Mascherarsi
Venezia, Teatro Junghans
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Seminario di Commedia dell’Arte tenuto da
Michele Modesto Casarin
La Commedia dell’Arte (o “Infanzia del Teatro” come la definisce Jacques Lecoq) fiorisce nel Medioevo e, nonostante i divieti e le scomuniche della Chiesa, che ritiene i suoi spettacoli diabolici ed immorali, riesce a diffondersi e ad entusiasmare tanto il pubblico di estrazione popolare, quanto quello aristocratico.
I suoi attori sono professionisti e la stessa definizione di “Commedia dell'Arte” (il termine "arte" qui ha il significato medievale di "mestiere") viene appositamente creata per distinguere il teatro rappresentato da attori di professione da quello praticato nelle corti da letterati e cortigiani e sui sagrati delle chiese da chierici e diaconi.
Questi professionisti girovaghi sanno cantare, danzare, raccontare, imitare e, soprattutto, usare le maschere.
E proprio nella Commedia dell’Arte la maschera arriva alla parola: non più maschere intere ma mezze maschere, che hanno perso la loro funzione magico-religiosa e ne hanno assunta un’altra, quella di commuovere e divertire il pubblico.
I personaggi che figurano nei vari “canovacci” (trame scritte di lavori teatrali il cui sviluppo rimane affidato all’improvvisazione degli attori) provengono dalla tradizione e ci riportano alle tipologie dell’uomo di tutti i tempi.
L'attore che dà corpo alla drammaturgia della Commedia dell'Arte è dunque un fedele interprete del suo passato, ma è anche mimetico nei confronti del suo presente. Non è il fedele illustratore di un testo ricevuto direttamente dal drammaturgo, ma asseconda, mediando tra le due istanze, tanto la propria memoria quanto l’immaginaria aspettativa dello spettatore. Nello sforzo di rapportare e armonizzare la prima alla seconda consiste la tensione della sua drammaturgia.
La maschera, coprendo l’espressività del volto, costringe l’attore ad un coinvolgimento fisico completo e ad un’amplificazione della gestualità, basata sulla massima autenticità e verità del corpo.
L’analisi del movimento e l’improvvisazione sono le due piste su cui si evolve il nostro lavoro, passando attraverso la riscoperta della maschera come linguaggio espressivo ed il suo movimento nello spazio, il gioco teatrale come fonte della “follia” dell’attore, le urgenze ed i motori dell’azione, i lazzi e la regia di una maschera.
Un “viaggio” attraverso la Commedia dell’Arte può, quindi, rivelarsi di grande ricchezza sia per il lavoro dell’attore, sia per tutti coloro che desiderano assumere maggior consapevolezza e strumenti tecnici rispetto alla propria dimensione gestuale e corporea.
Informazioni pratiche
Il seminario si terrà il 2-3 febbraio 2007 al Teatro Junghans, Giudecca, Venezia con il seguente orario:
venerdì 2 febbraio: dalle ore 14 alle ore 17
e sabato 3 febbraio dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17
Il seminario sarà diviso in tre parti:
1. presentazione della Commedia dell'Arte (cenni storici personaggi, ecc.),
2. training e movimento nello spazio,
3. lavoro sulla maschera (riconoscere i punti focali).
Il lavoro si basa quindi principalmente sull' improvvisazione e sui tipi fissi (Pantalone, Arlecchino, Zanni, ecc.).
Indicazioni:
- gli allievi devono indossare abiti comodi,
- si lavorerà a piedi nudi.
Le maschere di Commedia dell’Arte vengono messe a disposizione dall’insegnante.
Costo: € 120,00
Per informazioni e iscrizioni
Teatro Junghans:041 2411974 e 340.6853196
Michele Modesto Casarin
Professionista dal 1991, ha ricoperto ruoli da protagonista e co-protagonista in canovacci di Commedia dell’arte ed in spettacoli di repertorio classico. Inizia con il TAG Teatro di Venezia e collabora con i maggiori esponenti della Commedia dell’arte. Nel ’95 è uno dei soci fondatori della Compagnia Pantakin da Venezia, con la quale interpreta numerose produzioni, specializzandosi nel ruolo di Pantalone e comincia a dedicarsi alla regia. Dirige molti spettacoli trai quali: Il Principe Moro, Lazzaretti lazzaroni, Shylock, l’Arte della Maschera, Arlecchino/ Don Giovanni insieme a Roberto Cuppone, e Il Corvo, favola in maschera tratto liberamente da il Corvo di Gozzi che gli vale il premio Agis come miglior spettacolo al 38° Festival Internazionale di Teatro della Biennale di Venezia. Diplomato alla Scuola del Teatro Stabile del Veneto, nel 1999 prende parte come attore all’allestimento di diversi spettacoli diretto da Luca De Fusco, Giuseppe Emiliani, Roberto Cavosi, Pierluca Donin. E’ inoltre, dal 2000, docente di Commedia dell’Arte presso le Scuole del Teatro Stabile delle Marche di Ancona.
Il seminario è organizzato nell'ambito del progetto Saltimbanco - l'Arte di far commedia.