Stagione di Prosa 2006/2007
Alleluja, brava gente!
Mestre, Teatro Toniolo
il 22 Aprile 2007 ore 16:30
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| Foto di scena |
Commedia musicale in un prologo e due atti di Pietro Garinei e Sandro Giovannini
scritta in collaborazione con Iaia Fiastri
musiche di Domenico Modugno e Renato Rascel
regia di Vincenzo Rose
Note di regia
Il Piccolo Teatro del Garda festeggia i suoi dieci anni di vita allestendo questa particolare commedia musicale, frutto di due accoppiate straordinarie: Garinei/Giovannini per il testo, Rascel/Modugno per le musiche. L’intreccio si è rivelato ai nostri occhi sempre più attuale, fino a coinvolgerci nell’atmosfera che prevedeva lo scoccare dell’anno mille: timori, paure, superstizioni della gente del 999 sono diventate anche le nostre. Nell’essenziale scenografia un mulinare continuo di cubi, simboleggianti la caducità e la precarietà di un mondo destinato in breve a finire, trasforma luoghi ed atmosfere in un via vai che segna ineluttabile lo scorrere del tempo. Tra i personaggi, tratteggiati tutti a forti tinte, spiccano il “nobile e idealista” Ademar e il “grossolano” ma furbissimo Ezzelino, venditori di “sogni”, simpatici approfittatori della credulità popolare. Essi ci fanno sorridere, mentre, allora come oggi, mal si sopporta la prepotenza di coloro (l’archiepiscopo Lotario) che amano l’ignoranza e la sottomissione del popolo, impegnati come sono nella corsa infinita a raggiungere sempre maggior potere. C’è poi la prostituta “redenta” Belcore, la verginella Peronella (ingenua o… astuta?), il medico esaltato Simone, impegnato a migliorare la tecnica degli “strapianti”, e Folchetto, l’uomo dall’unico braccio che tira a campare facendo il ladro tombarolo. Il gruppetto di suore che, attendendo lo finismundi, vive in continua estasi mistica, quattro spanne alzate da terra. Ma il vero protagonista è il popolo con alla testa il Valvassore e la Valvassora; popolo su cui pesa la paura per la prossima fine del mondo e che desidera vivere gioiosamente, ma che è coinvolto in un misticismo innaturale alimentato dalle antiche profezie del santo Nicosia, dai continui “miracoli” dei due truffatori e dal terrore dell’imminente fine del mondo, popolo che sembra trovar pace solo dopo l’acquisto del salvacondotto per il paradiso: lo scapolare.
Una commedia nella quale è sempre in primo piano la lotta tra il male e il bene, il primo rappresentato dall’Anticristo che apre lo spettacolo e il secondo dall’uomo dal mantello bianco che, portatore di speranza e verità, chiude la vicenda. Buon divertimento.
Vincenzo Rose
Rassegna Stampa
IL GIORNALE DI VICENZA, 14 AGOSTO 1999. "...Sul pur non amplissimo palco del S. Marco la regia di Vincenzo Rose dà vita ad una messa in scena festosa e d'effetto, brillante, travolgente, coloratissima (bello il lavoro su scene e costumi di Vittoriana degli Antoni, in scena come Belcore) anche grazie ad un cast strepitoso, azzeccatissimo e in cui ancora una volta spiccano Giorgio Avanzini, un Ademar insieme prestante e goffo nelle scomode vesti di santo, impostore ma dal cuor d'oro e Marco Frassani, che col suo frenetico e materialissimo Ezzelino (quegli occhi spiritati!) conferma di essere uno dei più bei talenti comici visibili da queste parti. Ma il voto pienissimo è per tutta la compagnia, che sembra non sbagliare un colpo, garantendo un intrattenimento intelligente e di classe, che il pubblico infatti mostra di apprezzare..." Jacopo Bulgarini
IL MESSAGGERO DI GORIZIA, 27 SETTEMBRE 1999. "Davvero divertente la commedia musicale portata in scena l'altra sera dal Piccolo Teatro del Garda... Tutto esaurito in sala... làallestimento si caratterizza per il ritmo incalzante che la compagnia tiene a mano a mano che si va avanti. Per questo il merito va anche al regista, Vincenzo Rose, na certamente agli interpreti principali che hanno davvero meritato i lunghi e sentiti applausi. Particolarmente dotati Marco Frassani (Ezzelino) e Giorgio Avanzini (Ademar): entrambi hanno una grande capacità attoriale accompagnata ad una voce notevolissima da un punto di vista canoro... Un ottimo gioco di comico e spalla che genera spontanee risate. Ma bravi anche gli altri e in particolare Roberto Nicolosi, un medico maniacale fissato con gli "strapianti" ai morti freschi, e Sergio Bonometti, un ladro tombarolo esilarante..." Martina Apollonio
IL MATTINO DI BOLZANO, 16 NOVEMBRE 1999. "... Tanto successo ed entusiasmo per Alleluja brava gente... tutto pieno, varie persone rimaste fuori...Il Piccolo Teatro del Garda ha creato un'edizione spumeggiante, con ottime coreografie, un buon lavoro sugli attori... Interpretazione ottima in specie di Marco Frassani (Ezzelino) e Giorgio Ruffato (Lotario)..." E.G.
