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| Olga Brunner Levi |
Olga Brunner Levi
Olga Brunner nacque a Trieste il 23 dicembre 1885 da Isabella Usiglio e da Leopoldo Brunner. Molto probabilmente la casa natale di Olga fu quella a Trieste in via XXX Ottobre al numero 19, dove il padre continuò ad abitare anche dopo la guerra e dove avvenne l'incontro tra l'anziano genitore e il poeta [Gabriele D’Annunzio], nel dicembre del 1918. Leopoldo Brunner, «vecchio fedel suddito austriaco convertitosi all'italianità», era un industriale ebreo titolare di una banca privata ereditata dalla sua famiglia; iscritto alla Camera di commercio, s'interessò alle attività delle industrie locali. Dal 1897 al 1908 fu presidente dell'Istituto per le assicurazioni degli infortuni sul lavoro e in seguito divenne presidente della sezione triestina della Federazione degli industriali dell'Austria. Leopoldo e la moglie si separarono quando Olga aveva sette anni, ed Isabella si risposò il primo gennaio del 1894.
Per quanto riguarda l'infanzia di Olga Brunner, fondamentale è l'apporto di Piero Nardi che parlò di lei nei termini di «bella nemica di Gabriele d'Annunzio» in quanto ella crebbe in un ambiente filoaustriaco. Nella sua famiglia, infatti, si parlava soltanto il tedesco ed il padre «portava i favoriti come Francesco Giuseppe». Dopo la separazione dei genitori, Olga venne affidata ad una governante tedesca e poté contare sull'affetto della nonna paterna, del padre e degli zii. Secondo le disposizioni del regime austriaco che prevedevano otto anni di istruzione per le donne, ella studiò rivatamente, sostenendo soltanto gli esami alla scuola pubblica insieme ad un'amica greca.
Approfondì in seguito, nel settore artistico, lo studio del disegno, della pittura e soprattutto della musica. Divenne padrona di diverse lingue, tanto che D'Annunzio la chiamerà poi «la poliglotta», perché, oltre al tedesco e all'italiano, conobbe il francese e l'inglese discutendo con accompagnatrici straniere durante le lunghe passeggiate che il padre le imponeva per favorire lo sviluppo muliebre ritardatario. Per fare esercizio fisico, imparò anche a giocare a tennis e ad andare a cavallo.
Olga Brunner e il futuro marito, entrambi di religione ebraica e benestanti, s'incontrarono a Venezia dove lei era giunta come turista e si sposarono 1'8 dicembre del 1912, probabilmente a seguito di un matrimonio combinato dalle rispettive famiglie, com'era costume all'epoca. Ugo Levi, nato nella città lagunare il 10 ottobre del 1878, aveva ereditato dal padre l'attività bancaria ed il palazzo Giustinian-Lolin, costruito dall'architetto seicentesco Baldassarre Longhena137, lo stesso a cui si deve la splendida chiesa di Santa Maria della Salute a Venezia. Studente all'Università di Padova, aveva conseguito la laurea in lettere con una tesi sullo studio dei dialetti di Chioggia e di Lio Mazor. Pianista di talento e appassionato musicologo contribuì ad incrementare con l'acquisto di documenti, manoscritti e a stampa, la preziosa biblioteca musicale custodita nel suo palazzo; fece parte del Consiglio di vigilanza del liceo di musica Benedetto Marcello durante la guerra e, successivamente, anche del Consiglio direttivo dal 1927 al 1930.
Negli anni del conflitto si arruolò volontario e fu preposto alla difesa del ponte che collega Venezia alla terraferma. Anch'egli conobbe e frequentò D'Annunzio che di lui apprezzava il patriottismo, la generosità e l'amore per la musica. Il poeta lo considerò sempre un buon amico e gli scrisse circa una quarantina di lettere donate da Olga Brunner alla Fondazione «II Vittoriale degli Italiani», nel 1939.
Dopo il matrimonio, Ugo e Olga continuarono ad abitare nello splendido palazzo in bugnato bianco, traforato da ampi archi che lo rendono simile ad un merletto di Burano adagiato sulle acque del Canal Grande. L'arredamento di palazzo Giustinian-Lolin, oggi sede della Fondazione «Ugo e Olga Levi», comprendeva all'epoca mobili in stile, suppellettili e oggetti preziosi, ma l'ingente patrimonio mobiliare fu in parte disperso dopo l'asta del 1974.
Nei primi tempi del loro matrimonio essi viaggiarono spesso ed Olga in particolare, dopo la liberazione di Trieste, tornò più volte nella città natale dai parenti ed ospitò a sua volta il padre e i cugini a Venezia. La Brunner e il marito appartenevano all'élite culturale delle famiglie dell'alta società veneziana, che frequentavano in occasione di feste, ricevimenti, serate teatrali e concerti nelle sale del liceo musicale Benedetto Marcello oppure al teatro Rossini. o alla Fenice, dove avevano un palco fisso. Dalle numerose lettere di Olga a D'Annunzio, risulta che spesso ella impegnava il suo tempo ricevendo e ricambiando, a sua volta, visite di cortesia dalle dame veneziane e che era impegnata, assieme ad altre signore, in diverse attività: era ad esempio patronessa di una società corale che si riuniva al Benedetto Marcello e del patronato delle giovani operaie.
Entrambi interessati alla musica, i Levi fecero della loro casa «un celebre punto d'incontro internazionale di musicisti, di letterati, di uomini di cultura» organizzando concerti «perché artisti giovani e promettenti avessero modo di mettersi in vista».
Durante le serate dedicate alla musica spesso suonava il piano lo stesso Ugo e si esibiva anche Olga, «apprezzata esecutrice di brani musicali» In diverse lettere D'Annunzio accenna all'abitudine di trascorrere del tempo ascoltando l'amica cantare e suonare il piano. «Ella aveva una bella voce di soprano», raccontò Piero Nardi, «modesta di volume, ma vellutata e melodiosa».
Non avendo avuto figli, Olga e Ugo, com'era in uso presso le famiglie nobili veneziane di quel tempo, decisero di destinare il loro patrimonio ad un centro di cultura musicale. La Fondazione «Ugo e Olga Levi» venne istituita nel 1962, dopo la morte di Olga, ed ottenne il riconoscimento giuridico quando, nel 1964, il presidente della Repubblica offrì al musicologo la medaglia d'oro dei benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.
Da (http://www.fondazionelevi.it/) Lucia Vivian "Notizie su Venturina"