Teatro Toniolo Stagione di Prosa 2005.2006
Piccoli crimini coniugali
Mestre, Teatro Toniolo
dal 22 al 23 Febbraio 2006 ore 21:00
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| Andrea Jonasson |
di Eric Emmanuel Schmitt
con Andrea Jonasson e Massimo Venturiello
regia di Sergio Fantoni
una produzione La Contemporanea, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
turno A B
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Gilles e Lisa: un
menage quasi perfetto, come tanti altri, che dura da quindici anni.
Lui scrittore di libri gialli, spericolato pensatore, vede nella coppia un associazione a delinquere finalizzata all’annientamento del compagno. Lei, moglie fedele, innamorata, vive l’età nella quale si scopre che il mondo è pieno di altre donne giovani e belle.
Gilles ha un “
piccolo incidente”, in casa, e prende un colpo in testa. Da quel momento non ricorda più niente. Lisa lo aiuterà a ricostruire la sua identità e quella del loro rapporto.
Percorso bizzarro, divertente e doloroso, che conferma il sospetto di molti che anche la coppia più affiatata, in realtà, non è che una coppia di estranei. Gilles e Lisa avranno un bel da fare per cancellare l’immagine di sé che ciascuno ha dell’altro, attraverso rivelazioni sorprendenti, scoperte sospettate ma sempre taciute, rancori, gelosie, fraintendimenti mai chiariti, in una lotta senza esclusioni di colpi, sostenuta, per fortuna loro, da una grande attrazione fisica che li tiene avvinti.
Una vera e propria “
rigenerazione” di una storia d’amore che quel “piccolo incidente” aveva rischiato di distruggere. Sartre ha fatto dire a un suo personaggio: “l’inferno sono gli altri…” Mi permetto di correggerla Maestro: l’inferno è l’altro…o l’altra…
Sergio Fantoni
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| Massimo Venturiello |
"Un uomo ha ricevuto un colpo in testa e si ritrova nell’appartamento di una donna che dice di non conoscere e che tuttavia è sua moglie. E’ stato colpito da un’amnesia. Per lo meno sembra, perché Schmitt ci riserva parecchi colpi di teatro. Di volta in volta, i personaggi si rivelano diversi da come sembrano. Ognuno con la sua dose di durezza e di istinti criminali, senza idee scontate e preconcette sull’uomo e sulla donna. Costruendo tutto un gioco di luci e di ombre, di calma e di violenza, di buona educazione e di istinti bestiali, di rallentamenti e di precipitazioni,
Eric Emmanuel Schmitt ha voluto soprattutto parlarci della coppia.
In apparenza, un elegante braccio di ferro tra due verità. In sostanza, una riflessione sui rapporti umani che si consumano e non possono trovare la loro salvezza, la loro rinascita se non attraverso una crisi e la sua risoluzione. Schmitt sbroglia con sapienza quanto c’è di arcaico e di moderno nell’uomo contemporaneo rispetto ai sentimenti e ai comportamenti amorosi."
Gilles Costaz, Magazine Littéraire, septembre 2003
"Il soggetto?
L’amore. La coppia. Quello che succede tra un uomo e una donna, per quanto siano intelligenti, ben disposti l’uno verso l’altro e chiari, dopo quindici anni di vita in comune. La diagnosi è pesante: è un inferno. Schmitt non ci va leggero. All’inizio, la copula assume la forma di un’associazione a delinquere, i due compagni sono uniti dalla violenza che li getta l’uno contro l’altro. In seguito, la loro prestazione non migliora: fondano una famiglia. E’ un errore raccontare l’intreccio, si rischia di mettere a nudo il complotto, il grande complotto della vita a due. Uno spettacolo succulento.
Bernard Thomas Le Canard enchaîné, 1 ottobre 2003
La commedia è così intelligente da dare allo spettatore l’impressione di essere anche lui una persona intelligente."
André Lafargue, Le Parisien, 26 settembre 2003