IL GIORNALE DI VICENZA, 22 MARZO 2000. "... Il Piccolo Teatro del Garda ha scelto di cimentarsi con una commedia musicale di vasto respiro: ironica, un po' pazza, attraversata da un bizzarro vento millenaristico che spira sulla platea... Vivacissimo e rutilante, lo spettacolo ha in Ademar ed Ezzelino i perni incandescenti intorno ai quali ruota una corte dei miracoli da far invidia alle più colorate e variopinte contrade di Samarcanda... La gran giostra delle meraviglie gira e incanta. Si salta, si balla, si canta, si prega, si urla, si invoca... I cubi mobili che compongono la scenografia (ideata da Vittoriana degli Antoni, che ha curato anche i costumi) faticano a contenere l'esuberanza di un'umanità che passa repentinamente dal riso al pianto, dal gioco all'autoflagellazione. La regia di Vincenzo Rose, attenta, ariosa, mai prevaricante, conduce lo spettacolo con molta leggerezza, non perdendo mai di vista la coralità di un'azione che dall'inizio alla fine si stringe attorno ai due protagonisti con effervescente, dirompente scioltezza narrativa. Particolarmente suggestive le scene d'assieme... Platea gremita e applausi a non finire per tutti. In particolare per Giorgio Avanzini, un Ademar fascinoso, carismatico, misurato e potente, capace di tenere saldamente la scena grazie anche a una gestualità sobria, pulita, di grande efficacia nell'economia di uno spettacolo così sovrabbondante e ricco. Accanto a lui un Marco Frassani assolutamente superlativo. Nel ruolo di Ezzelino, ciarlatano d'antico pelo, scaltro e deliziosamente inaffidabile, Frassani ha fornito una prova travolgente, a tutto tondo, fortemente materica, dalle vibrazioni incandescenti e sulfuree. Molto ci sono piaciuti anche Giorgio Ruffato, l'archiepiscopo Lotario, crepitante ed abile tessitore di trame; Vittoriana degli Antoni, la torrida Belcore accesa d'amore (ma a modo suo) per il "nobilissimo" Ademar; Nadia Bitante, una pudicissima, virginea Peronella; Roberto Nicolosi, medico in vena di "strapianti"; Sergio Bonometti, alias Folchetto, emaciato tombarolo disgraziato e mazziato..." Maurizia Veladiano
IL GIORNALE DI VICENZA, 28 NOVEMBRE 2000. "... Alleluja brava gente richiede infatti un cast di prim'ordine... E poi per tener su quasi tre ore di spettacolo, non devono mancare ritmo e affiatamento, bravura ed energia fisica. Tutte qualità che il Piccolo Teatro del Garda mette in mostra con dovizia, esibendo una rappresentazione serrata ed efficace che diverte ed appassiona il pubblico... Marco Frassani e Giorgio Avanzini passano a pieni voti l'esame. Il primo... offre dell'astutissimo Ezzelino una versione grottesca ed esilarante; Avanzini è un Ademar ispirato ed altero, teso alla beatitudine dei cieli ma pronto a cogliere i frutti offerti dalla terra. Bravi anche i caratteristi di contorno: Vittoriana degli Antoni, una lasciva Belcore; Nadia Bitante, una trotterellante Peronella; Giorgio Ruffato, un antipatico Lotario; Roberto Nicolosi, un intreprendente pionere medioevale di "strapianti"; Sergio Bonometti, un irresistibile e acrobatico tombarolo... Applausi convinti dal pubblico del Lux di Camisano." Lino Zonin
L'ADIGE, 16 MARZO 2001. "... La proposta del Piccolo Teatro del Garda, vivacissima compagnia, è davvero divertente. Il gruppo impegnato in scena è impressionante per numero e ricchezza di costumi ma anche per la cura nei dettagli... Lodevole lo sforzo della compagnia che si vede nell'imponenza della realizzazione... Mancanza di artisti polivalenti per mettere in scena il musical, si è detto per tanto tempo, mentre Vincenzo Rose con il suo gruppo smentisce clamorosamente. Vivaci applausi del pubblico divertito." L.F.
MESSAGGERO VENETO, 9 LUGLIO 2001. "... La compagnia Piccolo Teatro del Garda ci sa davvero fare: pochi i mezzi a disposizione, ma grande capacità da parte dell’intero gruppo.
In particolare stupisce l’abilità canora del due protagonisti Marco Frassani (Ezzelino) e Giorgio Avanzini (Ademar): davvero un piacere ascoltarli. Se la commedia non è lanciatissima nelle parti corali e coreografiche, si lancia in una vorticosa e divertentissima vicenda che tiene incollato il pubblico per oltre due ore e mezza.Tra gli interpreti segnaliamo Sergio Bonometti, davvero convincente e Giorgio Ruffato, del quale abbiamo apprezzato anche l’inserto canoro. ..." Martina Apollonio
IL PICCOLO, 11 LUGLIO 2001. "...Il numeroso pubblico ha applaudito a scena aperta l’affiatatissima compagnia veronese, ben diretta dal regista Vincenzo Rose. Questo divertentissimo spettacolo che si candida a vincere il Festival , ha riportato in un susseguirsi di continui colpi di scena e di umoristiche gags, l’atmosfera che precede l’anno Mille, con timori, paure, profezie, in uno spettacolo scorrevole, semplice e lineare.
Da segnalare sia per le abilità canore che per la convincente recitazione i due protagonisti del lavoro: Giorgio Avanzini, nobile ed idealista Ademar e Marco Frassini, il grossolano ma furbissimo Ezzelino..."