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Sotto la lente
Io Sono Teatro 2012/13

La resistibile ascesa di Arturo Ui

Mestre, Teatro Toniolo
dal 27 Febbraio 2013 al 3 Marzo 2013

 

27 febbraio ore 21.00  (turno A)
28 febbraio ore 21.00  (turno B)
01 marzo    ore 21.00  (turno C)
02 marzo    ore 21.00  (turno D)
03 marzo    ore 16.30  (turno E)

giovedì 28 febbraio 2013 ore 17.00

Incontro con UMBERTO ORSINI e la compagnia

conduce l'incontro Carmelo Alberti



Umberto Orsini e Diana Manea - Foto di Marcello Norberth
Umberto Orsini e Diana Manea - Foto di Marcello Norberth

di Bertolt Brecht

musiche originali di Hans-Dieter Hosalla

traduzione Mario Carpitella


regia Claudio Longhi


drammaturgia Luca Micheletti

scene Antal Csaba

costumi Gianluca Sbicca

luci Paolo Pollo Rodighiero

altre musiche Fryderyk Chopin, Hanns Eisler, Friedrich Hollaender, Rudolf Nelson, John Ph. Sousa, Mischa Spoliansky, Johann Strauss figlio, Kurt Weill

fisarmonica e arrangiamenti Olimpia Greco


con Umberto Orsini 

e con Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Giuseppe Givola, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis

una produzione ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione - Associazione Teatro di Roma



Programma

BIGLIETTERIA



Uno dei lasciti più decisivi della stagione teatrale novecentesca è rappresentato senza ombra di dubbio dal teatro di Bertolt Brecht: pietra di paragone per ogni sperimentazione successiva e, oggi, classico indiscusso e riconosciuto a livello internazionale.


La resistibile ascesa di Arturo Ui è una parabola satirica sull'avvento del nazismo nella Germania dei tardi anni Venti e dei primi anni Trenta: Brecht, quando ormai la Seconda guerra mondiale si sta combattendo da due anni, sceglie di tornare alle origini di uno sfacelo politico che stava costando il peggio a milioni di esseri umani e, a se stesso, da nove anni, l'esilio. L'indagine che sceglie d'avviare sui meccanismi perversi del potere e della demagogia sfocia in un allucinato e macabro affresco che, con un facile meccanismo allegorico, egli ambienta non già in Europa - teatro reale del disastro -, bensì oltreoceano, in una fantastica Chicago, nella quale ripercorre le fasi della costruzione del consenso per Adolf Hitler sulla falsariga di quelle dell'ascesa criminale di Al Capone (nella clip qui a fianco, tratta dal bel canale youtube teatridithalia che ringraziamo, il promo con la straordinaria metamorfosi facciale di Umberto Orsini) Attraverso questo caustico e grottesco parallelo - gestito mediante sapienti dosaggi di tratti ora parodistici ora tragici - Brecht innesca la perlustrazione di un fenomeno storico di proporzioni planetarie, consentendo allo spettatore di seguirne lo sviluppo in maniera immediata e di comprenderne gli esiti socio-politici grazie ad una semplificazione mai gratuita e ad uno strumento - quello del teatro, appunto - che ne catalizzi la leggibilità.


U. Orsini durante l'incontro col pubblico al Teatro Toniolo
U. Orsini durante l'incontro col pubblico al Teatro Toniolo

La messa in scena intende assecondare pienamente il registro grottesco di questa «farsa storica». L'incisiva brevità dei singoli "numeri", la retorica della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una "rivista" briosa e nitida, caustica ed elegante, sul tragico nonsenso del nostro passato. Un apologo feroce e violento sulla tragedia europea del Nazismo, sull'intreccio terribile e puntuale di economia e terrore, di gangsterismo politico e consenso di massa.


La resistibile ascesa di Arturo Ui è pensato per essere e risulta a tutti gli effetti un imprescindibile esercizio di memoria: di quella memoria di cui perdere le tracce sarebbe un atto immorale e di cui soltanto i classici - antichi e moderni - sanno farsi portavoce magistrali, dacché in sé realizzano compiutamente l'ideale supremo per cui ogni opera d'arte deve avere valore di civiltà: quest'opera di Brecht lo possiede esplicitamente.



La stampa:


«Un grande classico»; «Una compagnia ricca di talento», Curzio Maltese, la Repubblica

«Un grande Umberto Orsini»; «Dieci vivacissimi giovani», Masolino D'Amico, La Stampa

«Uno spettacolo analitico, articolato»; «Una grande farsa», Rita Sala, Il Messaggero

«Uno spettacolo coralmente vigoroso», Giuseppe Distefano, Il Sole 24 Ore.com

«Uno straordinario Umberto Orsini», Francesca De Sanctis, l'Unità



Area d'interesse: Io Sono Teatro 2012/13
Eventi realizzati in: Teatro Toniolo
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