La locandina
Idea: István Rév
Ricerche, impaginazione: Péter Szuhay e Zsuzsa Zádori
Trascrizioni video: Zoltán Krizbai
Redazione: István M. Dabi
No-Rom! è una realizzazione di OSA Archivum in collaborazione con Paradiso Perduto, il primo padiglione Rom alla Biennale di Venezia, e l'Assessorato alla Produzione Culturale e Relazioni Internazionali del Comune di Venezia.
L'installazione, organizzata all'interno del Padiglione Rom della Biennale di Venezia, avrà luogo parallelamente alla 64° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Il materiale video non intende scioccare, ma ricordare ai visitatori il non infrequente, vergognoso e inumano uso del cinema. I film saranno proiettati su monitor seminascosti in una credenza trovata per caso nell’attico del palazzo che ospitava la prima esibizione di arte contemporanea Rom alla Biennale. Sono gli scheletri nell’armadio. L’impianto è una citazione a distanza della sezione del Nazionalsocialismo del Museo Tedesco del Cinema (Deutsche Kinemathek) a Berlino, in cui film nazisti – compresi quelli di Leni Riefenstahl – sono mostrati in una credenza i cui cassetti ricordano quelli di un archivio, ma anche quelli di un obitorio. I filmati razzisti anti-Rom proiettati nel soppalco del Padiglione Rom, comunque, non sono solo tracce di un’era lontana – come la documentazione degli esperimenti razziali dagli anni ’30, Tiefland della Riefenstahl o documenti sull’olocausto dei Rom – ma recenti, estremi ed estremamente virulenti incitamenti razzisti, che popolano siti popolari per la condivisione dei video, come YouTube.
Le immagini di odio e degradazione della dignità umana che vengono regolarmente viste da decine o centinaia di migliaia di persone, non sono semplicemente documenti di una subcultura marginale della periferia degradata della cultura europea. La selezione di filmati razzisti anti-Rom incude versioni non tagliate da talk-show di reti televisive diffuse e reality show, in cui il pubblico ride della miseria dei Rom, regolarmente umiliati dai presentatori dei programmi.Palazzo Pisani in Santa Marina
La decisione di unire i film nel programma non è stata senza controversie: qualcuno dell’Open Society Archives responsabile per la selezione – sia Rom che non-Rom – era preoccupato che tale presentazione potesse involontariamente contribuire a diffondere ciò che invece intendeva condannare, oppure offendere la dignità dei Rom o dei non-Rom, la maggioranza civile dei gruppi ai quali appartengono le persone responsabili di queste immagini inumane.
L’OSA Archivum, una delle maggiori organizzazione di archivi di storia recente e di diritti umani, ha una significativa raccolta di film di propaganda. Le nostre esperienze – ad esempio il nostro periodico festival del film di propaganda, la proiezione del più orribile film razzista di propaganda antisemita nazista, The Eternal Jew, a studenti e insegnanti di storia – ci hanno però convinto che non abbiamo nulla da temere nel mostrare immagini del passato e del presente ai nostri contemporanei. Lavoriamo in un archivio e sappiamo che non basta il nome per conoscere le cose: vedere è credere, anche per gli aspetti più terrificanti del nostro mondo. 4. “Burgenland storico” (riprese amatoriali, Austria, inizio XX sec., muto con sottotitoli in tedesco, 3 min.) Padiglione Rom: www.romapavilion.org
Programma
Clip Musicali
1. “La questione degli zingari” (video clip, Ungheria, 2007, 3 min.)
Music clip a contenuto razzista manifesto da una band skinheads, i Division88 con il ritornello: “Morte agli zingari”.
2. “Morte agli zingari” (video clip, Ungheria, 2007, in ungherese con sottotitoli in inglese, 3 min.)
Un videoclip razzista della band skinheads Division88. Il testo della canzone include una chiamata esplicita all'aggressione fisica e alla demolizione delle case dei Rom: “Voglio vedere sangue e corpi/ rifiuti sbudellati di zingari. / Voglio vedere i tuguri degli zingari in fiamme, / e ogni Rom bruciarci dentro.”
3. “Il problema degli zingari” (video clip, Slovacchia, 2006, in slovacco con sottotitoli in inglese, 3 min.)
