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Sotto la lente
Teatro Toniolo Stagione di Prosa 2005.2006

L'ereditiera

Mestre, Teatro Toniolo
dal 19 al 20 Gennaio 2006 ore 21:00

Foto di scena
Foto di scena
di Annibale Ruccello e Lello Guida
una produzione Nuovo Teatro Nuovo_teatro stabile di innovazione

interpreti
Monica Piseddu: Caterina Morlicchio - l'ereditiera
Giovanni Ludeno: Don Felice Sciosciammocca - un losco Avventuriero
Arturo Cirillo: Donna Lavinia Gambardella - la zia di Caterina
Rosario Giglio: Don Benedetto Morlicchio - il padre di Caterina
Michelangelo Dalisi: Don Ciccillo Scarnecchia - il cugino di Caterina
Michelangelo Dalisi: Donna Margherita Scarnecchia - la cugina di Caterina
Antonella Romano: Teresa Thompson - una misteriosa cameriera
Salvatore Caruso: Pulcinella - il servo

scene Massimo Bellando Randone
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Andrea Narese
assistente alla regia Roberto Capasso
pianoforti Rita Marcotulli
voce registrata Paolo Musio
regia Arturo Cirillo


turni B C

BIGLIETTI

Per informazioni:
Assessorato alla Cultura, Teatro e Spettacolo
Ufficio Promozione e Comunicazione
tel. 041 2749068/62
fax 041 2749049
cultura.spettacolo.me@comune.venezia.it


“Nel 1880 dalla penna di Henry James nacque Washington Square.
Nel 1950 la Paramount ne trasse un film: L'Ereditiera, con la regia di William Wyler con Olivia de Havilland. Nel 1982 la Cooperativa Teatrale Il Carro ne ha tratto uno spettacolo, su un testo di Annibale Ruccello e Lello Guida, trasferendo l'intera vicenda dalle nebbie di New York nel magico incanto del golfo di Napoli (o meglio di Sorrento). Nel 2003, il sottoscritto e la sua compagnia (da intendersi in compagnia con la produzione, gli attori, il musicista, lo scenografo...) si appropriano di questo strano testo.

In principio c'è un luogo scenico, nero, incorniciato da lampadine, come gli specchi degli attori, o come il teatro del varietà, o come una scenografia di uno show televisivo di qualche decennio fa.
Poi ci sono dei siparietti, quasi dei separé, delle cartoline di stanze dell'Ottocento, cineserie e parati dipinti.

Musiche, molte e le più svariate, tutte conviventi tra loro, quasi a braccetto in un’ipotetica passerella di suoni. Sfila un po' di tutto: da Angela Luce a La traviata, da Via col vento a Il Boogie Woogie. Ci sono anche musiche originali, ma anche loro vivono in un gioco di citazioni, qualcuna ricorda un altro spettacolo, qualcuna la Pantera Rosa, e qualcun'altra non ricorda niente ma amerebbe essere ricordata.

In questo luogo, e su queste musiche, si muovono sette attori per otto personaggi, ma forse anche qualcuno in più. È difficile definirli, sono di natura ondivaga, assumono forme e stilemi recitativi molteplici, si potrebbe pensare a dei camaleonti. Sono tutti ambiguamente vestiti secondo il secolo Ottocento, ma il loro pensiero spazia ben oltre, creature eclettiche ma molto umane.
Foto di scena
Foto di scena

In questa scena, con queste musiche e grazie a questi attori si racconta una storia, e anche più, una storia che inizia nell'Ottocento e finisce nel Novecento, una storia d'amore e disamore. Questa storia ha dentro di sé altre storie, anch'esse storie d'amore e disamore. Queste storie raccontano la fine delle storie, e la fine dell'amore (e del disamore); raccontano come si racconta una storia e come per raccontarla siano tante le possibilità: come una farsa di Scarpetta, come un film hollywoodiano, come una sceneggiata, come un dramma borghese, come un musical, come un balletto, come una canzoncina, come un duetto, come una fotografia, come una promenade, come un crescendo, come un morendo.”

Arturo Cirillo

Qualche nota sul testo

L'ereditiera, noto anche come Napoli-Hollywood... un'ereditiera? È un testo inedito, cioè non fa parte di quella raccolta di testi di Ruccello che l'editore Guida mise alle stampe nel 1992 per le cure di Luciana Libero, ormai fuori catalogo. È di prossima uscita un volume di testi di Annibale Ruccello presso l'editore Ubulibri, che pubblicherà L'ereditiera in un secondo volume dedicato agli adattamenti.
Foto di scena
Foto di scena

I testi di Ruccello si possono dividere in due filoni: delle ri-scritture (da Ionesco, Apuleio, Andrea Perrucci) composte in genere a quattro mani con l'amico Lello Guida, e dei testi del tutto originali firmati solo da lui medesimo. L'ereditiera fa parte del primo gruppo.
Credo sia importante rimarcare che questi due filoni per una buona prima parte della fase creativa di Ruccello si sono intrecciati tra di loro, quindi non si può parlare strettamente di una prima e seconda fase della sua scrittura, perlomeno se pensiamo alle Cinque rose di Jennifer o a Notturno di donna con ospiti che sono anteriori a L'ereditiera.

Nel testo oltre alle battute dei singoli personaggi abbondano segnalazioni di famosi brani musicali, che il più delle volte venivano semplicemente citati attraverso un rapido ascolto. Il gioco è quello dell'assemblaggio, e della citazione per assonanza delle parole o dell'argomento.
Ho attuato pochissimi tagli, scarse due pagine in tutto, soprattutto nel secondo atto, nel quale gli stessi autori dopo le prime repliche intervennero con varie epurazioni.
Ho inoltre ridotto le citazioni musicali, interessandomi oltre che al gioco ironico e dissacrante su i "generi" anche la credibilità della vicenda narrata.


Premio Ubu 2004 Miglior regia ad Arturo Cirillo

Premio Associazione Nazionale dei critici di teatro 2003/ 2004 ad Arturo Cirillo
Motivazione: Attore e regista affascinato dal confronto con una tradizione vissuta non come peso, ma piuttosto come sterminato territorio di invenzione, Arturo Cirillo ha creato spettacoli di generosa felicità drammaturgica ed interpretativa, ritrovando le tracce degli umori di Eduardo Scarpetta prima e di Annibale Ruccello poi, fondendone i segni in una straordinaria continuità d’invenzione. Così la sua messinscena de L’ereditiera, esaltando la scrittura originale ne moltiplica i tempi e le relazioni, i ritmi e le ironie, offrendo ai suoi attori ed a se stesso, strepitose possibilità di sintonia con le memoria di un antico teatro e la novità di un teatro presente.



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