Venezia suona
Al via il grande festival della musica di Venezia Suona 2003.
Informazioni
Venezia Suona
tel. 0412750049
vesuona@tin.it
veneziasuona.it
Il programmaUna chiacchierata con Giannantonio De Vincenzo e la Sam Sax Family Band
a cura di Silvia Pittarello
Nel 2002 Venezia Suona ha festeggiato il suo quarto compleanno, ma a dispetto della sua tenera età, ha avuto sin da subito un enorme successo di pubblico e di partecipazioni, divenendo evento di assoluto riferimento nel panorama musicale sia della città di Venezia che del resto d’Italia.
Iniziato nel 1999 con circa 20.000 presenze, ha avuto ogni anno di più un incremento di partecipazione e di entusiasmo mai visti. Nel 2000 Venezia Suona ha contato più di 40.000 presenze, che nel 2001 sono quasi raddoppiate, arrivando a 70.000.
D: Quale il segreto di tanto successo?
Lo abbiamo chiesto a Giannantonio De Vincenzo, ideatore e direttore artistico dell’iniziativa.
R: L’idea è nata pensando proprio a Venezia, una città che per la sua peculiarissima natura, gode del privilegio di essere una sorta di isola felice praticamente priva di inquinamento acustico. Mettere a frutto questa sua peculiarità e festeggiare, ridestando gioiosamente la città dal suo silenzio e facendola suonare e risuonare quasi fosse un’enorme cassa acustica, è stato il primissimo movente. Il secondo, la necessità di ricreare in città le condizioni di una cassa armonica naturale attraverso la distribuzione più ampia possibile dei punti sonori, con in più la conseguenza di valorizzare la Venezia nascosta, quella meno conosciuta, ma più affascinante.
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| Il gruppo dei Berimbao all'edizione 2001 di Venezia Suona |
D: Con queste idee e in omaggio al grande rito della musica, ogni anno da quattro anni ormai, Venezia si trasforma nel grande palcoscenico della musica di ogni genere e provenienza. R: È Venezia, nel suo complesso, a divenire cassa acustica e amplificare il suono prodotto dai musicisti, dalla gente che partecipa, dai campi, dalle calli, dalle pietre…
D: Venezia Suona non è un buskers’ festival. R: I numerosissimi gruppi e band musicali che si esibiscono all’aperto non sono musicisti da strada. Sono musicisti veri, autentici professionisti, che a Venezia Suona ci vengono per il solo piacere di dialogare con gli altri e la città intera nel loro specialissimo linguaggio: quello musicale.
Venezia Suona è una grande vetrina di realtà musicali giovani, fresche, nuove, che offre loro l’occasione per un’esperienza lontana dalla dimensione musicale ‘marchettara’.
I circa 4.000 musicisti che arrivano in città non vengono per esibirsi nel “solito concerto”. Vengono bensì per vivere e far vivere la città in modo diverso, invitando il pubblico, occasionale e spontaneo, a perdersi nella magia di luoghi meno conosciuti, e ad entrare nelle “sale prova” degli artisti, in una specie di enorme e affollatissimo dietro le quinte.
Ed ora la parola alla viva voce di chi ha vissuto in prima persona quest’esperienza.
Abbiamo incontrato Davide e Michele della
Sam Sax Family Band, singolarissimo gruppo padovano formato da quattro saxofoni affiatatissimi…quantomeno per motivi di famiglia.
D: La vostra band è composta da Marco, Michele e Giovanni, tre fratelli, e da Davide, vostro nipote, tutti “sassofoni”. Come nasce l’idea di formare una band familiare?  |
La Sam Sax Family Band in campo Santa Maria Mater Domini da sinistra Michele, Giovanni, Davide, Marco e la piccola Isabella, mascotte del gruppo |
R: (Michele) Quando avevo l’età di Davide i miei fratelli più grandi, Giovanni e Marco, suonavano il sassofono. Questo affascinante strumento fu il primo a girare per casa nostra. All’inizio sono stati loro a insegnarmi. È accaduto che quelli che sapevano suonare per davvero si sono dati alla vita accademica e io, che allora ero solo agli inizi, mi son guadagnato il pane facendo musica e teatro.
Nel Natale 1998 ho regalato il vecchio sassofono di famiglia a Davide che aveva poco meno di 12 anni. Questa volta è toccato a me insegnare a Davide e poi alla Sam Sax.
L’idea di formare la Sam Sax è nata soprattutto per il piacere di divertirci, anche se questo ha scatenato delle dinamiche familiari non indifferenti.
Noi siamo amateur della musica nel senso più vero del termine e cioè non suoniamo per soldi. E così il problema più grande del nostro gruppo è quello di conciliare gli impegni di ognuno: i miei con il teatro, quelli accademici di Giovanni e Marco, le interrogazioni scolastiche di Davide.