Un videoclip della band skinheads ZONA A dalla ex Cecoslovacchia, oggi Slovacchia.
Riprese da Archivi zingari tedeschi deportati nel lager di Belzec
Lavori campestri e accampamenti in Burgenland; riprese di Rom, le autorità prendono impronte e foto per gli schedari.
5. “Bambini Rom (zingari) usati in studi razziali” (film di ricerca di Eva Justin, Germania, probabilmente 1943, muto, 4 min.)
Eva Justin era un'assistente del dr. Robert Ritter, l'”esperto” del Terzo Reich di Rom. La Justin studia questi bambini Rom come parte della sua dissertazione sulle caratteristiche razziali dei Rom. I bambini erano a St. Josefspflege, un brefotrofio cattolico a Mulfingen, in Germania. La Justin completò i suoi studi poco dopo la realizzazione di questo film. I bambini furono deportati ad Auschwitz, dove la maggior parte di loro venne immediatamente sterminata. Sonoro in tedesco e sottotitoli in inglese sono estratti dal documentario “Das Falsche Wort”, di M. Spitta e Katrin Seybold, Germania, 1987.
6. “Deportazione di Rom” (riprese amatoriali, 1940, muto con voce aggiunta in inglese , 2 min.)
Documentazione filmata del concentramento di un grande gruppo di Rom per la deportazione. Uomini e donne di ogni età e bambini vengono messi su camion.
7. “Bassopiano” (“Tiefland”, di Leni Riefenstahl, 1953, Germania, in tedesco con sottotitoli in inglese, 3 min.)
“Tiefland” è stato l'ultimo lungometraggio di Leni Riefenstahl. Ambientato all'inizio del XX secolo in Spagna, è un melodramma su una ballerina zingara, impersonata da Leni Riefenstahl stessa, che diviene la compagna di un crudele tiranno spagnolo, ma alla fine trova assoluzione e amore.
Le riprese del film furono fatte tra il 1940 e la fine della guerra, ma il film vide la prima solo nel 1953. Alcune delle scene furono effettuate nei pressi di Kitzbühl, in Austria. Per accentuare il gusto “zingaresco” della storia, la Riefenstahl riuscì a farsi “prestare” 51 giovani prigionieri Rom dal vicino campo di lavoro di Maxglan-Leopoldskron. Per altre scene, girate a Berlin-Babelsberg nel 1942, la Riefenstahl utilizzò almeno 66 detenuti Rom e Sinti dal campo per zingari di Berlin-Marzahn. Ci sono prove evidenti che la polizia criminale tedesca riportò i prigionieri – dopo che essi avevano assolto il loro “dovere” – ai lager per zingari (Zigeunerlager) di Maxglan e Marzahn. Essi furono poi trasferiti ad Auschwitz, dove morirono.
8. “Un buco a Csente” (estratti da filmato amatoriale, 1944, Ungheria, muto, voce aggiunta in ungherese, sottotitoli in inglese, 4 min.)
Il filmato amatoriale è stato ripreso da un sociologo ed è un diario visivo dell'escursione di una famiglia in un villaggio di nome Csente e nell'insediamento Rom adiacente nell'estate del 1944. Il film è stato trovato in una collezione privata ed è un documento raro sui Rom in Ungheria nella II guerra mondiale. Molti Rom vivono nei paraggi del villaggio e lavorano come commercianti o artigiani. Le riprese rappresentano un documento unico sulle tristi condizioni in cui vivevano i Rom in Ungheria nela 1944. Di interesse particolare è l'interazione tra zingari e non-zingari: quando il padre e la figlia distribuiscono tabacco tra i bambini Rom.
9. “Zingari costretti a radersi” (estratti da un film di Sándor Sára, 1968, Ungheria, 3 min.)
Questo film con elementi documentari contiene scene sulle misure contro le comunità Rom prese dalle agenzie di salute pubblica e di epidemiologia. Uomini e donne zingari di ogni età costretti a radersi e a farsi il bagno.
10. “Ferencváros contro Újpest” (Programma di sport, TV2, “No Comment”, data incerta , Ungheria, in ungherese con sottotitoli in inglese, 3 min.)
