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Sotto la lente
Io Sono Teatro 2011/12

Il ventaglio

Mestre, Teatro Toniolo
dal 18 al 22 Gennaio 2012

 

 
Bozzetto di scena di Claudio Fantin
Bozzetto di scena di Claudio Fantin

Di Carlo Goldoni

Regia di Damiano Michieletto

Con un cast di 14 attori

Una produzione Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni" e Teatri e Umanesimo Latino Spa


Dal 18 al 21 gennaio alle ore 21.00
Giovedì 19 anche alle ore 16.30
Domenica 22 gennaio alle ore 16.30

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BIGLIETTERIA



Vai al video-report della prima serata: Goldoni e il "Ventaglio" d'amorosi traffici

Il ventaglio è uno dei capolavori di Carlo Goldoni che segna il ritorno agli equivoci e ai colpi di scena della Commedia dell'Arte, soprattutto al suo ritmo e al vorticoso avvicendarsi delle situazioni.

Commedia d'insieme, ma non senza caratterizzazioni dalla forte personalità, racconta la vicenda di Candida che parlando con l'amato Evarosto al balcone, lascia cadere il ventaglio che va in pezzi. Evaristo allora, compra un ventaglio dalla merciaia Susanna e lo consegna alla contadina Giannina perché lo rechi a Candida come suo dono, per sostituirlo con quello infranto. Ma il ventaglio sembra dotato di una vitalità propria, tanto da creare un indiavolato e vivissimo intreccio, in cui quattro donne sono impegnatissime col loro cicaleccio e con un garbato pettegolezzo, a rendere complicatissima una vicenda in sé assai semplice. Nascono una serie inevitabile di equivoci: il Calzolaio Crespino e l'Oste Coronato, innamorato di Giannina, smaniano perché temono che Evaristo sia un loro rivale. Candida offende Giannina e, per vendicarsi di Evaristo, promette la propria mano al Barone del Cedro, che gliela chiede per mano del Conte di Rocca Marina, nobile spiantato  e presuntuoso. Il ventaglio passa così di mano in mano imbrogliando la matassa, alla fine dipanata con la pace fra Candida e Evaristo e il fidanzamento di Giannino e Crispino. Ma il ventaglio come simbolo dello svelamento di se stessi nell'eterno gioco dell'amore è il vero protagonista di questa commedia

Il progetto di recupero della drammaturgia veneta realizzato in questi anni dal Teatro Stabile del Veneto e Teatri e Umanesimo Latino Spa, dopo Arturo Rossato e Gian Capo, Eugenio Ferdinando Palmieri, Giacinto Gallina, Renato Simoni e Gino Rocca, approda al grande maestro drammaturgo veneto e a uno dei suoi capolavori.



Il ventaglio, una storia d'amore



Il promo video offerto da http://www.youteatro.it/
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"Ho fatto una commedia di molte scene brevi, frizzanti, animate da una perpetua azione, da un movimento continuo. Vi vorrà una quantità grande di prove, vi vorrà pazienza e fatica ma vuò vedere se mi riesce di far colpo con questo metodo nuovo".

Così Goldoni presenta "Il ventaglio".

Mi piace questo testo perché è una storia d'amore  sospesa nel tempo e nello spazio: non è collocata da Goldoni in uno spazio preciso, e non ci sono elementi sociali che forzano i  personaggi in una determinata cornice storica. Tutto questo mi affascina perché lascia libera l'immaginazione, degli interpreti prima e dello spettatore poi.

Mi piace perché dà la possibilità di lavorare con gli attori mettendo l'accento su una recitazione fisica, per inventare personaggi che invece nella scrittura sono ritratti molto rapidamente.

Mi piace perché è una scrittura basata esclusivamente sul ritmo, capace di sintetizzare queste maschere umane in un microcosmo di relazioni tutte legate assieme.

Penso ad uno spettacolo frizzante, leggero, erotico.

Penso ad un gruppo di attori giovani, capaci innanzitutto di ascolto.

In questa, che è  l'ultima grande commedia corale di Goldoni, tutto avviene per via di un semplice oggetto che passa di mano in mano con un ritmo indiavolato.

Questo oggetto è il simbolo dell'erotismo, come fosse una freccia scoccata dall'arco di Eros, che rapidamente  vola tra tutti i 14 personaggi e li contagia fino alla follia.

Tutti vengono coinvolti nella vicenda del ventaglio, diventano violenti, accecati per amore, folli di gelosia, ridicoli nelle loro smanie, impugnano pistole e coltelli, si minacciano.... e tutto per un niente, per un piccolo ventaglio che non vale neanche due lire. Ma in realtà si tratta dell'amore: l'amore non ha prezzo e per amore si sono sempre fatte le più immense follie...

Il ventaglio è un Cherubino alato che si muove invisibile tra i personaggi e li comanda, li provoca, si diverte alle loro spalle, gioca con i loro sentimenti.

Per la scena partiremo solo con delle sedie, una per ogni personaggio, una diversa dall'altra, pochi oggetti e grande finestra da cui Eros entra ed esce volando...

I costumi contemporanei: siamo noi oggi quegli Evaristo, Coronato Candida o Giannina... che gridano e si minacciano perché non si sentono amati, o compresi. Siamo noi, sempre, che sogniamo e soffriamo per amore.


Damiano Michieletto



Area d'interesse: Io Sono Teatro 2011/12
Eventi realizzati in: Teatro Toniolo
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