Festival Monteverdi Vivaldi 2012
Quattrocentesimo anniversario della morte di Giovanni Gabrieli
Venezia, Auditorium Santa Margherita
il 30 Giugno 2012 ore 21:00
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| Gabriel Garrido |
In collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e
la Haute Ecole de Musique de Genève
Coro e orchestra della Haute Ecole de Musique de Geneve
Gabriel Garrido, direttore
Presentazione e programma
Adrian Willaert (1490-1562)
Tre villanelle:
Vecchie letrose
O bene mio
A quando havea una vicina
Andrea Gabrieli (1533-1585)
Caro, dolce ben mio, madrigale
Giovanni Gabrieli (1557-1612)
Canzon prima a cinque
Claudio Monteverdi (1567-1643)
Fugge il verno dei dolori, canzonetta
La piaga c’ho nel core, madrigale
O rosetta, canzonetta
Giovanni Gabrieli
Fugge pur se sai, madrigale a doppio coro
Canzon quarta a sei
O quam suavis
Claudio Monteverdi
Salve Regina
Beatus Vir
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| La sede dell'Haute Ecole a Ginevra |
Fondato nel 1835 dal finanziere e filantropo Francesco Bartholoni (1796-1881), il Conservatorio di Musica di Ginevra è la più antica istituzione di educazione musicale in Svizzera, e uno dei più antichi conservatori in Europa.
Franz Liszt fu uno dei suoi insegnanti durante il primo anno della sua istituzione. L'edificio è stato costruito tra il 1856 e il 1858, su progetto dell'architetto francese Jean-Baptiste Lesueur.
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| Giovanni Gabrieli |
Nella seconda metà del '500 la scuola polifonica romana, grazie soprattutto all'arte di uno straordinario nucleo di compositori, in primis Palestrina, espresse un modello di polifonia sacra che manifestava i sentimenti di pietà e di devozione attraverso lo stile del canto a cappella. Questo modello si diffuse in tutta l'Europa cattolica, con una importante eccezione: la Basilica di S. Marco a Venezia. Qui il repertorio sacro assunse connotazioni sonore ed espressive del tutto particolari: più dello stile a cappella, pur coltivato, era apprezzato il connubio fra voci e strumenti, sia in virtù dei due organi battenti di cui era fornita la Basilica, sia ricorrendo a strumenti a corda e a fiato quali viole, cornetti, tromboni. Inoltre l'esecuzione a doppi cori distinti, ripresa da A. Willaert ( cosiddetti cori "spezzati" o "battenti" ), si realizzò in composizioni policorali, nelle quali due, tre, quattro corpi vocali autonomi cantavano e suonavano insieme, ma su cantorie contrapposte e in spazi distanti all'interno della chiesa, aggiungendo all'effetto sonoro un elemento di forte spazialità.
Le musiche veneziane, così, presentano caratteri di fastosità, di colore, di ricchezza sonora; le loro motivazioni profonde vanno ricercate nelle tradizioni di San Marco, in cui le esecuzioni pubbliche in forma solenne si associavano ad eventi sacri e celebrazioni politiche. Tra la Basilica e il Palazzo Ducale, eretti uno di fianco all'altra, tra la chiesa veneziana e il potere dogale i rapporti erano strettissimi; la cappella musicale dipendeva, anche finanziariamente, dal doge.
Giovanni Gabrieli ( 1584 - 1612 ) rappresenta forse il più raffinato cesellatore strumentale della policolarità veneziana; La sua concezione musicale appartiene già al barocco, la sua scrittura musicale mista di voci e di strumenti è già un compiuto esempio di "Stile concertante". Azzardando un parallelo possibile, si potrebbe dire che le musiche dello zio Andrea Gabrieli, e più ancora quelle di Giovanni offrono sul piano sonoro una "corrispondenza espressiva" alle tele del Veronese e del Tintoretto nella pittura.