sua funzione, auspicata o possibile, nell'oggi.
Nei contributi che presentiamo, grazie alla disponibilità e la professionalità di www.youteatro.it, è possibile risentire alcuni dei protagonisti della stagione: Maria Paiato, fantastica interprete dell'Erodiade di Giovanni Testori per la regia di Pierpaolo Sepe, ci parla della possibile "bussola" ideologica, o meglio antiideologica, di Testori rispetto allo scenario attuale delle contrapposizioni in campo; Gianmaria Testa, interprete de 18 Mila giorni. Il pitone al fianco di Giuseppe Battiston, offre un'efficace contestualizzazione dello spettacolo nel quadro delle drammatiche trasformazioni sociali che minano le certezze delle nuove generazioni, attraverso lo stesso slittamento del lessico che le descrivono; infine, proponiamo un contributo più ampio e articolato sull'affollata presentazione dello spettacolo Roman e il suo cucciolo, tenuta da Alessandro Gassman e la sua compagnia presso la Feltrinelli di Mestre, il 4 febbraio; un'occasione per sviscerare, anche qui, l'idea di un teatro che, allergico a una rappresentazione edulcorata dell'esistente, insegue un rapporto diretto, spesso traumatico, con una realtà magmatica, fatta di esclusione e intolleranza; un teatro che apra semplicemente gli occhi e i sensi, senza ricorrere ad artifici ideologici.
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