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Sotto la lente
Stagione di Prosa 2006/2007

Il padre

Mestre, Teatro Toniolo
dal 13 al 17 Dicembre 2006 ore 21:00

 

di August Strindberg
Umberto Orsini
Umberto Orsini
 
traduzione Luciano Codignola
regia Massimo Castri
scene e costumi Maurizio Balò
con Umberto Orsini e Manuela Mandracchia
e con Corinne Castelli, Roberto Valerio, Alarico Salaroli, Gianna Giachetti, Roberto Salemi
luci Gigi Saccomandi
suono Franco Visioli
aiuto regia Marco Plini
una produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna
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Strindberg è il più importante scrittore svedese a cavallo del secolo e uno dei più grandi drammaturghi europei. Geniale e dispersivo, osservatore del reale e visionario, fa della contraddizione il suo segno distintivo. La sua opera è vastissima e comprende tutti i generi letterari: lirica, autobiografia, racconto, romanzo e teatro. L’irrequietezza, il continuo desiderio di andare oltre, nel tormentato bisogno di smascherare le miserie della società e della condizione umana, segnano a fondo l’opera di Strindberg, dandole un carattere fortemente innovativo e anticipatore.
Il padre venne scritto nel gennaio-febbraio 1887. Nietzsche, in un carteggio con l’autore, scrisse di aver letto due volte il testo “con profonda commozione e con eccezionale sorpresa” e lo giudicò “un capolavoro di dura psicologia”. Lo stesso Strindberg parlava di un dramma “scritto con l’ascia, non con la penna”.
La vicenda prende spunto da un banale dissenso coniugale: il capitano di cavalleria Adolf, uomo rigoroso e di coltivati interessi scientifici, viene a scontrarsi con la moglie Laura sull’educazione da dare alla figlia Berta. In tal modo vengono messi a nudo quelli che sono i nodi irrisolti di un rapporto fra i sessi, inaridito in regole che hanno reso i due coniugi estranei l’uno all’altro, rivali, nemici. Laura, decisa a imporre ad ogni costo la propria volontà, non esita ad instillare nell’animo del marito un dubbio atroce: quello della sua stessa paternità. Inizia così il lungo calvario mentale del protagonista che sprofonda in un angoscia devastante, prefigurando la crisi dell’istituto familiare nella società borghese. Il matrimonio, privato di qualsiasi alone religioso o di romantici rivestimenti, viene mostrato nella sua mesta e sgradevole nudità.
Lo spettacolo, che viene coprodotto da due delle realtà produttive più importanti della Regione Emilia-Romagna, e che debutterà il prossimo 18 ottobre al Teatro Bonci di Cesena, fa incontrare per la prima volta sulle scene Massimo Castri e Umberto Orsini. Per Massimo Castri, dopo molto Ibsen (Spettri, Hedda Gabler, John Gabriel Borkman, ecc…), è il primo confronto con un testo dell’altro grande autore teatrale scandinavo. 
"Vi prego di recitare Il padre come non tragedia, non commedia, bensì una via di mezzo."
(August Strindberg, tratto da La grande stagione del teatro scandinavo, Franco Perrelli)
Foto di scena
Foto di scena
Umberto Orsini
Brillante allievo dell'Accademia d'Arte drammatica, debutta nel 1957 nel Diario di Anna Frank di Goodrich e Hackett con la regia di Giorgio De Lullo. Nel 1961 la prima grande prova d'attore nell'Arialda di Testori con la regia di Luchino Visconti. Negli anni successivi lavora con Zeffirelli (Chi ha paura di Virginia Woolf, 1963), Patroni Griffi (Metti una sera a cena, 1966), Jose Quaglio (Chi è Claire Lannes?, 1966). Sul finire degli anni '60 Orsini si divide fra teatro, cinema e tv. Nel 1971 è sul set di La caduta degli dei di Visconti (Nastro d'argento al Festival di Venezia). Nel 1981 diventa direttore del Teatro Eliseo di Roma e avvia un'importante collaborazione con Gabriele Lavia che lo dirige in Servo di scena di Harwood (1980), I