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Sotto la lente
Stagione di Prosa 2006/2007

Memorie di Adriano

Mestre, Teatro Toniolo
dal 31 Gennaio 2007 al 3 Febbraio 2007 ore 21:00, il 4 Febbraio 2007 ore 16:30

 

di Marguerite Yourcenar
Giorgio Albertazzi
Giorgio Albertazzi
riduzione Jean Launay
regia Maurizio Scaparro
con Giorgio Albertazzi
e un cast di nove attori
 

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Eterno, intramontabile, capace di parlare al cuore di ogni spettatore, ad ogni sua riedizione. E' Memorie di Adriano, l'autobiografia immaginaria che Marguerite Yourcenar dedica all'uomo che fu imperatore di Roma dal 117 al 138 d.C., e che è diventata, con la regia di Maurizio Scaparro, uno spettacolo culto che da oltre 15 anni accompagna Giorgio Albertazzi, straordinario protagonista. Dopo il debutto del 31 luglio del 1989 a Villa Adriana di Tivoli (suo palcoscenico "naturale"), rappresentato più volte con successo in Italia e all'estero, Memorie di Adriano, nella riduzione di Jean Launay, torna ancora una volta sul palcoscenico .
 
Un Giorgio Albertazzi "di strepitosa semplicità e misteriosa verità" interpreta l'imperatore che ha "governato in latino ma in greco ha pensato, in greco ha vissuto". Un Adriano immerso in riflessioni e malinconie, che viene attraversato da ricordi che si materializzano sul palcoscenico: con gli occhi della mente e del cuore vede l'amato Antinoo che danza il suo amore senza domani, si intenerisce per un canto dell'infanzia, si appaga dei precetti dell'antico maestro. Momenti della vita di un grande uomo che sapeva che ogni felicità è un capolavoro da assaporare tra tensioni e travagli.
Foto di scena
Foto di scena
Il mio incontro con Adriano di Margherite Yourcenar non è quello tra un attore (non mi ritengo tale…) e un cosiddetto carattere teatrale. E' un incontro "molecolare", perciò Adriano cambia, come cambia il mio sistema cellulare… Confesso che spesso mi chiedo qual è la vera ragione del successo che ha ottenuto e ottiene Memorie di Adriano. Si tratta, alla fin fine, di brani di una vita scritta dalla Yourcenar rifacendosi certo a "pietre autentiche" ma pur sempre pietre, spesso sconnesse, per così dire "isolate" dal contesto, frammenti appunto, talvolta immaginari, della vita di uno dei più grandi, nel senso dell'umano e della prudenza, imperatori romani. Ma se fosse proprio qui la causa del successo e della suggestione? Come nel caso di Saffo, quelle rime smozzicate, alcune tronche altre disarticolate, sono fonte di tale provocazione lirica da costringerci a riempire le presunte cavità della nostra emozione e della nostra passione. Adriano che raccontasse in una sequenza di scene coerenti e drammaturgicamente concatenate, con tanto di inizio e di conclusione, ci lascerebbe forse indifferenti. Il nostro è un tempo di incertezze e di frammenti.”
 
Giorgio Albertazzi
 
Foto di scena
Foto di scena
“C'è una frase di Flaubert che forse, meglio di tutte, spiega il fascino immortale del protagonista di quest'opera di Marguerite Yourcenar: quando gli dèi non c'erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c'è stato un momento unico in cui è esistito l'uomo, solo. Adriano è più di un uomo, è l'immagine, o meglio il "ritratto" di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici del pensiero occidentale e della nostra storia. Ma mai come oggi questo spettacolo e questo testo mi sembrano così attuali. In un mondo che sembra lentamente sfaldarsi sotto i colpi dell'intolleranza, della guerra, dell'egoismo, degli interessi mercantili, le parole di Adriano assumono un significato nuovo, profondo, che mi aiuta, e ci aiuta a riflettere sul nostro momento storico indicandoci, forse, uno spiraglio di speranza: …non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole, altri frontoni sorgeranno dai nostri frontoni, dalle nostre cupole… e se i Barbari s'impadroniranno mai dell'impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarsi.”
 
