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Stagione di Teatro Contemporaneo 2007-2008

Macbett a Pallano

Mestre, Teatro Aurora
il 19 Aprile 2008 ore 21:00

Eugéne Ionesco
Eugéne Ionesco
Da Eugène Ionesco


Progetto scenico, testo e regia di Stefano Angelucci Marino
con Giacomo Vallozza, Giuliano Bonanni, Chiara Donada, Carmine Marino, Tommaso Di Giorgio, Antonio Crocetta, Fabio Ventura, Gianluca Castellano e Stefano Angelucci Marino

Lavoro di maschera, training fisico e vocale: Giuliano Bonanni
Consulenza scientifica di
Adriana Gandolfi
Scene e costumi
di Paola Dell’Aquila
Maschere di 
Stefano Perocco di Medusa
Luci e suono di
Seby Marcianò
Assistenza tecnica 
Free Power Service

Una produzione 
Teatro del Sangro/Compagnia I guardiani dell’oca e Academia de gli sventati in collaborazione con Associazione Culturale “Experio” di Ortona Associazione culturale “Il Ponte” di Lanciano.

Prima regionale


Info e biglietti


Il problema della libido dominandi è il centro del Macbett di Ionesco, un po’ rifacimento, un po’ parodia, filtrata su Jarry, del capolavoro shakespeariano, basato sulla paranoia della sete di potere, cancro velenoso che corrompe gli animi anche dei più onesti non appena se ne impossessa. Nel Macbett, Ionesco ironizza anche sulla teoria della Storia di stampo marxista: gli eventi fanno parte solo di un ingranaggio cieco e assurdo, ed anche un personaggio minore, Candor, ammette amaramente che: “La ragione del vincitore è sempre la migliore”.
In un’intervista Eugène Ionesco ha detto: “…per quali ragioni, attraverso quali sinistri meccanismi, dei rivoluzionari che dicono di battersi per instaurare dei regimi più giusti e più umani scivolano verso la tirannia? L’involuzione si ripete con una regolarità impressionante. (…) Analizzando molto bene questo rapporto tra potere e follia il critico polacco Jan Kott ha indicato il processo mostruoso che induce un giovane principe nobile, puro e generoso, a detronizzare un vecchio re corrotto, crudele e vizioso, per diventare a sua volta corrotto, crudele e vizioso, per essere scacciato da un altro giovane principe... E così via nei secoli dei secoli.” 
Angelucci Marino, dopo le re-invenzioni da Jarry e Gogol’ (Ubu a Pallano e L’ispettore a Pallano) chiude questa “Trilogia della politica”, ambienta in un Abruzzo selvaggio-contemporaneo, immergendo questo testo nel tritacarne di una riflessione, di una immaginazione che ne accentua il lato grottesco.



Le Compagnie incontreranno il pubblico sabato 19 aprile 2008 – ore 17 - presso il Teatro Aurora



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