Stagione di Prosa 2007.2008
La Sposa Persiana
Mestre, Teatro Toniolo
dal 28 al 29 Maggio 2008 ore 21:00
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| Mariano Rigillo e Debora Caprioglio |
(spettacolo posticipato dalla data prevista 16-17 aprile)
La Piccionaia – I Carrara
Teatro Stabile di Innovazione / La Biennale di Venezia
da Carlo Goldoni
testo e regia di Giancarlo Marinelli
con Mariano Rigillo, Debora Caprioglio, Anna Teresa Rossini, Liliana Massari, Edoardo Ciufoletti
La sposa persiana è senza dubbio una delle commedie più “anomale” di tutta la grande produzione di Carlo Goldoni.
Non tanto e non solo per la sua ambientazione esotica, lontana da calli, vicoli, campielli e piazze, (siano esse appartenenti alla madre Venezia o alla matrigna Parigi), quanto per il tono “tragicomico”, cadenzato da una esuberante sensualità e da un’accigliata, risentita, a tratti cinica descrizione dell’animo dei protagonisti.
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| Anna Teresa Rossini |
Il tessuto narrativo, apparentemente, rimanda alla consueta architettura goldoniana; la sposa persiana, a cui il titolo allude, neutralizza con ferma determinazione e con commossa partecipazione il caos amoroso di cui è preda il giovane marito, il viziato e vizioso Tamas, riuscendo a vincere il quasi ipnotico legame che unisce quest’ultimo ad una bellissima, “panterina”, schiava dell’harem chiamata Ircana, assoluta, prepotente padrona del cuore di Tamas. E’ indubbio che un progetto di allestimento scenico de La sposa persiana, getta interessanti ed inquietanti spunti sulla finestra drammatica del presente.
Se gli spettatori contemporanei a Goldoni venivano affascinati da elementi narrativi per loro immediatamente riconoscibili, dove identificavano le tracce di un mondo lontano e per questo ai limiti del favolistico, per il pubblico di oggi invece la condizione femminile raccontata dalla penna goldoniana, in un territorio come l’antica Persia, oggi scenario di guerra, di minaccia, di diritti delle donne violati, (o valorizzati, a seconda della prospettiva…), da quella che non esito a definire una potente teocrazia, viene genialmente risolta nel liberatorio finale del riscatto definitivo della schiava, grazie all’intervento di un’altra donna, la sposa persiana, appunto.