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I Concerti in Villa

I Solisti dell'Orchestra Sinfonica Adriatica

Mestre, Teatro di Villa Belvedere
il 28 Giugno 2005 ore 18:00

Enzo Caroli
Enzo Caroli
Enzo Caroli flauto
Paolo Pessina direttore


Programma

Prima parte: Teatro

W.A. Mozart
Adagio «fùr Glass Harmonica»
KV356/617a
Versione inedita per orchestra d'archi di P. Pessina

R. Arnest
«Liquescence» per flauto e orchestra d'archi (2004)
Vincitore del V International EPICMUSIC Composition Prize 2004

W. A. Mozart
Serenata n. 10 KV 361 «Gran Partita»
Versione inedita per orchestra d'archi di P. Pessina
Largo - Molto allegro
Menuetto, Trio I e II
Adagio
Menuetto (Allegretto), Trio I e II
Romance (Adagio - Allegretto - Adagio)
Thema (Andante) mit Variationen I-V1
Rondò (Molto allegro)


Seconda parte: Castelletto

D. Zanettovich
Concerto per flauto e archi "detto il Casanova"
Allegro
Adagietto alla gondoliera - Un poco più mosso, ma molto liberamente (II canto dell'usignolo) -
Tempo I
Presto
Opera scritta per l'Orchestra Sinfonica Adriatico
Prima esecuzione assoluta


INFOTICKET


Due versioni inedite di Paolo Pessina, tra cui la celeberrima "Gran Partita" di Mozart, una prima esecuzione assoluta, una prima italiana, ma soprattutto tanta bella musica di intrattenimento caratterizzano il concerto di Mirano, che sarà in parte ambientato nel suggestivo parco di
villa Erizzo Belvedere. Dall'alto del castelletto, allietati, come nella tradizione delle feste in villa, da un buffet offerto dal Comune di Mirano, lo sguardo immerso in un panorama mozzafiato, gli spettatori ascolteranno per la prima volta il Concerto Casanova, che Daniele Zanettovic ha composto ispirandosi alle canzoni da battello veneziane.


Paolo Pessina
Paolo Pessina
Inedita per noi anche l'Orchestra Sinfonica Adriatica, una formazione di recente costituzione caratterizzata da un repertorio inusuale, alla continua scoperta di autori italiani dimenticati, e dal lancio ai nuovi talenti. Il suo fondatore e direttore Paolo Pessina è un compositore dal già ricco curriculum. Con questa orchestra ha inciso un CD, presentato a Roma da Yuri Temirkanov. Enzo Caroli, allievo di Gazzelloni, Bourdin e Konrad Klemm, è uno dei flautisti più apprezzati d'Italia.
L'Orchestra Sinfonica Adriatica (OSA), fondata nel 2001 grazie al sostegno economico di alcuni mecenati privati è costituita da alcuni tra i migliori solisti del triveneto e si fa già notare per la flessibilità dell'organico, la precisione dell'insieme e la morbidezza degli impasti timbrici. Questa compagine ha registrato il suo primo CD (presentato a Roma da Yuri Temirkanov nel 2002) contenente, fra l'altro, la prima mondiale della Suite dall'Opera “ La Beffa a Don Chisciotte” del compositore e direttore d'orchestra siciliano Salvatore Messina. Una geometria variabile rende l'orchestra estremamente versatile e in grado di eseguire qualsiasi tipo di repertorio sia sinfonico che cameristico. Formata da musicisti che hanno suonato nelle più prestigiose Orchestre Italiane ed Estere; le prime parti sono ricoperte da solisti in grado di affrontare tutto il repertorio virtuosistico da concerto. Affidata alla direzione artistica e musicale del M° Paolo Pessina, ha tra i suoi scopi la riscoperta di autori italiani dimenticati, la divulgazione di un repertorio inusuale e il lancio di nuovi talenti.



Nella seconda parte della serata i solisti dell’Orchestra Sinfonica Adriatica eseguiranno per la prima volta il: Concerto -detto il- Casanova, nuova opera del compositore contemporaneo triestino Daniele Zanettovich.

Chi è Daniele Zanettovich?

Daniele Zanettovich
Daniele Zanettovich
Il Maestro Daniele Zanettovich compie i suoi studi musicali a Trieste, diplomandosi in composizione, pianoforte, musica corale e direzione di coro, in timpani e strumenti a percussione. Dopo aver iniziato la sua carriera musicale come pianista, si dedica successivamente alla composizione ottenendo le prime affermazioni con tre diplomi di ammissione alla lettura finale del Concorso Internazionale di composizione "G.B. Viotti" di Vercelli (1967/1968/1969) e vincendo il "premio del pubblico" nelle due prime edizioni del Concorso Nazionale di composizione R. Zandonai di Rovereto.

