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Interviste
Appunti controsole. Incontro con Anna Toscano
D: Leggendo alcuni suoi versi, e conoscendo l’altro suo grande interesse artistico, la fotografia, mi veniva in mente una possibile affinità, a monte, di un clic dell’immaginazione: pensavo a uno “scatto” che trova, nell’accostamento qui di forme e lì di parole in brevi clausole significanti, la scintilla per “andare oltre”: il dato fisico nel reale, quello lessicale-sintattico sul foglio... R: Sì, è esattamente così. Per fare poi i conti con i rispettivi contesti, qua l’inquadratura, lì la parola nelle sue combinazioni…. D: ...insomma il farsi concreto di ciò che alla fine risulta scritto o stampato su carta... R: L’attenzione al contesto riguarda ovviamente la forma di ogni espressione artistica. E’ il terreno in cui uno fa i conti con gli ingredienti di cui dispone, li fa interagire al meglio perché funzionino. Punto di partenza fondamentale comunque, che si tratti di scatto o di parole, è il luogo dove ci si trova, il predisporsi a guardare, e non solo vedere, nella calle dietro a casa propria come nel paese più esotico. Al guardare non deve fare differenza il luogo, l’istanza è l’attenzione. D: Operazione forse più statica nella fotografia e più dinamica nella poesia ... R: La fotografia non è poi così statica; c’è tutto il lavoro di preparazione: la scelta del soggetto, le condizioni ideali per lo scatto, l’inquadratura, la selezione, la luce, i tempi di esposizione e poi quello in camera oscura... Cose che si stanno completamente perdendo con il digitale, che infatti non amo. Lavorando con una macchina classica, uso solo manuali, la scelta e il pensiero avvengono prima, il pensiero è tutto prima dello scatto; con la digitale è un continuo scattare per poi scegliere, poi pensare. Anche in poesia la selezione e la scelta sono fondamentali. D: Intende nel senso di una scrematura di cose inutili all’interno del singolo componimento? R: Sì, ma anche in quello di saper esercitare una potestà limitata sul proprio corpo di scritture, lasciarlo al suo corso senza troppe patenti di identificazione con il “sé”; ciò che conta è il testo, la sua voce autonoma. In poesia non contano la “biografia” o le vicende di chi scrive: è il testo che parla, è totalmente autosufficiente. I testi poi, i propri testi, vanno calibrati e ponderati: lo sfogo su carta, sebbene in rima, non è sinonimo di poesia.
R: Scrivere versi è per me una forma di espressione, un modo di dire qualcosa o di mostrare qualcosa. Non passo al setaccio editori, non frequento concorsi: scrivo e basta. Leggo moltissima poesia, per lavoro e per piacere personale, sono spesso circondata da amici e conoscenti che scrivono poesia, ci si scambia idee, versi, parole, libri. È un bel mondo se lo si affronta nella sua parte più profonda e meno “concorrenziale”. Ma sono perfettamente a conoscenza che è anche un brutto mondo, come qualsiasi altro ambiente. Basta scegliere dove collocarsi. Anche la pubblicazione della mia raccolta è stato un caso: lì la voce del testo ha davvero parlato per conto suo, e in modo inaspettato. Quando mi sono vista recapitare le bozze per le correzioni, con le mie cose, ho pensato che la scelta dell’editore di pubblicarla volesse dire che quella voce non doveva poi suonare così male... R: In queste cose conta molto farsi venire delle idee che funzionino, suscitino interesse e smuovano persone. Purtroppo il problema, a Venezia, è che al di sotto di una certa soglia d’età la situazione si fa critica. Una città universitaria come questa, che dovrebbe calamitare una curiosità intellettuale viva e sensibile a queste cose, purtroppo risulta spesso inafferrabile. I grossi nomi che si lamentano, anche sui giornali, dell’insensibilità di Enti e istituzioni per attività culturali di qualità rivolte ai residenti, sono gli stessi che il più delle volte declinano gli inviti. Resta chi la passione ce l’ha e ama porsi all’ascolto come valore in sé, svincolato da altri interessi. D: Ma partendo dalla centralità del testo, o meglio di una voce che dovrebbe parlare da sé, quali sono le idee che le pare funzionino meglio?
R: Sì, è così; alla fine però la gente arriva. Esiste una domanda sommersa di queste cose, che senza aspettarsi grandi numeri funzionano comunque abbastanza bene. Riguardo poi alla centralità del testo, mi viene in mente l’evento organizzato alla Malvasia Vecchia tre anni fa, un “Duello poetico” fra Luisa Pianzola e la sottoscritta ai margini di una mia mostra fotografica, con una sola regola: nessun accordo preventivo, nessuna scaletta, ma il solo obbligo di botta e risposta a colpi di autocitazioni dai propri versi. Dopo venti minuti, a locale pieno, l’incitazione era quella di continuare a oltranza; e così abbiamo fatto...
Cura iniziative culturali legate alla letteratura e alla poesia per vari enti e società. Come editor e promozione è nello staff della casa editrice LietiColle Libri. Ama la parola scritta quanto la fotografia: suoi scatti sono apparsi in numerose riviste nazionali e locali, copertine di libri, locandine e ha alle spalle in tal senso una decina di mostre personali e alcune collettive in tutta Italia. Nel 2004 ha pubblicato la raccolta di poesie Controsole, con Lietocolle Libri, molte liriche sono rintracciabili in riviste e antologie (Il mare, antologia a cura di Anna Lauria, Ferrari Editore, 2006; La colpa di scrivere, periodico, numero 4, ottobre-dicembre 2005; Il Segreto delle Fragole 2006, Lieto Colle Libri, 2005; Fotoscritture, antologia di immagine e poesia, Lieto Colle, 2005; Pace e Libertà, antologia di poesie, Editore AIASP, 2004; 70 poesie per Don Mazzi, Luca Pensa Editore, 2004; Il Segreto delle Fragole 2003, poetico diario di LietoColle Libri, Como; La poesia salverà il mondo, ed. Mondi Novi, 2003, ecc). sua la curatela di cataloghi e libri di poesie (Il Segreto delle Fragole 2005, poetica antologia, LietoColle Libri, Como, 2004; A forza fui precipizio di A. Pizzo, LietoColle Libri, 2005; Un sonno blu di L. Bigarello, LietoColle Libri, Como, 2004). Adora promuovere la poesia attraverso letture a teatro, in strada, libreria, ovunque possa trovare spazio. Nonostante la sua instabilità di radici da molti anni ha scelto di vivere a Venezia, sua città. Testi a cura di: Roberto Ranieri Sezioni del magazine: Interviste |
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