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La valle delle rocce rosa di Fabrizio Coniglio


Recensione di Francesca Sartori 


Copertina del libro
Copertina del libro
Su quella panchina si era seduto mio padre 

Bugati Editore, 2006 Venezia
 
Rallentare. Recuperare il ritmo più lento ma inesorabile della natura. Da questo presupposto parte la drammatica storia di Vittorio, ex-avvocato in carriera, ex-marito, ex-padre, viene quasi da pensare ex-uomo... alla fine dei propri sogni e delle grandi e false ambizioni. Volutamente isolato in un podere montano, si circonda della propria solitudine per sopportare il peso delle scelte sbagliate e ritrovare, se non una ragione, uno stimolo naturale a vivere.
 
La bellezza ancestrale delle Dolomiti a sfondo e protezione accoglie il triste protagonista, che racconta a se stesso e al figlio perduto la sua lotta quotidiana in cerca di un equilibrio apparentemente irrecuperabile. Sarà in mezzo alle pagine di un diario - mezzo così antiquato rispetto alla velocità della società tecnologica contemporanea – che Vittorio troverà il "filo d’Arianna" per uscire dalla propria condizione di relitto umano, giorno dopo giorno, riga dopo riga, alla ricerca spossante del se stesso perduto.
 
Circondato da rare anime e pochi animali, l’uomo riscoprirà il valore della pietas umana, sorretto da lontano dalla buona volontà di un sacerdote moderno e dal calore e la dolcezza di una donna per una volta senza richieste. La sua lenta risalita verso la china della socialità lo porterà a riflettere profondamente sui valori che per un’intera vita aveva assunto a fondamenti di un’esistenza di serie A. E le risposte giungeranno, quando lievi quando feroci, a dare un nuovo senso per andare avanti e chiudere con il passato.
 
Un romanzo spontaneo, scritto in una forma che vuol dar risalto all’immediatezza del sentimento e dell’emozione. Pur trattando temi apparentemente comuni e con un certo gusto naif, cattura l’attenzione e la curiosità del lettore che si lascia cullare dai tramonti, dalle notti stellate, dall’aria frizzante, dalle cime rose che silenziose e immutabili accolgono, sorvegliano, confortano...
 
 
L'autore
Fabrizio Coniglio, di Mestre, ha scritto commedie rappresentate da compagnie teatrali, sceneggiature, racconti e novelle.
 
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Testi a cura di: Francesca Sartori
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