Durante il suo ultimo anno di studi scrive l'atto unico "Celine" che verrà rappresentato al Teatro "Donizetti" di Bergamo nell'ottobre 1971 e che raccoglierà entusiasti consensi dalla critica. Molto diverso nella matrice tecnica ed estetica sarà "E& FFlauto-Concerto", del 1972, con il quale il compositore si è laureato al Concorso Internazionale di composizione "Prix Prince Pierre de Monaco".
In quegli anni Zanettovich affronta le prime esperienze compositive legate a spunti di matrice popolare: nel "Concerto di Materada" (mezzosoprano, quartetto d'ottoni, archi e recitante), su un frammento dell'omonimo romanzo di Fulvio Tomizza, si innestano alcune melodie tratte dalla liturgia istriana; "I canti della pace" (mezzosoprano, fagotto e piccola orchestra) sono invece interamente costruiti su temi popolari cecoslovacchi.
Nel 1975 scrive "Corégraphies pour orchestre", con cui vince il primo premio al XII Concorso Internazionale di composizione sinfonica "Premio Città di Trieste". Di impronta non dissimile è l'"Invenzione sopra un tritono" (1975) con cui Daniele Zanettovich vince il XVI Concorso Nazionale di composizione pianistica (premio "C.F. Malipiero") di Treviso.

Nel 1977 il suo pezzo "Estadio Nacional: Lager 1973" per flauto, archi e tamburo è presentato alla Sagra Malatestiana di Rimini in prima assoluta. Nello stesso anno, con la sua "Passio prophana" per orchestra vince il secondo premio (primo non assegnato) alla Rassegna Internazionale Gino Marinuzzi di Sanremo. "Estadio Nacional" e "Passio prophana" appartengono ad una nuova fase compositiva che privilegia una tecnica coloristica alquanto spinta, frutto di ricerche e di sperimentazioni personali
Nel 1978 Daniele Zanettovich vince, per la seconda volta, il Prix Prince Pierre de Monaco con "Monumentum a Luigi Dallapiccola" per baritono e orchestra, opera che costituisce un'esperienza a sé stante in cui - rigorosamente bandita ogni soluzione "effettistica"- la costruzione segue attentamente una logica seriale: frammenti del testo in latino e in spagnolo, riferimenti a "forme" siderali, tenui particolari coloristici evocano elementi cari al compositore istriano.

Stabilitosi ormai definitivamente ad Aquileia, il compositore si sente via via più attratto dall'uso di componenti tematiche tratte dalla liturgia aquileiese medievale, tematiche che richiedono ovviamente una diversa concezione estetica e tecnica della partitura. Il "cantus firmus", trattato secondo canoni di reminiscenza fiamminga e "traccia" per contrastanti sequenze timbriche, diviene l'elemento costruttivo delle prime due "Symphoniae super tenor aquileiensis", della "Symphonia tertia" (per ottoni e percussione) e della "Sinfonia sopra un discanto aquileiese".

Nel 1981 "Genesi" per coro misto da camera viene presentato a Hilversum (Olanda) nel corso della settimana internazionale "Gaudeamus".
Nello stesso anno Zanettovich vince il Concours International de composition musicale Opéra et Ballet di Ginevra con lo spettacolo "La Donna Verde".
Dal 1982 prosegue la serie delle "Symphoniae" ove la tecnica costruttiva, già positivamente sperimentata nelle partiture orchestrali si applica ad organici cameristici minimi nelle dimensioni ed inusuali nella struttura.
I suoi lavori sono pubblicati dalla Leduc di Parigi, dalla Casa Musicale Sonzogno di Milano e da altre importanti Case come Ricordi, Zanibon, Curci, Pizzicato.

Accanto alla produzione già citata il maestro ha dedicato notevole attenzione al materiale didattico, proponendo molteplici composizioni dedicate agli strumentisti principianti, oltre ad un apprezzato trattato di armonia.
Daniele Zanettovich ha svolto inoltre attività di direttore d'orchestra: ha diretto l'Orchestre National de l'Opéra di Montecarlo, l'orchestra del Teatro Verdi di Trieste, l'orchestra dell' A.I.D.E.M. di Firenze, l'Orchestra Sinfonica di Sanremo, l'orchestra dell'Ente Arena di Verona, oltre a vari complessi e orchestre da camera.
È titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio "J. Tomadini" di Udine.


L'intervista a Zanettovich




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