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Sotto la lente
VeniceMED(F)EST

SI è concluso il Venice Med(F)est,

Venezia, Varie sedi del Centro Storico; Mestre, Varie sedi della Terraferma

Il manifesto
Il manifesto
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Domenica 3 agosto, con il concerto di Gerardo Balestrieri al teatro Fondamente Nuove, si è conclusa la prima edizione del Venice Med(F)Est, il Festival delle culture del Mediterraneo e dell'Est Europa. Concepito e voluto dall'Assessorato alla Produzione Culturale del Comune di Venezia, il Med(F)Est ha imposto sin da subito, nonostante i tempi assai ristretti della sua gestazione, forti elementi di novità, dal fattivo coinvolgimento internazionale di partners associativi e istituzionali, alla generosa partecipazione finale di un pubblico di variegata estrazione sociale ed etnica, sempre attento a cogliere la qualità delle proposte, ma soprattutto la ricchezza interculturale dell'offerta complessiva. Una formula, quella del Med(F)Est, volta soprattutto a riscoprire la naturale vocazione della città a farsi testa di ponte per la (ri)scoperta delle migliori realtà artistiche del Grande Est e del suo mare, il Mediterraneo.

In un panorama culturale, quello italiano, spesso ripiegato su se stesso, piuttosto cauto nel confrontarsi con i fermenti ideali ed espressivi provenienti da territori "di confine", ma infinitamente più remoti rispetto alle suggestioni d'oltreoceano, ciò ha rappresentato un valore aggiunto, sotto il profilo culturale, di grande rilievo. Scenario naturale dell'operazione, un territorio articolato come quello del Comune di Venezia; laguna e terraferma, campi e calli veneziane accanto ai parchi mestrini, hanno accolto con varietà e naturalezza le differenti sezioni tematiche, a loro volta pensate per differenti target culturali e di pubblico.

Di qui ha preso corpo l'articolazione in cinque sezioni della rassegna: Le voci delle donne, Festa!, Jazz e World, Teatro in campo e Nuove Fondamenta.

Il pubblico più nostrano ha affollato tutti i concerti in Corte dei Cordami alla Giudecca, in cui la verve di conosciute band locali come gli Ska-J e i Lagunaria si è alternata alla novità di esplosive miscele sonore, come il sound elettronico-zigano degli ungheresi Mitsoura o i Tuareg Blues.

Chi è stato personalmente "coinvolto" nello spettacolo si ricorderà a lungo della Fura dels Baus, nella sezione Teatro in campo, che ha registrato il tutto esaurito al Palasport dell'Arsenale. All'esterno, spettatori sempre numerosi ed assiepati ovunque per gli spettacoli proposti nei campi di Venezia da Pantakin, dove la commedia dell'arte è stata alternata a momenti di autentica poesia, con i monologhi di Scarpagnante e le acrobazie musicali del Quartetto Euphoria, e di graffiante vena sarcastica, con gli irrefrenabili clown "cattivisti" di Rubbish Rabbit e le gag irresistibili di Fair Play.

Forte Marghera, per la sua collocazione facilmente accessibile per l'entroterra regionale, è stato teatro della sezione Festa!, a beneficio di un pubblico proveniente da tutto il Triveneto, che ha affollato non solo i concerti clou di Khaled e dell'Orchestra di Piazza Vittorio, ma ha anche partecipato con entusiasmo ai ritmi indiavolati della Taranta, con il Canzoniere Grecanico Salentino, e che ha apprezzato la fantasia e l'abilità degli spagnoli Tactequetè.



Una scommessa "in divenire"

L'Assessora Luana Zanella
L'Assessora Luana Zanella
E' nato un nuovo festival a Venezia, che  si propone come laboratorio per il dialogo tra i popoli e le culture dello spazio Euro-Mediterraneo e dell'Est Europa attraverso la promozione e la rappresentazione delle contaminazioni tra le discipline artistiche e le ricche e diverse tradizioni musicali che abitano un'area geografica così vasta e articolata. L'obiettivo che sta alla base di questo nuovo e ambizioso progetto dell'Assessorato alla Produzione Culturale del Comune di Venezia, è quello di contribuire, attraverso le arti performative alla creazione di un'identità Euro-mediterranea come risultato di un processo di interazione, conoscenza e scambio.  Lo spirito che anima la manifestazione è la convinzione che Venezia debba rappresentare un crocevia delle culture e tradizioni fra l'Europa e il Mediterraneo come le si addice per ragioni storiche, economiche, geografiche e culturali.
 
Il festival, strutturato in diverse sezioni tematiche e disciplinari, si realizza in varie parti del territorio comunale insulare e di terraferma con un programma attento alla qualità e alla partecipazione. Un ricco calendario di eventi articolato e vario rivolto a giovani, bambini, famiglie, cultori della musica etno e jazz, del teatro e turisti attenti alla qualità. Una manifestazione pensata e costruita per raggiungere sia un pubblico locale e regionale che il pubblico internazionale, e che punta entro la seconda edizione (2009) a divenire uno dei principali festival di world music, etnojazz e teatro popolare d'Europa.
 
