 |
| La serie di lezioni musicali tenute da Bernstein è ora masterizzata in 9 DVD (in inglese) |
Eppure, già la prima rivoluzione digitale del CD audio, combinata alle logiche di marketing sui grandi numeri applicate alla carta stampata, aveva inaugurato una nuova era nella diffusione della musica classica: entrati con prepotenza fra gli “allegati”, che in pochi anni hanno praticamente trasformato le edicole dei paesi industrializzati in bazar di oggettistica, i cd di musica classica sono entrati con prepotenza, e a bassissimo costo, fra i gadget più frequentati dai quotidiani nazionali. Un’azione di propedeutica musicale diretta al “classico”, quindi, pare collocarsi oggi in un nuovo traffico di input, e soprattutto di consuetudini psicopercettive; nel quale non si tratta solo di estendere in senso orizzontale una possibile attitudine d’ascolto, ma soprattutto di fare i conti con una “regressione globale del livello di partecipazione all’oggetto musicale” (De Kerkhove), rispetto al “rumore di fondo” dello scenario mediale contemporaneo; regressione di cui si intravedono varie spie proprio nei luoghi eletti dal mercato a diffondere le novità della tecnologia da intrattenimento domestico, come i di elettronica o gli stessi ipermercati. Nei quali, ad esempio, i vecchi amplificatori stereo, a suo tempo attorniati da casse di ogni tipo e per ogni tasca, hanno lasciato il posto a sontuosi impianti audio a rimorchio dell’effettistica video, buoni soprattutto a far sobbalzare lo spettatore sulla poltrona; nei quali il percorso elettronico di trattamento audio, curato in ogni dettaglio nella vecchia filosofia e premiato a suo tempo dai grandi numeri del mercato, appare secondario e non richiesto. Insomma: la sensibilità al dettaglio sonoro di un pezzo sinfonico, che a suo tempo figurava fra le caratteristiche di un buon diffusore, è superata di gran lunga dalla resa di una frenata lunga sull’asfalto dell’Aston Martin di 007...