Maurizio Scaparro
 
 
Albertazzi racconta la felicità
L'autobiografia immaginaria che Marguerite Yourcenar dedica ad Adriano, imperatore a Roma dal 117 a138 d.C., è diventata, con la regia di Maurizio Scaparro, uno spettacolo culto che accompagna da 15 anni Giorgio Albertazzi, straordinario protagonista. In Memorie di Adriano il rapporto fra l'attore e il personaggio è sempre più profondo e segreto. Albertazzi con la sua interpretazione riesce a colmare, nella densità eloquente dei silenzi, la distanza tra la complessità del romanzo e la riduzione drammaturgia di Jean Launay che procede per schegge, per brani dell'opera. In una sorta di gioco del non detto, la complessità è affidata al potere evocativo di un Albertazzi di strepitosa semplicità e misteriosa verità. Adriano, sprofondato in riflessioni e malinconie, viene attraversato da ricordi che si materializzano sul palcoscenico e con gli occhi della mente e del cuore vede l'amato Antinoo che danza il suo amore senza domani (il bravo Fabio Correnti), si intenerisce per un canto dell'infanzia (la bella voce è di Evelina Meghnagi), si appaga dei precetti dell'antico maestro: momenti della vita di un grande uomo che sapeva che ogni felicità è un capolavoro da assaporare tra tensioni e travagli.
Magda Poli, Corriere della Sera 27 ottobre 2004
 
Le memorie di Adriano
L'attore: "Io e l'imperatore Adriano ci parliamo…"
La prima volta andò in scena 15 anni fa. Le Memorie di Adriano dal romanzo straordinario di Margherite Yourcenar, potrebbero dirsi ormai le Memorie di Albertazzi. Uno spettacolo cambia la vita di un attore, e viceversa, specie se ritratta di un lavoro come questo, ideato per Villa Adriana a Tivoli, rappresentato ad Atene, Istambul, Parigi. (…) A Giorgio Albertazzi chiediamo di raccontarci questa vita a due, lui e l'imperatore. "Adriano è chi lo fa. Da parte mia non c'è immedesimazione: mai mi sono calato in un personaggio, al massimo da una finestrella dopo un incontro d'amore, se ho "copiato" qualcuno, è la Yourcenar. Lui e io comunque ci parliamo. Anche quando non recito. In poesia. Amo il ritmo, le pause. Il teatro più che parole, è il silenzio udibile tra esse. Una rosa nera che fiorisce nel buio.
Claudia Provvedini, Corriere della Sera 18 ottobre 2004
 

Leggi la recensione dello spettacolo:
La voce di Adriano
di Francesca Sartori 


Venerdì 2 febbraio ore 17:30
Incontri a teatro: Giorgio Albertazzi, Maurizio Scaparro e Giancarlo Marinelli
Incontro aperto al pubblico presso il Teatro Toniolo con Giorgio Albertazzi, Maurizio Scaparro e Giancarlo Marinelli. Conduce Roberto Bianchin (La Repubblica).


Dalla stampa dell'epoca

"Adriano" con Giorgio Albertazzi
La vittoria del teatro
La magia del romanzo della Yourcenar rivive nella villa di Tivoli
Il Resto del Carlino - 02/08/1989
 
dal libro di Margherite Yourcenar. La regia è di Maurizio Scaparro, Adriano è Albertazzi
Malinconie da imperatore
Il protagonista riesce a rendere attuale il personaggio
Il Messaggero - 02/08/1989
 
Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar, regia di Scaparro
Applausi a Tivoli per Albertazzi un "imperatore" senza retorica
Corriere della Sera - 02/08/1989
 
Albertazzi a Tivoli nello spettacolo tratto dal romanzo della Yourcenar: un grande successo
Adriano e i suoi fantasmi
La Stampa - 02/08/1989
 
Maurizio Scaparro ha messo in scena a Villa Adriana l'atteso spettacolo tratto dal romanzo di Marguerite Yourcenar. Assai applauditi Giorgio Albertazzi, nel ruolo dell'imperatore ed Eric Vu An, il giovane Antinoo. Magnifica l'ambientazione, Le memorie di Adriano oggi rivivono a Tivoli
La Repubblica - 02/08/1989
 
Affascina e commuove nella villa dell'imperatore a Tivoli l'intelligente spettacolo che Maurizio Scaparro ha tratto dal celebre Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar
Viaggio d'una voce
Ispirata prova di Giorgio Albertazzi
Il Mattino - 02/08/1989
 
"(…) tanto impegno è stato coronato dalla prestazione di Albertazzi, davvero superba. Rinunciando a ogni tentazione di facili effetti, l'attore ha subito azzeccato la nota giusta, leggera, di una rassegnata ironia. Il suo imperatore stoico in attesa della morte si volta a guardare e a comprendere le proprie passioni e le proprie ambizioni senza nostalgie, ma con lucida, sorridente sobrietà, e con dizione impeccabile. Durante le sue tirate i minuti volavano via come secondi"
Masolino d'Amico - La Stampa - 02/08/1989 



Area d'interesse: Stagione di Prosa 2006/2007
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