Masnadieri di Schiller (1982) e Non si sa come di Pirandello (1982). Negli stessi anni con Luca Ronconi lavora nelle Tre sorelle di Cechov (1989) e Besucher di Strauss (1989, Premio Ubu nel 1991), L'uomo difficile di Hofmannsthal (Premio Ubu 1991). Dopo Un marito di Svevo, per la regia di Patroni Griffi (1993) e Otello di Shakespeare per la regia di Lavia (1994), nella stagione 1997/98 ha offerto una straordinaria interpretazione di Willy Loman in Morte di un commesso viaggiatore con la regia di Cobelli. Nel 1998 è stato impegnato come protagonista di Prima della pensione accanto a Valeria Moriconi e Milena Vukotic, con la regia di Piero Maccarinelli. Dopo il debutto accanto a Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice in Copenaghen di Frayn, regia di Mauro Avogadro, nella stagione 1999/2000 è stato impegnato come protagonista negli spettacoli L'arte della commedia di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo e Il nipote di Wittgenstein di Thomas Bernhard, regia di Patrick Guinand. Vince il Premio Ubu 2001 come miglior attore per Il nipote di Wittgenstein e L'arte della commedia..Nel 2002 recita accanto a Giulia Lazzarini in Erano tutti miei figli di Arthur Miller, regia di Cesare Lievi. Nel 2003, a trent’anni dall’ultima messinscena di Luchino Visconti, è di nuovo protagonista di Vecchi tempi di Harold Pinter, per la regia di Roberto Andò. Nel 2004 partecipa a Urlo, l’ultimo spettacolo di Pippo Delbono che debutta al Festival d’Avignon e successivamente va in scena nelle principali capitali europee. Nella stagione 2005/06 sarà protagonista de Il padre di August Strindberg, per la regia di Massimo Castri.
Massimo Castri
Il regista Massimo Castri nasce a Cortona il 25 maggio 1943. Nella primavera del 1967 è tra gli interpreti di Unterdenlinden di Roversi al Piccolo Teatro di Milano (regia di Majello). Nell'autunno partecipa allo spettacolo Majakovskij & C. alla Rivoluzione d'Ottobre, messo in scena a Torino e in altre città da Quartucci. Nella stagione 1967/68 è allo Stabile di Genova e alla Pergola di Firenze. I due anni successivi, 1968/1970, sono quelli della Comunità Teatrale dell'Emilia Romagna. Castri recita con la regia di Cobelli e con la regia di Guicciardini. Appartengono allo stesso periodo le partecipazioni ai film I cannibali della Cavani e Sotto il segno dello scorpione dei fratelli Taviani. Passa poi nell'autunno 1970 al Teatro Stabile dell'Aquila (La cortigiana dell'Aretino con regia di Calenda) e nella primavera successiva si laurea in lettere all'Università di Genova (relatore Vito Pandolfi) con una tesi sul teatro politico che servirà da base al volume pubblicato da Einaudi nel 1973. La stagione 1971/1972 lo vede alla Loggetta di Brescia tra gli interpreti di Scontri generali di Scabia (regia dell'autore) e con una compagnia del Teatro Comunale di Firenze attore e coautore con Liberovici (anche regista) e Jona di Per uso di memoria. Nell'estate mette in scena a Pistoia L'ingiustizia assoluta di Jona e Liberovici. Firma poi la sua prima regia per la Loggetta (I costruttori d'imperi di Vian, Teatro Santa Chiara, Novembre 1972) e collabora con Cobelli alle messinscene de La Figlia di Iorio di D'Annunzio e de L'Impresario delle Smirne di Goldoni. La stagione 1973/74 lo vede regista di due novità, Fate tacere quell'uomo: Arnaldo da Brescia e É arrivato Pietro Gori, delle quali è coautore. Dalla stagione 1974/1975 è regista stabile della compagnia della Loggetta, che ha assunto dal 1975/1976 la denominazione di Centro Teatrale Bresciano. Vi allestisce tra l'altro La Tempesta di Shakespeare, Un uomo è un uomo di Brecht, Fantastica Visione di Scabia. Ma la ricerca del regista si è concentrata particolarmente sulla crisi del dramma borghese, con una serie di importanti messinscene di Pirandello iniziata con Vestire gli ignudi (Brescia, 1976) La vita che ti diedi (Brescia, 1978) Così è se vi pare (Milano, 1979) e proseguita con La ragione degli altri al Teatro dei Filodrammatici di Milano (1983) e Il Piacere dell'onestà con la Compagnia Teatro e Società (Verona, 1984). Con pari interesse si rivolge al mondo di Ibsen, di cui mette successivamente in scena Rosmersholm (Firenze, 1980) Hedda Gabler (Ferrara, 1980, coproduzione con Emilia Romagna Teatro) e Il piccolo Eyolf (Pavia, 1985).
