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Mappa dei luoghi della manifestazione
| Ca' Pesaro |
Cà Pesaro, cuore della manifestazione: fu la casa di Felicita
Il grandioso palazzo, che si affaccia sul Canal Grande, fu progettato nel 1600 dall'architetto Baldassarre Longhena per volontà della nobile famiglia Pesaro. Nel 1682, anno in cui Longhena morì, il committente ne affidò il completamento a Gian Antonio Gaspari, che lo ultimò nel 1710. Dalla famiglia Pesaro, dopo una serie di passaggi di proprietà, il palazzo passò alla famiglia Bevilacqua. Fu il 5 dicembre1899 che, su esecuzione delle disposizioni testamentarie della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, che aveva lasciato Cà Pesaro al Comune di Venezia con l'espressa finalità di concedere risorse e spazi ai giovani artisti, fu istituita l'Opera Bevilacqua La Masa. Dal 18 maggio 1902 Cà Pesaro ospita la Galleria internazionale d'arte moderna ed oggi anche il Museo d’arte orientale di Venezia.
| Palazzo Giustinian Lolin |
Il palazzo Giustinian Lolin casa di Olga Levi
Di origine trecentesca, Palazzo Giustinian Lolin, sul Canal Grande, assume l’attuale aspetto nei primi decenni del Seicento con la ristrutturazione dell’edificio preesistente ad opera di Baldassare Longhena (1598-1682), scultore e architetto veneziano. Il corpo principale offre ambienti di diversa ampiezza al piano terra e un vasto salone al piano nobile, (che l’architetto Longhena aveva diviso in due parti, realizzando volumi di più armoniosa ampiezza) con sale attigue e comunicanti, disposizione questa tipica del palazzo veneziano. Tutti questi locali possono essere modularmene predisposti per ospitare convegni, conferenze, seminari, mostre, concerti. Il Palazzo, oltre che dei Giustinian è stato residenza del famoso medico collezionista Aglietti, della danzatrice Maria Taglioni in Gilet des Voisins, della duchessa Maria Luisa di Parma e dello stesso proprietario Ugo Levi, che, condividendo la volontà della moglie Olga Brunner, con il suo lascito testamentario lo destinò a divenire sede dell’omonima Fondazione
| Palazzo Venier dei Leoni |
Palazzo Venier dei Leoni dimora di Peggy Guggenheim
Palazzo Venier dei Leoni è un palazzo non finito, iniziato nel 1748 su progetto dell'architetto Lorenzo Boschetti.La famiglia Venier era una delle famiglie più antiche di Venezia ed annoverava tra i suoi membri diciotto Procuratori di San Marco e tre Dogi. Dopo una serie di passaggi di proprietà, alla fine del 1948 Peggy Guggenheim acquistò il palazzo dagli eredi della viscontessa Castlerosse: la mecenate vi dimorò per i successivi trent'anni e a partire dal 1951 decise di aprire il palazzo e la sua collezione d’arte al pubblico. Fu nel 1980 che nacque la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia sotto la gestione della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, a cui Peggy Guggenheim aveva donato il suo palazzo con espressa volontà che i capolavori in esso contenuti rimanessero a Venezia.
| Isola di S. Giorgio Maggiore |
Fondazione Giorgio Cini e le stanze di Eleonora Duse
La Fondazione fu istituita da Vittorio Cini, in ricordo del figlio Giorgio, con lo scopo di restaurare l'Isola di San Giorgio Maggiore, gravemente degradata da quasi 150 anni di occupazione militare, di reinserirla nella vita di Venezia e di farne un centro internazionale di attività culturali. La rilevanza dell'impresa, una delle maggiori di iniziativa privata del XX secolo, è testimoniata, oltre che dall'investimento iniziale per il restauro, dalle manifestazioni promosse e ospitate e dal patrimonio, soprattutto artistico, che è conservato nella Fondazione sull'Isola e dal 1984 anche presso la Galleria di Palazzo Cini a San Vio. La Fondazione oltre alle proprie attività di ricerca, mostre e convegni, spettacoli e concerti, accoglie congressi e convegni di qualificate organizzazioni scientifiche e culturali e ospita iniziative di assoluta importanza nel campo dei rapporti internazionali.
| Chiesa di S. Maria Formosa |
La Chiesa di Santa Maria Formosa dove nacque Giulia Lama (nel 1681)
La Chiesa di S. Maria Formosa fu, secondo la tradizione, una delle prime otto che sorsero nella laguna veneta. Ed anch' essa, come le altre, venne fondata dal santo vescovo Magno, quando egli fuggì da Oderzo con i suoi fedeli, intolleranti delle barbarie e dell' arianesimo longobardo. Al santo vescovo la Vergine Maria, apparsa in figura di bellissima matrona, avrebbe ordinato di erigerle un tempio là dove egli avesse veduto fermarsi una nuvola bianca. Il vescovo Magno, con l'aiuto della famiglia Tribuno, compiva nell' anno 639 il voto, dedicando il nuovo tempio a Maria, cui fu aggiunto l'attributo di "formosa" in ricordo della splendida visione. L'Origo (sec. IX) a pago 143 dice: "ad honorem Sanctae Dei Genitricis Semperque Virginis Mariae que Formosa ecclesia appellatur".
Molto probabilmente la chiesa all' inizio dovette essere una semplice capanna fatta di tavole e di fango, coperte di paglia. Si voleva che fosse la prima ad essere dedicata alla Vergine Madre di Dio nelle isole di Rivoalto, dando così inizio al culto di Maria a Venezia. Nel 842, sarebbe stata riedificata da Giovanni Sanudo. Venne in seguito ricostruita dopo il gravissimo incendio sviluppatosi il 5 aprile 1106, che arse buona parte della città, allora facile al fuoco perché costruita nella maggior parte in legno. Tale incendio devastò 24 chiese e le case circostanti dal monastero di S. Lorenzo a S. Nicolo dei Mendicoli, bruciando anche la Basilica di S. Marco e il Palazzo Ducale.