Dissezioni 2006/07 - Scene di Teatro Contemporaneo
Viaggio in senso inverso
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove
il 25 Novembre 2006 ore 21:00, il 26 Novembre 2006 ore 17:00
Cooperativa Sociale Ape
drammaturgia e regia | Sligo
interpretazione | Stefano Rota
composizione e live electronics | Davide Tiso
filmati e live video | Bibi Bozzato
disegno luci | Alessandro Scarpa
elementi scenici | Lupan
organizzazione | M&R Triolo
(prima nazionale)
In collaborazione con COMUNE DI PORTOGRUARO
Assessorato alle Politiche formative - Cultura - Sport - Cooperazione Internazionale
“Lo spettacolo nasce da un testo autobiografico (anonimo) che racconta un percorso fatto di marginalità, tossicodipendenza, prostituzione e autodistruzione, interamente ambientato negli anni ottanta. La voglia di rappresentare l'altra faccia degli anni dell'"edonismo reaganiano", di Drive In, Dee Jay Television, della "Milano da bere". Dalla parte di chi non ricorda nemmeno cosa fosse il Live Aid, che non ha mai sognato di sposare Simon Le Bon. Di chi, in provincia, non e' mai stato paninaro, ma era consapevole di vivere in un posto dove c'erano più tossici percentuali che nelle grandi città.”
Sligo – Viaggio in senso inverso nasce qui, nelle parole del regista. Nella zona d’ombra in cui si consuma un dramma interiore. Nei giorni vissuti in prima persona, senza testimone alcuno. Nella memoria infetta dalla droga, dolcissima e crudele. È da questa sostanza fertile, dovuta a un’esperienza dolorosa e necessaria, che il teatro di Sligo prende forma.
Il testo, più immediato di qualsiasi elaborazione letteraria di Irvine Welsh, disperato e visionario quanto una pièce di Sarah Kane, è la restituzione vivida di una catena di ricordi senza direzione né scopo alcuno. Lo spazio della memoria si chiude, ottenebrato dall’impressione viva di sensazioni fisiche incancellabili, talmente intense da forzare la parola nel tentativo di rinascere come esperienza.
L’eco di ogni sillaba di Sligo, interpretato da Stefano Rota, il riverbero di ogni gemito emesso, il fiato spezzato, esprimono l’inevitabile dissoluzione della sua voce interiore nel magma delle diverse coscienze che lo abitano. I live electronics di Davide Tiso costruiscono un paesaggio sonoro in cui la parola, abbandonata la propria sorgente, si muove e liberamente recita la propria parte, al di là del proprio significato. Le immagini elaborate da Bibi Bozzato, che dalla parola fioriscono, affiorano con la stessa sconvolgente energia di un ricordo permanente, grazie anche alle scenografie, agli elementi scenici e alle luci di Alessandro Scarpa e Lupan.
Sligo – Viaggio in senso inverso è un’esperienza teatrale complessa in cui la scena si costituisce come spazio mnemonico. In scena non sono solo Sligo, gli anni Ottanta, la droga nella cittadina (Portogruaro) con una percentuale di tossicomani più alta che a Milano, ma l’insoddisfazione per la natura meccanica della memoria e insieme il processo generativo del pensiero e della soggettività che la memoria pone in atto. La scena della memoria non è solo l’illustrazione compiaciuta di un’esperienza marginale e rivelatrice, non è un semplice atto di denuncia, è qui l’esordio pieno della consapevolezza e della riflessione.
Stefano Rota si è diplomato nell''88 alla Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone. Dall'89 al '91 lavora per Ia cooperativa T.A.G. Teatro negli allestimenti di Carlo Boso: La pazzia di Isabella, La locandiera di Carlo Goldoni, The merchant of Venice di Shakespeare, La Moscheta di Ruzante. Per Teatridithalia interpreta nel '94 Roberto Zucco di B. M. Koltès e nel '95 I Turcs tal Friul di Pasolini. Nell'estate del '95 porta in scena un proprio monologo dal titolo “C'era una volta, una volta, si e tre no”. Nel '96 interpreta Giulio di Fabio Modesti e nel '97 lavora con Ia compagnia Pantakin da Venezia in La moglie muta. Nel '98 interpreta il ruolo di Lorenzo nel film Viola, diretto da Donatella Maiorca con Stefania Rocca e Maddalena Crippa. Nel '99, per il Teatro Stabile del Veneto debutta al Teatro Olimpico di Vicenza nel Re cervo di Carlo Gozzi con la regia di Eugenio Allegri. Nel 2000 porta in scena “Patanostrada” un monologo scritto a quattro mani con Sandra Mangini. Tra le sue interpretazioni più riuscite, ricordiamo il ruolo di Anzoletto nel Campiello prodotto dal Teatro Fondamenta Nuove con la regia di Giuseppe Emiliani.