Una manifestazione che vedrà dal prossimo anno come partner diversi paesi attraverso la collaborazione delle istituzioni culturali (ministeri della cultura e del turismo, ambasciate, fondazioni); già nelle settimane scorse hanno dichiarato il proprio impegno per il prossimo anno Ungheria, Polonia, Romania, Grecia. A partire da questa prima edizione, malgrado i tempi ristretti dal lancio del progetto (aprile 2008), la Spagna parteciperà all'evento offrendo e presentando uno dei suoi più importanti gruppi di jazz fusion.
 
Il festival, promosso e coordinato dall'Assessorato alla Produzione Culturale e alle Relazioni Internazionali del Comune di Venezia, per l'edizione 2008 si avvale della preziosa collaborazione del Servizio Cittadinanza delle Donne e Culture delle Differenze/Centro Donna Multiculturale del Comune di  Venezia, del Ministero della Cultura Spagnolo e del Consolato Onorario di Spagna a Venezia, delle Municipalità di Venezia, Murano e Burano e di Mestre Carpenedo, di Marco Polo System, Venezia Spettacoli, Pantakin Venezia, Vortice e Teatro Fondamenta Nuove, Mediaculture, il Suono Improvviso, Veneto Jazz, Associazione Culturale Ichnusa di Mestre, Associazione Margine Migrante.
 
Fondamentali i contributi degli sponsor: Casinò di Venezia e Marketing & Eventi in qualità di main sponsors per il loro importante apporto e la convinta collaborazione, e l'Hotel Hilton per la prestigiosa ospitalità degli artisti. 



"Contemporaneità" e festa popolare

di Luana Zanella

La scommessa principale di un festival aperto alle relazioni ed intrecci fra culture diverse, attraversando declinazioni molteplici di linguaggi musicali e teatrali, è forse quella di realizzare un ideale punto di incontro tra due dimensioni differenti; da un lato il respiro "internazionale" delle partecipazioni, dall'altro la valorizzazione del rapporto "locale" con i vari luoghi di spettacolo. Quest'anno, l'Assessorato alla Produzione Culturale ha definito un percorso denso e variegato di proposte, con una consonanza di voci diverse a diretto contatto con location  sempre suggestive; Khaled a Forte Marghera, i Mitsoura alla stupenda Corte Cordami della Giudecca, il Quartetto Euphoria all'Erbaria di Rialto, fra gli altri, disegnano un percorso di "attraversamento" ideale dell'immaginario etnoculturale di inizio millennio, in una forte caratterizzazione mediterranea, con qualche tappa di assoluto rilievo per un ripensamento profondo sul presente (come La Fura dels Baus all'Arsenale). Ci auguriamo che il programma, curato dal Servizio Eventi,  possa soddisfare le aspettative di un pubblico sempre più sensibile a quanto di giorno in giorno si evolve e si attesta, nei vari codici espressivi, all'interno della cosiddetta "contemporaneità". 

Luana Zanella - Assessora alla Produzione Culturale


 

Filosofia del Festival


Med(f)est, gioco di parole che mescola input e suggestioni diverse: (med)iterraneo, radice vitale prolifica su cui si innestano vari linguaggi e tradizioni espressive; (f)est, semplice evocazione di "festival", o semplificazione ulteriore verso un'idea di "festa" che coinvolge Venezia e Terraferma, con l' "est" ad aprire dal canto suo una prospettiva a sé stante verso i paesi e le culture dell'Est Europa mai come oggi popolati di molteplici punti di attrazione, slanci del fantastico.


I Tectequeté
I Tectequeté

Aprite questi fogli, e scorrete a colpo d'occhio i programmi di ogni sezione; una vena accesa di suggestioni musicali dal sapore etnico, con nomi di rilievo come Khaled, gli ungheresi Mitsoura, le sonorità balcaniche di Fanfara Tirana, i guizzi polistrumentali dell'Orchestra di Piazza Vittorio, si intreccia a un carnet di spettacoli da non perdere, che partendo dagli "Incontri" sul palcoscenico aperto dei luoghi veneziani di Teatro in Campo, attraversa l'impatto dissacratorio de La Fura dels Baus, fino a toccare sensibilità e modi espressivi eterogenei e stimolanti; dal sound popolare di Giovanna Marini alla verve folklorica del Canzoniere Grecanico Salentino, passando per il pattern sonoro raffinato dei Tectequeté, il focoso sound rap del sud Italia di  Caparezza e dei Sud Sound System e di altri grandi protagonisti dell'orizzonte (etno)musicale contemporaneo; con il coinvolgimento prezioso di un' "officina" veneziana di cultura e spettacolo come il Teatro Fondamenta Nuove. Saltando di sezione in sezione (da prendere come contenitori "aperti", piuttosto che come vincoli tematici in senso stretto), riecco spuntare la Festa della musica veneziana per eccellenza, Venezia Suona, assieme alla "prima" di Venezia Jazz Festival. Una (f)est(a) dal sapore mediterraneo, per un'estate di intrattenimento coinvolgente, e di apertura incondizionata al dialogo fra diverse culture e tradizioni del bacino del mediterraneo e dell'Est Europa.


Massimo Macaluso, Calogero Lo Giudice


Programma cronologico

Le sezioni

Le voci delle donne

Festa!

World Jazz

Teatro in campo

Nuove Fondamenta





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