| La facciata del Liceo G. B. Benedetti |
Liceo Scientifico G. B. Benedetti - Venezia
Ingresso libero
Programma
Una persona non potrebbe esistere senza la rete di relazioni che intrattiene con gli altri. L'identità delle persone non si rafforza, ma s'indebolisce o addirittura viene annientata se si riducono o si eliminano le relazioni con l'alterità in generale.
Anche la conoscenza che una cultura ha di se stessa deriva da questo confronto dialettico con l'alterità. La relazione costitutiva di ogni identità non sarebbe possibile se i soggetti della relazione non fossero elementi unici e irriducibili. Il dialogo è possibile solo se si condivide un presupposto decisivo, quello per cui la PAROLA appartiene alla natura stessa dell'uomo; la PAROLA è il mediatore; non c'è comprensione tra gli esseri umani senza la PAROLA. Il dire dell'uomo è essenziale alla sua natura: «L'uomo pensa perché parla e parla perché pensa». Il dialogo tra uomini appartenenti a culture diverse, permette di afferrare il significato del discorso dell'altro anche quando ci appare incolmabile l'abisso che separa il nostro universo concettuale dal suo. Solo il dialogo interculturale impedisce ai miti di diventare assoluti ed esclusivi, sfociando in posizioni di razzismo e conflittualità radicale. ..."LINES", linee, appunto da non superare, che dividono.
Noi non possiamo disarmare gli eserciti ma abbiamo il potere di disarmare la cultura, disarmare il mondo, a partire da se', a partire dal disarmare le nostre menti, permettendo un attraversamento più fluido, un passaggio più accogliente e creativo, dei nostri stessi disagi, le nostre stesse sofferenze.
Abbiamo il potere di "disarmarci" (e attraverso noi stessi disarmare il mondo) in maniera lenta, dolce e profonda da tutti i condizionamenti oppressivi che sono radicati - o anche che si formano attraverso il martellamento mass-mediatico - dentro di noi.