Teatro Toniolo Stagione di prosa 2003/2004
Alberto Giusta - Antonio Zavatteri - Wilma Sciutto MISURA PER MISURA
Mestre, Teatro Toniolo
dal 18 al 19 Febbraio 2004 ore 21:00
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| Foto di scena |
di William Shakespeare
Regia di
Jurij Ferrini
Produzione di
Progetto U.R.T.
Teatro Stabile di Genova
turni A B
Info Ticket
Misura per misura è un vero capolavoro, una commedia particolare, incentrata sul tema della giustizia.
Vincentio, duca di una immaginaria Vienna, sentendosi colpevole iella mancanza di ordine e di ogni senso morale nella sua città, interrogandosi sulla vera essenza del potere e della giustizia, decide di lasciare il governo al suo vicario, Angelo. In realtà nascondendosi sotto un saio da frate egli resta a Vienna, in gran segreto, con la speranza di osservare un cambiamento nel governo della città.
Angelo, uomo virtuoso ed integerrimo, amministra la giustizia con estrema severità e condanna a morte il giovane Claudio, colpevole di aver messo incinta la sua promessa sposa prima del matrimonio. La sorella di Claudio, Isabella, una giovane novizia, si reca da Angelo nel disperato tentativo di salvare la vita del fratello. Ma durante il loro incontro, Angelo si innamora perdutamente della meravigliosa Isabella e le propone un patto: il suo amore in cambio della vita del fratello. Sconvolta dalla meschinità di Angelo, Isabella si reca dal fratello in carcere e gli racconta tutto.
In carcere, il duca/frate, portando conforto ai condannati, viene a conoscenza del ricatto e decide di far luce sull'intera storia rimanendo nell'ombra. Consiglia ad Isabella di accettare per finta la proposta di Angelo e di pattuire però un incontro al buio e in silenzio. Poi il duca e Isabella si recano da Mariana, la promessa sposa di Angelo ripudiata in passato per ragioni di dote, e la convincono a concedersi ad Angelo, in gran segreto al posto di Isabella, per riottenere così il suo onore. Ma dopo l'incontro notturno Angelo non mantiene la sua promessa e ordina al bargello di tagliare la testa a Claudio prima dell'alba. II duca riesce a convincere il bargello a salvare la vita al condannato e a tagliare la testa ad un uomo morto di febbre in carcere; poi annuncia il suo ritorno e nella grande scena finale riunisce tutti e, con prove inconfutabili, svela ad arte l'ignobile misfatto di Angelo, svergognandolo pubblicamente e compiendo finalmente giustizia. Così Angelo viene dapprima condannato a sposare Mariana per riparare al suo onore e poi perdonato.
II percorso del Progetto U.R.T. viaggia ormai contro corrente rispetto all'andamento della maggioranza delle compagnie nate in questi anni: quasi tutte le giovani compagnie professionali operano sui testi sostanziali riletture e si rivolgono decisamente verso la sperimentazione e l'invenzione. U.R.T si pone come problema centrale la necessità della narrazione e si rivolge alla sperimentazione solo in fase di preparazione degli attori per poi asservire ogni ricerca al racconto, alla sintassi, alla logica del testo scritto; attingendo volentieri ai grandi classici del cosiddetto "Teatro di Repertorio" e potendo contare su una robusta preparazione degli attori, che in quest'epoca pare una merce rara e per questo ancora più preziosa.
«...Ferrini, a capo di una formidabile compagnia, come regista non è mai ovvio. Usando fantasia e rigore sa far palpitare un testo, gli dà vita senza forzare mai la mano, anche quando le sue soluzioni sembrano radicali e ardite. In questo caso ha lavorato con felicissimo accanimento sull'ambientazione, sull'epoca, sul clima teatrale, sui personaggi... attori giovani e in stato di grazia, che il pubblico ripaga con calorosi applausi.»
Osvaldo Guerrieri - LA STAMPA