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Sotto la lente
Dissezioni scene di teatro contemporaneo

La casa di Ramallah

Venezia, Teatro Fondamenta Nuove
dal 6 al 7 Aprile 2006 ore 21:00

Foto di scena
Foto di scena
(prima regionale)
drammaturgia | Antonio Tarantino
con Sandra De Falco
regia | Paolo Coletta
allestimento scenico | Roberto Crea
movimenti coreografici | Angelo Parisi

una produzione La Fabbrica dell'Attore / Benevento Città Spettacolo


Biglietti


Uno degli ultimi testi della produzione drammatica di Antonio Tarantino, La casa di Ramallah è un viaggio metafisico nel cuore della disperazione mediorientale; in una Palestina immaginaria ricostruita ricorrendo a dati giornalistici del presente così come a nomi biblici e letterari, un treno scassatissimo trasporta un padre ed una madre brontoloni verso una città dove la figlia si farà esplodere al mercato. I ricordi e i sogni, la diversa visione della vita stritolata dalla storia e dalle limitazioni imposte da un lungo matrimonio, tutto questo viene centrifugato dalla lingua barocca di Tarantino, che conduce la danza oltre i limiti del realismo e del teatro dell'assurdo. Nella mente del lettore e dello spettatore si accendono varie domande: come possono due genitori accompagnare la figlia a farsi esplodere? Come possono queste figure continuare a vivere in quella terra? E sarai mai esistita la casa a Ramallah che i due adulti ricordano tanto diversamente? E' questo uno spettacolo credibile sulla realtà palestinese? […] La realtà risiede tutta nella lingua tessuta con grande maniacalità, un verbo in eccesso, in esplosione, che tende a bloccare la scena, a congelare il pensiero con ripetizioni e argomentazioni ridondanti. Una farsa. E come tutte le farse "La casa di Ramallah" rappresenta una grande allegoria della realtà, e dunque la verità non appare così lontana. I tre personaggi vengono interpretati abilmente, e con grande vigore, da Sandra De Falco.

Tiziano Fratus


Note dell'autore

Nel contesto di ogni conflitto "storico" le motivazioni tanto individuali quanto collettive di ognuno dei militanti dei due schieramenti vengono piegate e rese funzionali ai disegni degli opposti gruppi di potere e da questi stessi spinti al parossismo con lo strumento della propaganda. In questo modo i sentimenti originari dei due popoli che si affrontano vengono manipolati, indeboliti e per questa via sospinti sullo sfondo del teatro degli avvenimenti dove in primo piano si fanno sempre più evidenti i fini e gli scopi dei due poteri in conflitto.
A questo punto il terreno per l'incancrenirsi della guerra è pronto per essere agito senza possibilità alcuna di opposizione, di medicazione e di cura. Tutto quanto poteva riferirsi ad un moto profondamente autentico, coinvolgente interi popoli: amore per la propria storia, per le proprie tradizioni, per la propria terra, viene sostituito dagli idoli della Politica, dell'Economia e degli Armamenti Bellici. I quali ora osservano dall'alto di una posizione di incontrastato dominio lo svolgersi delle vicende. Il farsi della "storia".

Antonio Tarantino


Antonio Tarantino
Sono nato a Bolzano nel 1938. Mio padre era un sottufficiale dell'esercito. Mia madre era casalinga. Da giovane ho frequentato un istituto d'arte applicata. Non ho compiuto studi regolari e quindi sono autodidatta. Ho coltivato per molti anni la mia passione per il disegno. In seguito mi sono applicato alla pittura, dapprima figurativa per approdare, infine , a una forma di pittura materia e aniconica.
Superata la cinquantina, senza saper niente di teatro, per motivi che ancora oggi non sono in grado di definire, ho cominciato a scrivere dei testi teatrali. I primi due: STABAT MATER e PASSIONE SECONDO GIOVANNI, hanno ricevuto il Premio Riccione. A seguire ho scritto altri due testi: VESPRO DELLA BEATA VERGINE e LUSTRINI. Questi quattro lavori per il teatro, tutti messi in scena dal regista franco-tunisino Cherif e dopo essere stati rappresentati nel corso di un mese al teatro Valle di Roma, hanno ottenuto il Premio UBU nel 1998. Poi ho scritto MATERIALI PER UNA TRAGEDIA TEDESCA, un grande affresco che si riferisce a fatti accaduti in Germania negli anni '70, svolto in chiave grottesca dove il linguaggio vi è stravolto e i personaggi ridotti a ruolo di marionette. Questa piece ha ottenuto il premio Riccione del cinquantenario, 1997, e dopo essere stata rappresentata al Piccolo di Milano, il premio UBU nel 2000. La regia di questo lavoro è di Cherif.
Sempre nel 2000 ho scritto STRANIERI per il CSS di Udine, letto in quella sede ma, misteriosamente, mai rappresentato. Sino a oggi, anno 2005, ho prodotto altri cinque testi: LA CASA DI RAMALLAH: prima rappresentazione, Festival di Benevento, Teatro San Nicola, settembre 2004. Regia di Paolo Coletta, allestimento scenico di Roberto Crea, movimenti coreografici di Angelo Parisi. Interprete: Sandra De Falco nel ruolo del Padre, della Madre e della Figlia.
LA PACE: una sarcastica commedia messa in moto da una Strega, che ha come due protagonisti due personaggi politici tra i più amati e i più odiati del mondo: Arafat e Sharon. I quali, incapaci di concludere una pace da tutti invocata, vengono esiliati e condannati a compiere una traversata nel deserto, privi di tutto, obbligati quindi a cavarsela coi loro scarsi mezzi. LA PACE: Prima lettura scenica a cura di QUELLICHE RESTANO con Sandra De Falco, Paolo Musio, Fabrizio Parenti, regia di Werner Wass. Roma. Casa delle Letterature, luglio 2004.
CONVERSAZIONI: dove, dopo un quarto di secolo, si conclude la tragedia della banda Baader-Meinof. Mai rappresentato ma in corso di pubblicazione, assieme a La casa di Ramallah e La pace, dalla casa editrice UBULIBRI, Milano. Ubulibri, devo precisare, ha pubblicato i miei primi quattro testi in una raccolta dal titolo: Quattro atti profani, e Materiali per una tragedia tedesca. A proposito dei Materiali per una tragedia tedesca, una importante messa in scena, dopo quella del Piccolo, è stata realizzata a Napoli, al teatro galleria Toledo e nell'ambito della manifestazione PETROLIO curata da Mario Martone, dal regista Werner Waas. Il quale Werner Waas ha compiuto sul mio testo una delle operazioni teatrali più importanti cui mi sia stato dato di assistere, dove il fascino della messa in scena è dato dalla chiara intenzione del regista di rifuggire da ogni stantio e abusato formalismo per approdare a una formidabile lettura-spettacolo, fatta con pochi ma meditati e puntuali riferimenti. Questa messa in scena integrale dei Materiali è stata distribuita in tre serate di due ore ciascuna. In questa occasione sono stati letti-rappresentati anche brani del testo espunti dalla pubblicazione. Ed ecco la locandina. QUELLICHERESTANO: Materiali per una tragedia tedesca: con Gabriele Benedetti, Carla Chiarelli, Sandra De falco, Fabrizio Parenti, Werner Waas, Antonio Tarantino. Napoli, gennaio 2004.
TRATTATO DI PACE: Scritto nel gennaio 2005: Mai rappresentato né pubblicato.
NON E' CHE UN PICCOLO PROBLEMA : un insieme di cinque brevi scritti che trattano del morire e del nascere. Mai rappresentato né pubblicato.

