Pino Basile, Domenico Acquaviva, Michele Ciccimarra, Francesco Montillo tamburelli, cupacupe, canne Gli strumenti musicali utilizzati per questo tipo di lavoro su un suono "originario", e nel contempo stratificatissimo, sono quelli comunemente usati da sempre per le sessioni musicali popolari: la cupa cupa, il tamburrello, canne, bottiglie, ecc. Alcuni hanno subito un adattamento funzionale, con un potenziamento per esigenze d'esecuzione, ma la logica ed il modello di partenza sono quelli rilevati ‘sul campo': strumenti realizzati con materiale povero e di riciclo, utilizzando ciò che si aveva a disposizione. Alcuni di essi entrano a buon diritto nella categoria degli strumenti effimeri, dove la finalità d'uso contingenete prevale sulla solidità di un ri-uso. A questi si aggiungono altri strumenti tradizionali come la fisarmonica, sintetizzatori elettronici e strumenti a fiato di svariate provenienze geografiche, oltre al contributo insostituibile della stessa voce umana. Una curiosità: la cupa cupa è il nome tribale delle zone appulo/lucane attribuito al tamburo a frizione, anch'essa in passato era diffusa un po' in tutta Europa sotto varie forme e nomenclature tribali. In passato era uno strumento che, in maniera ritualizzata, consentiva l'iniziazione degli adolescenti da parte degli anziani per l'ingresso nel mondo degli adulti, a partire dall'evocazione simbolica del moto a frizione della canna nell'incavo dello strumento: una specie di rito per l'educazione sessuale. Forse la cristianizzazione ha contribuito alla censura di questo strumento ancora in uso tra il ‘volgo' dei nostri territori.Pino Basile
Enzo Granella voce,
Massimo La Zazzera, flauti, bottiglie
Mirko Lodedo tastiere, fisarmonica, bottiglie
Ingresso libero con prenotazione dei posti disponibili presso
Associazione Culturale "Amici della musica di Venezia"
Tel. 041 2771008 Cell. 328 7372286
Il nome del complesso, In Cupa Trance, indica un insieme di processi di ricerca culturale/musicale (cupa), con incursioni nei "simboli" collettivi, legati agli aspetti performativi dell'idea del rituale (trance). Il punto di partenza si identifica nell'acquisizione storico-antropologica della cultura di in un'area geografica comprendente il versante appulo della Lucania ed il versante lucano della Puglia. Una zona che va dai calanchi descritti da Carlo Levi ai pascoli pietrosi dell'Alta Murgia.