D: La Sam Sax ha partecipato all’edizione 2000 di Venezia Suona e le è stata "assegnata" la postazione di campo Santa Maria Mater Domini. Com’è stato suonare all'aperto, in un campo di Venezia? R: (Davide) Divertente, come del resto ci aspettavamo.
(Michele) L’idea ci è piaciuta e ci siamo buttati a capofitto. È stata una delle nostre prime apparizioni in pubblico e abbiamo colto l’occasione per metterci alla prova una volta di più, ma sempre con lo spirito dello stare insieme e divertirci.
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| Un momento della performance della Sam Sax in campo Santa Maria Mater Domini |
D: Qual è il vostro genere musicale e quali brani avete proposto? R: Il nostro genere è trasversale. Quasi tutti i brani che abbiamo presentato a Venezia Suona fanno parte della mia storia teatrale: sono composizioni tratte da musiche di scena degli ultimi 20 anni di spettacoli, poi riarrangiate per la Sam Sax. I punti di riferimento restano comunque il jazz, il funky, la musica ripetitiva (quella di Philip Glass per esempio), lo ska e la musica popolare.
D: Quali le difficoltà che avete incontrato?R: (Michele) Principalmente e inevitabilmente di acustica. In posti aperti come un campo o una strada i problemi di ascolto tra di noi diventano ingestibili.
E poi ci sono posti e posti. Suonando in acustico, più ampio è il luogo meno si riesce a stare in sintonia...
(Davide) ...e se non senti gli altri tendi ad andar da solo.
D: So che avete partecipato al Basckers Festival di Ferrara in cui l’elemento comune con l’iniziativa di Venezia Suona è essenzialmente il fatto che si suona “per strada”. Avete riscontrato differenze tra le due esperienze? R: A Ferrara c’è maggior centralità, una situazione non esplosa. Venezia è tutta un’altra storia. È l’intera città a partecipare alla grande festa della musica, e la città in questa occasione viene interamente investita dalla musica.
D: Vi convince l’idea di Venezia come città-laboratorio della musica? R: Il fatto che le persone siano libere di stare o andarsene è una scelta. Sicuramente la cosa più bella è quando c’è comunicazione tra le parti, noi che suoniamo e il pubblico che ci ascolta tra lo stupito e e l’affascinato.
D: Cambiereste qualcosa di questo festival della musica? R: Beh, noi personalmente non abbiamo visto nessuno dell’organizzazione. Inoltre, una cosa davvero terribile è stata il rientro. Noi siamo di Padova, e tornarci è stata un’avventura: tutti assiepati nel treno con strumenti di tutti i generi e molto spesso ingombranti. C’era gente persino nei bagni…
D: Suggerimenti?R: Certo. Organizzare un treno speciale che almeno copra le linee principali. In questo modo, forse, si eviterebbe anche la congestione del traffico su gomma.
D: Rifareste l’esperienza “Venezia Suona”? R: Perché no? In fondo ci siamo divertiti.
D: E la vostra prossima tappa? R: A Padova l'1 giugno al Teatro Maddalene (via San Giovanni Da Verdara, 40) con gli East Rodeo (ore 22.00) e, naturalmente, il 23 giugno a Venezia, in campo San Pantalon.
a cura di Silvia Pittarello (giugno 2002)
La Sam Sax Family Band
Davide Sambin Zara contralto, baritono (studia al Liceo Scientifico)
Giovanni Sambin tenore, baritono, contralto (ordinario di Logica Matematica a Padova)
Marco Sambin tenore, baritono, contralto (ordinario di Psicologia Dinamica a Padova)
Michele Sambin contralto, baritono (teatrante musicista, direttore artistico del TAM teatro musica)
La Sam Sax è nata riunedo la famiglia Sambin attorno alla figura di Michele, solista e compositore. Si distinguono per la continua esplorazione della musica jazz blues contemporanea, alla ricerca di nuovi linguaggi e forme espressive. Molto conosciuti a Padova, partecipano a numerose manifestazioni, anche al di fuori della città del Santo.
samsax@virgilio.it
Guida all'ascolto di due pezzi della Sam Sax
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| Vado a ka... |
Rinko valze è, come quasi tutte, un'idea di Michele che ha ricevuto sostanziali apporti da Giovanni. E' un pezzo vagamente kletschmer, un po' paesano e un po' cittadino, un po' serio e un po' ironico. Un classico di folklore rivisitato con disincanto. Il tempo è tipicamente di valzer suonato da una banda, i temi sono quasi standard con qua e là sprazzi di scherzi su una solida base melodica.
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| Rinko valzer |
Vado a ka... è nato per improvvisazione durante le prove della Sam Sax da un riff di Davide e ha preso la forma attuale in due sole prove. E' un classico quattro quarti (un tempo di fox trot) con una struttura armonica
semplicissima e ripetitiva che permette lo sviluppo degli assoli. Ha come un senso di nostalgia e di ripensamento, forse sconfina con la tristezza, però è pieno e rimane nel ricordo.