RISONANZE 2006 Rassegna di nuove musiche contemporanee
Looper's Mass featuring John Tilbury
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove
il 28 Aprile 2006 ore 21:00
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| Foto di scena |
Performance audiovisuale
John Tilbury - pianoforte
Nikos Veliotis - video & violoncello
Martin Küchen - sassofono
Ingar Zach - percussioni
Biglietti
Il trio
Looper, insieme a uno dei più straordinari pianisti contemporanei,
John Tilbury, presenta una performance audiovisiva di indimenticabile espressività. Intensa riflessione sulla religione e la sua immagine, Mass unisce un ipnotico sovrapporsi di immagini a un ambiente sonoro in lenta trasformazione.
Vera e propria all-star della musica di ricerca, il trio Looper unisce il violoncellista Nikos Veliotis [che è anche autore della parte visuale], un esploratore del sassofono come Martin Küchen, le percussioni di Ingar Zach, cui si aggiunge, per questo progetto, il pianoforte di John Tilbury.
Il materiale visivo di
Mass è formato da immagini religiose raccolte da siti internet di argomento religioso, indipendentemente dalla religione. Queste immagini sono sovrapposte e animate con un lento movimento pendolare. Il materiale audio contrappunta il contenuto visivo in termini di strisce di suono costanti, lunghe e sottili, alternate con morbidi accordi e silenzi.
Mass è un progetto collettivo intermediale che integra suoni e immagini per raggiungere un livello concettuale più profondo che pone domande aperte sul pensiero e le credenze umane.
Mass esplora la complessità della semplicità, coinvolgendo la figura nella sua assenza, in un tentativo quasi utopico di trasformare la religione – nozione concreta espressa da regole specifiche – in estetismo astratto. Cerca in qualche modo di rimuovere la religione dalla sua ossessione per una verità assoluta. Piuttosto di cercare una specifica conclusione si fa emergere la confusione sottostante. Complessa attraverso il minimale nel suo sviluppo, la parte visiva di Mass cancella l’aspetto religioso dell’immagine individuale. Paradossalmente, comunque, il risultato mantiene una certa risonanza religiosa. I musicisti sono coinvolti in un dialogo in cui possono produrre un sottile ambiente sonico, fornendo allo spettatore una situazione sospesa in cui immergersi, dislocandolo dalla casuale percezione del tempo e dello spazio.
Di fronte all’immagine - "su Mass di Nikos Veliotis"
Mass ci pone di fronte a un immagine che trema e impercettibilmente inizia a cambiare. Un’immagine che confonde e non offre nulla di particolare da vedere. Mass utilizza diversi media per illustrare la paradossale condizione dell’immagine contemporanea post-moderna, post-concettuale, post-religiosa che si trova a sopravvivere alla fine dell’arte.
Nikos Veliotis costruisce tessiture visive complesse e stratificate, attraverso la sovrapposizione di immagini trovate in siti internet di argomento religioso.
Il risultato è un’immagine altamente ambigua che si trasforma in un lento movimento pendolare e invita lo sguardo a scivolare su una superficie che mostra una molteplicità di aspetti fantasma, senza mai divenire chiaramente percettibile.
Così, questa immagine polifonica, ipersaturata, sospende cautamente la possibilità di divenire astratta. Al contrario, queste immagini private del loro contesto originale e rese anonime producono uno spazio radicalmente indeterminato che risuona con i nostri ricordi e i nostri sogni.
Oltre a essere non ambiguamente iconoclasta, Mass si fonda su una profonda instabilità dell’immagine che la apre ai suoi stessi abissi, alla propria auto-iconoclastia. Un’immagine che uccide se stessa? In effetti Mass evidenzia un paradosso da cui né l’occhio né l’artista contemporaneo possono sfuggire: più immagini vengono prodotte, più ci rendono ciechi. E d’altro lato, più cerchiamo di sbarazzarci delle immagini, di disciplinare il loro uso o cancellarle, più affermiamo la loro indistruttibilità. In altre parole, Mass non solo si interroga sull’insoddisfabile esigenza di verità che pongono le immagini religiose, si interroga sulla stessa iconoclastia utilizzando nient’altro che altre immagini. Mass costruisce un palinsesto video, un’immagine polifonica che non ci mostra nulla di particolare: nessuna cancellatura è possibile e nessuna verità finale si può rivelare.
Alena Alexandrova
Ascolti:
Looper – Square Horse [Absurd, 2004]
Ingar Zach – Percussion Music [Sofa, 2004]
Martin Kuchen – Music From One Of The Provinces In The Empire [Confront, 2005]
Nikos Veliotis – Radial [Confront, 2003]
John Tilbury – Barcelona Piano Solo [Rossbin, 2005]
John Tilbury/Mimeo – The Hands Of Caravaggio [Erstwhile, 2002]
Web:
www.ingarzach.com
www.nikosveliotis.com
www.martinkuchen.com