di Truman Capote con Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia e con Flavio Bonacci, Anna Zapparoli, Biagio Forestieri, Fortunato Cerlino, Giulio Federico Janni, Cristina Maccà, Ippolita Baldini, Riccardo Floris, Pietro Masotti una produzione Gli Ipocriti Holly vorrebbe sposare Josè di cui è rimasta incinta ma uno scandalo le impedisce di farlo. Perde il bambino che aspettava da Josè e decide, nonostante tutto, di partire da sola per il Brasile dove vuole incontrare "i venti miliardari più ricchi di ogni razza e di ogni colore"... Da quel momento, dopo aver abbandonato anche il suo gatto, di Holly si perdono le tracce... Joe e Fred si raccontano, nel '57, che forse lei era in Africa, fotografata da Yunioshi, il giapponese di Harper's Bazaar. Truman Capote e Lilli Mae di Piero Maccarinelli La madre di Truman, Nina Capote, detta Lilli Mae, aveva preso l'abitudine di lasciarlo solo per passare lunghi periodi a New York. Forse Nina è la prima ispiratrice della figura di Holly Golightly-Lulamae Barnes. Anche Nina come Holly si sposa in giovanissima età, lascia il marito, si ribella alle convenzioni ed al rigido moralismo americano degli anni ‘30 - '40; anche Holly, come Nina, attraversa la vita in punta di piedi spargendo sugli altri leggerezza e buonumore, anche lei ha un'ebbrezza che ha sempre l'amaro retrogusto di una insondabile malinconia. Anche Nina come Holly frequenta amici ricchi e fatui, personaggi di un mondo ingenuamente alla ricerca della felicità esteriore... Deve esserci questo alla base della scrittura secca, brillante e frizzante ma nello stesso tempo dura di Colazione da Tiffany. Basterebbero già tali elementi per capire come questo adattamento del celebre romanzo breve si avvicini alla scrittura di Capote più del film che, genialmente diretto da Blake Edwards e interpretato dal mito Audrey Hepburn, ne ha costruito la fama mondiale. Holly non conosce quello che ama se non quando lo ha buttato via ma è lei che consente a William di diventare Truman, che gli insegna la leggerezza e l'accettazione degli altri e di sé che gli consiglia cosa scrivere e perché, ma senza nessun moralismo, senza pesantezza... Holly scambierebbe William solo per Greta Garbo. "Se lei mi chiedesse di sposarla lo farei... l'amore dovrebbe sempre essere permesso ... non importa di chi con chi..."dice ad un certo punto Holly e noi siamo totalmente d'accordo con lei.Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia, foto di Pietro Pesce
15 dicembre ore 21.00 (turno D)
16 dicembre ore 16.30 (turno E)
adattamento teatrale Samuel Adamson
regia Piero Maccarinelli
Si racconta la storia di Holly; chi la racconta è William Parson, scrittore giovane che arriva dall'Alabama a New York, forse un alter ego di Truman Capote.
Siamo nel 1957 e lo scrittore incontra Joe Bell, il barista che, segretamente innamorato di Holly, lo invita a ripercorrere la sua storia e a rivedere il suo vecchio appartamento nell'East Side...
William/Fred ritorna e ricorda tutto del 1943, l'anno in cui ha conosciuto per la prima volta Holly, una ragazza del Sud che si è trasferita a New York, dove frequenta il bel mondo dell'East Side ma anche personaggi equivoci come il mafioso Sally Tomato che lei visita a Sing Sing o il suo avvocato Mr. O'Shaughnessy. I suoi amici sono personaggi fatui: Mag Wildwood, una fotomodella dell'Arkansas; O.J. Berman, agente di secondo piano di Hollywood; il diplomatico brasiliano Josè Ybarra-Jaegar; Rusty Trawler, miliardario nazista; Middy Munson, ex attrice ora giornalista di gossip; Madame Spanella, cantante lirica pettegola e frustrata.
Holly si innamora di Josè, ma a provocare un cortocircuito emotivo è l'arrivo, dal Texas, del suo primo marito, Doc Golightly.
Solo una lettera spedita da Holly all'editore di William/Fred ci dice che avrebbe fatto conoscere il suo indirizzo quando l'avesse saputo lei stessa; l'indirizzo non si conoscerà mai e Holly entrerà, con grande leggerezza, nel sogno di Fred/William/Truman e nell'immaginario collettivo di tutti noi...
Il titolo stesso, del resto, ha un'origine brillante e trasgressiva; si dice che nasca da un aneddoto raccontato all'autore da un suo amico: durante la seconda guerra mondiale un uomo di mezza età passa una notte con un marine. La domenica, per sdebitarsi, lo invita per un buon breakfast ed il giovane che ha sentito dire che Tiffany è un luogo molto elegante e ignora che si tratti di una gioielleria, chiede di essere portato a colazione da Tiffany.
Il nostro spettacolo ha voluto ispirarsi al mondo di Capote, alla sua biografia e, cercando di mantenere la brillante leggerezza e la spleenetica malinconia, raccontare attraverso William/Truman e Holly/Lulamae la vera storia di Colazione da Tiffany.