F.d.s.
F.d.s.
Sandra De Falco (Napoli, 1967) attrice. Dopo una formazione all'Istituto Nazionale del Dramma Antico, partecipa a laboratori con Leo De Berardinis, Annibale Ruccello e Jean Paul Denizon. Ha lavorato in compagnie prodotte da teatri stabili e privati e in gruppi di ricerca al fianco, tra gli altri, di Anna Proclemer, Gianni Agus, Piera Degli Esposti, Anna Bonaiuto, Ennio Fantastichini, Glauco Mauri, Giancarlo Sbragia, Nello Mascia e registi come Armando Pugliese, Ugo Gregoretti, Taddeus Bradecki, Giorgio Pressburger, Giancarlo Sepe, Sandro Sequi e Francesco Saponaro. Con La casa di Ramallah è alla seconda messinscena da testi di Antonio Tarantino, dopo Materiali per una tragedia tedesca per la regia di Werner Wass. Al cinema, è co-protagonista con Fanny Ardant nel film spagnolo di prossima uscita L'anno del diluvio tratto da un romanzo di Edoardo Mendoza e diretto da Jaime Chàvarri, dopo precedenti esperienze con Aurelio Grimaldi e Lina Wertmüller.

Paolo Coletta (Napoli, 1968) autore e compositore. Membro del Teatro Elicantropo di Napoli. È autore di alcune commedie di grande successo popolare (Mai dire amore, Joe Brandina) e dell'ultimo spettacolo di Lindsay Kemp Il ladro e la milonga. Ha musicato più di quaranta spettacoli teatrali, a cui vanno aggiunte le revisioni del repertorio vivianeo in occasioni di tre messinscene: La figliata (Gigi Savoia, 1997), Putiferio (Nello Mascia, 1998) e Guappo di cartone (Nino D'Angelo, 2003). Tra i motivi originali più noti le canzoni scritte per Stanza 101 - Premio Ubu 2002 - e il songspiel Malacarne (2002) interpretato da Antonella Morea (entrambi per la regia di Carlo Cerciello). Come attore ha lavorato, fra gli altri, con Gabriele Lavia, Piera Degli Esposti, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Mario Santella, Virginio Gazzolo, Mariano Rigillo, Giuseppe Pambieri, Nello Mascia.

Roberto Crea (Napoli, 1975) scenografo e pittore. Si diploma all'Accademia delle Belle Arti di Napoli in scenografia. In teatro progetta e realizza scenografie per spettacoli di Francesco Saponaro, Claudio Di Palma, Carlo Cerciello tra gli altri " Stanza 101" (Premio UBU 2002), "Il contagio", "Noccioline".Espone le sue opere in vari musei napoletani tra cui quello di Pietrarsa e all'Istituto Grenoble.

Angelo Parisi (Napoli, 1968) danzatore, coreografo. Dopo il diploma al "Liceum" di Mara Fusco si perfeziona come danzatore di contemporaneo e di carattere sotto la guida di vari maestri: Mikali Berkut, Riccardo Nunez, Nanette Glushak, Maia Plissetkaia, V. Litvinov, R. Greco, M.T.Dal Medico,Transitinon Dance Company di Londra, M. Mattox, G.Loringett, A. Astié, Sara Pardo, Terì Weikel, S.Linke, Cristopher Huggins, B.Collinet ed altri.
Danza da solista in diverse compagnie tra le altre la Triart Company di Susanna Sastro( Ballet Lousanne di M. Bejart), Renato Greco. Attualmente collabora come coreografo e solista con la compagnia "Bordeline" di Claudio Marangone e con il Balletto di Napoli di Mara Fusco.



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