Emanuela Mandracchia
Emanuela Mandracchia
Da ricordare inoltre la messinscena di Edipo di Seneca (1978) e Caterina di Heilbronn di Kleist (1981), personale introduzione al teatro del romanticismo tedesco. Con Emilia Romagna Teatro, Castri ha anche diretto Trachinie di Sofocle, presentato al Festival di Spoleto nel 1983. Affronta anche Goethe (Urfaust, presentato alla Biennale di Venezia '85) e Cechov (Il Gabbiano) con grandissimo successo di pubblico e critica. Nelle ultime stagioni ha lavorato con Emilia Romagna Teatro (il Pirandello de Il Berretto a sonagli, Amoretto di Schnitzler, Le serve di Genet, La vita é sogno di Calderon), con il CTB (La famiglia Schroffenstein di Kleist), e con Veneto Teatro, realizzando una edizione de I rusteghi di Carlo Goldoni. Intensa in questi anni è stata anche l'attività didattica con la Civica Scuola d'Arte Drammatica di Milano e con L'Atelier Costa Ovest. Nel 1993 inizia la collaborazione con lo Stabile dell'Umbria realizzando la memorabile Elettra di Euripide e l'Ifigenia in Tauride. Nel 1994 diventa direttore del Teatro Metastasio di Prato (che nel 1996 diventa Teatro Stabile della Toscana), per cui realizza tra il '94 e il '98 il monumento goldoniano La trilogia della villeggiatura (in collaborazione con il Teatro Stabile dell'Umbria) Oreste di Euripide, Orgia di Pasolini, Fede speranza carità di Von Horvart nello spazio storico del Fabbricone. Nel 1997 inoltre conclude la sua esperienza con il Teatro Stabile dell'Umbria con La ragione degli altri. Numerosi i riconoscimenti da lui ottenuti: dal Premio del Consiglio d'Europa ai Premi UBU (per Così è se vi pare, Rosmersholm, Trachinie, Il gabbiano, La famiglia Schroffenstein, I rusteghi, Elettra, La ragione degli altri). Ha inoltre diretto Ifigenia in Tauride, nello spazio straordinario del Fabbricone di Prato e Gli innamorati di Goldoni, una coproduzione fra il Teatro Metastasio di Prato e il Teatro Stabile del Veneto. Nel 1999 dirige a Bruxelles una delle sessioni di lavoro del progetto Ecole de Maitres. Dal 2000 al 2002 ha diretto il Teatro Stabile di Torino e in questo biennio ha messo in scena spettacoli rigorosi e affascinanti, guardati con ammirazione a livello nazionale, come Ifigenia di Euripide, Madame De Sade di Yukio Mishima e John Gabriel Borkmann di Henrik Ibsen. Nelle stagioni 2003 e 2004 aggiunge altri allestimenti alla propria incessante ricerca su Pirandello, firmando per lo Stabile di Palermo Questa sera si recita a soggetto e per il Teatro di Roma un raro Quando si è qualcuno con Giorgio Albertazzi. Nel 2004 è stato direttore del 36° Festival Internazionale del teatro organizzato dalla Biennale di Venezia. Nelle ultime stagioni Castri ha alternato collaborazioni con Emilia Romagna Teatro Fondazione (Il padre di Strindberg, con Umberto Orsini), lo Stabile di Palermo (Spettri di Ibsen) e il Teatro di Roma (Alcesti di Euripide). L’ultimo impegno del regista è stata la messa in scena, nel maggio 2006, di Ecuba di Euripide al Teatro Greco di Siracusa per il XLII Ciclo di Rappresentazioni Classiche organizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico.



Area d'interesse: Stagione di Prosa 2006/2007
Eventi realizzati in: Teatro Toniolo
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