Teatro Toniolo Stagione di Prosa 2005.2006
La bisbetica domata
Mestre, Teatro Toniolo
il 10 Febbraio 2006 ore 21:00
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| Foto di scena |
di William Shakespeare
regia Alberto Giusta
con Roberta Andreoni, Massimo Cagnina, Orietta Notari, Tarek Chebib, Luca Giordana, Roberto Serpi, Mariella Speranza, Paolo Pilosio, Alberto Giusta, Beatrice Schiros, Fiammetta Bellone
una produzione Compagnia Teatrale Gank, Operaestate Festival Di Bassano Del Grappa, Teatro Civico Di Tortona
turno A
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La bisbetica domata di W. Shakespeare è una commedia che alla lettura mi ha subito interessato perché in essa convivono due climi di scrittura diversi.
C’è il
Prologo o antefatto di sapore tragico al cui centro si staglia la figura di un ubriacone di nome Sly al quale viene fatto credere, dopo essere stato rinvenuto dormiente in aperta campagna, di essere un nobiluomo che per una strana malattia durata sette anni si credeva un povero calderaio (quale effettivamente è).
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| Foto di scena |
Lo scherzo, a dire il vero ben poco giocoso, gli viene fatto da un nobile Signore con la complicità dei suoi fedeli servi. Affinché il crudele gioco riesca in modo convincente il Signore si avvale della collaborazione di un gruppo di attori, che passano di lì per caso, ai quali viene dato l’incarico di recitare per il finto nobiluomo la storia di una donna bisbetica che viene domata da un uomo.
L’assistere ad uno spettacolo tutto per sé, privilegio di pochi, fa precipitare Sly nella assoluta convinzione di non essere quel che credeva di essere.
La storia recitata per Sly ha invece sapore comico e ha tutte le caratteristiche del “teatro nel teatro”, invenzione percorsa da molti autori teatrali.
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| Foto di scena |
Molti registi in passato hanno messo in scena
La bisbetica ed alcuni di essi hanno tagliato il prologo privilegiando gli intrecci della commedia recitata dagli attori. Il mio tentativo è opposto: partire dal Prologo e vedere che suggestioni, che emozioni scaturiscano dal suo incontro con la Commedia.
Per far questo lavorerò con undici attori, cercando di tirar fuori da loro tutto il materiale “fantastico” di cui sono capaci; non ci saranno primi attori ma un gruppo di attori che nella coralità cercherà di stupire, emozionare il pubblico che assisterà, spero, ad un gioco tragicomico capace di parlare al cuore di tutti e specchio del nostro tempo.”
Alberto Giusta