Ultrà a una partita di calcio a Budapest che si rimandano a vicenda espliciti slogan razzisti come “Sporchi zingari! Sporchi zingari! Sporchi zingari!” la cui risposta è: “Siete solo un ammasso di ebrei Hey! Hey! Siete solo un ammasso di ebrei Hey! Hey!”
12. “Operazione Solstizio – sfratti a Beanfield 1985” (film documentario , estratti, Regno Unito, 1991, 10 min.)
Il film racconta la storia di come 420 persone furono arrestate il 1 giugno 1985, mentre andavano a Stonehenge per tenere l'11° People's Free Festival. Vengono usate riprese, conversazioni radio della polizia, fotografie e testimonianze personali per ricostruire quello che accadde in quella che rimase famosa come “battaglia di Beanfield”. Questo documentario presenta una stravolgente evidenza delle tattiche semi-militari che usò la polizia quando distrusse le abitazioni dei viaggiatori. Questo ritratto offre un ottimo retroterra per quello che – al suo tempo – rappresentò il più lungo procedimento civile nella storia legale inglese, quando 24 persone denunciarono la polizia per danni e brutalità.
Filmati contemporanei – Media e YouTube
13. “Meadowlands. Lo sfratto di una famiglia zingara” (film documentario, Regno Unito, 2004, 9 min.)
26 gennaio 2004, un campo nomadi a Meadowlands, vicino Chelmsford viene sfrattato, con quattro arresti, 30 persone scacciate dalla terra che possedevano e su cui stavano dal 2001. Il lavoro “sporco” viene affidato dal comune di Chelmsford a una ditta che si autoproclama “specialista nello sfratto di zingari e abusivi”, la Constant and Co., che ha il dovere di fare piazza pulita di banchi, barricate e fossati, e inoltre dei nomadi e dei loro sostenitori per ripulire la zona. Si trattò di un'operazione senza ordini giudiziari o ingiunzioni.
14. “Madre di un ladro zingaro” (filmato dalla TV pubblica ungherese , 1990, in ungherese con sottotitoli in inglese, 2 min.)
La madre di un ragazzo di 14 anni condannato per furto è intervistata da un corrispondente televisivo. Il riquadro è costruito in modo da includere anche il viso di un evidente malato di mente, che non ha nulla a che vedere con la storia.
15. “Ciganka” (filmato amatoriale, YouTube, Serbia, 2006 ?, 1 min.)
Filmato probabilmente girato con un telefonino su un incidente su un tram tra una donna Rom che viene quasi picchiata da un passeggero. La donna col suo bambino chiedono invano a chi filmava di smetterla di riprendere.
16. “Zingari nello show di Monika” (programma televisivo, Ungheria, data ?, 1 min.)
Il talk show mostra una scena – probabilmente combinata – di una coppia di Rom in cui essi litigano e si prendono a parolacce sulla scena.
17. “Intervista Cigansko” (programma televisivo, Macedonia?, data ?, 1 min.)
Intervista a una donna Rom nel programma “No Comment” (Bez kommenta). L'intera intervista è doppiata con risate da claque mentre appare la scritta “no comment”.
18. “Matisz mortal” (music clip, YouTube , 2006, 1 min.)
Montaggio di discomusic e immagini da un notiziario TV. Al centro del clip una ragazza Rom, abusata dai tabloid per aver avuto un bambino a 11 anni, e suo padre balbuziente. Le parole della canzone dicono: “Scegli il tuo destino” mentre si ripetono le immagini delle povere condizioni della famiglia, con un evidente proposito alienante.
19. “Mostarski cigani” (filmato amatoriale, YouTube, Bosnia-Herzegovina, date ?, 2 min.)
Il filmato mostra giovani Rom che tentano di riciclare beni dall'immondizia. La persona che filma non si cura della richiesta dei Rom di non essere riprese in quelle condizioni.
20. “Opita ciganka” (filmato amatoriale, YouTube, Czech Republic?, date ?, 1 min.)
Tipico caso di un ritratto negativo di una donna ubriaca e fuori controllo. Il filmato, fatto con un telefonino, è stato fatto e condiviso con l'evidente scopo di degradare i Rom.
OSA Archivum: www.osaarchivum.org
INFORMAZIONI:
Chiuso il lunedì
Ingresso libero
Per raggiungere Palazzo Pisani, Calle delle Erbe (Campo Santa Marina), Cannaregio 6103: