| | Altro
cultura & spettacolo venezia
 
Report audio/video
Recensioni Interviste Approfondimenti

Archivio rivista
Recensioni

Il "Ciampa" di Sebastiano Lo Monaco,
fra tragedia e levità d'avanspettacolo

Teatro Toniolo

L'abilità istrionica e il talento drammatico di Sebastiano Lo Monaco dipingono, a contatto coi chiaroscuri di uno dei personaggi pirandelliani più famosi, una felice sintesi interpretativa di estremi, fra gag d'avanspettacolo e introspezione psicologica, in un crescendo di tensione di rara intensità.



 

Una "commedia nata e non scritta", così Pirandello definiva il suo "Berretto"; espressione che fotografa, al di là degli incerti di una genesi dialettale variamente rimaneggiata, con la versione in lingua uscita fortemente "compressa" rispetto all'originale, la natura stratificata dell'opera; e le assi del palcoscenico a contare, di replica in replica, nell'assestamento scenico del carattere dei personaggi, ben più di una lima d'autore astrattamente letteraria.
Così la fisionomia del protagonista, il "becco" Ciampa, divenuto il vero cardine drammaturgico della vicenda rispetto alla centralità originaria di Beatrice "moglie tradita", ha assunto nell'opera una caratterizzazione "sanguigna" che si discosta un po' dal nitore autoreferenziale di altri memorabili protagonisti pirandelliani, chiamati qua e là a sciogliere sulla scena la matassa di una super-visione relativistica del mondo; Ciampa non filosofeggia astrattamente sulla scena di persone e maschere, uomini e "pupi", estrae sempre la miscela drammaturgica della propria parte dall'interazione diretta e sofferta con chi lo circonda; diventa insomma sulla scena un elemento di perturbazione continua dell'altrui equilibrio, distante dall'aura verbale ben più algida di altre maschere pirandelliane memorabili, come ad esempio Toti o Mattia Pascal.
Ed è proprio sulla humanitas a tinte forti di Ciampa che la regia di Mauro Bolognini gioca le carte migliori: rispetto ai precedenti interpretativi storici del personaggio, da Paolo Stoppa a Salvo Randone, Sebastiano Lo Monaco ne ringiovanisce l'estro verbale e prossemico, rinvigorendone i registri espressivi "estremi" con un felice effetto di contrasto, come si può assaporare dai passaggi assai significativi riportati nel breve video qui sopra, scivolando fra registro drammatico estremo e una levità d'accenti prossima all'avanspettacolo.
Applausi finali meritatissimi, con menzione d'onore alla maschera dolente di una Isa Bellini ("la serva"), classe 1922, in stato di grazia.


Il berretto a sonagli
di Mauro Bolognini
con Sebastiano Lo Monaco
in scena al Teatro Toniolo dal 30 novembre al 4 dicembre 2011

Testi a cura di: Staff ufficio
Area d'interesse: Io Sono Teatro 2011/12
Sezioni del magazine: Recensioni
Eventi realizzati in: Teatro Toniolo
©2001-2013 COMUNE DI VENEZIA - ASSESSORATO ALLE ATTIVITÀ CULTURALI - Tutti i diritti sono riservati.
design and engineering by artEh + Interlogica