XXIV Stagione di Musica Sinfonica e da Camera 2009 - 2010

Grigory Sokolov

Mestre Teatro Toniolo
Mercoledì 4 Novembre 2009 - 21:00
 

Grigory Sokolov

Grigory Sokolov, pianoforte

Programma
del concerto

F. Schubert
Sonata in re maggiore
op. 53 D 850

R. Schumann
Sonata per pianoforte
op. 14 in fa minore



Programma generale

Abbonamenti / Biglietti



Grigory Sokolov
è oggi considerato uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni e i suoi recital ricevono ovunque trionfali accoglienze. La critica esalta la serietà e la profondità del suo pensiero musicale unitamente all’originalità interpretativa e all’infinito dominio tecnico.


Nato a Leningrado, Grigory Sokolov ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni e a sedici, ancora studente, ha raggiunto fama mondiale vincendo il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky di Mosca.

Tutti coloro che ebbero l’occasione di ascoltare Grigory Sokolov all’inizio della carriera ricordano la maturità delle sue esecuzioni e l’incredibile forza del suo pianismo.


Il suo repertorio è stato fin dagli esordi particolarmente ampio e spesso il pubblico ha avuto modo di ascoltarlo in programmi che ai grandi classici affiancavano autori talvolta inusuali del repertorio clavicembalistico e del XX secolo.

In 40 anni di carriera Grigory Sokolov ha suonato nelle più importanti sale da concerto del mondo e ha collaborato con più di duecento direttori tra cui Myung-Whung Chung, Valere Gergiev, Neeme Järvi, Sakari Oramo, Trevor Pinnock, Andrew Litton, Walter Weller, Moshe Atzmon, Herbert Blomstedt e molti altri.


Benché l’attività con orchestra negli ultimi anni abbia avuto un ruolo sempre più marginale, Grigory Sokolov ha comunque trovato spazio per collaborazioni con importanti orchestre quali la Philharmonia di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, i Münchner Philharmoniker, la New York Philharmonic, la Montreal Symphony, l’Orchestra del Teatro alla Scala e le Filarmoniche di Mosca e di San Pietroburgo.

Nella stagione 2008/2009 il pubblico europeo ha potuto ascoltare Grigory Sokolov in recital alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Royal Festival Hall di Londra, al Concertgebouw di Amsterdam e ancora a Monaco, Amburgo, Zurigo, Madrid, Barcelona, Helsinki, Stoccolma etc.

Nell’estate del 2009 ha suonato al Festival di Salisburgo, al Klavier Festival Ruhr, al Festival de Colmar e al Festival de la Roque d’Anthéron.



Per cogliere l'approccio di un esecutore al pianismo classico e romantico, spesso risulta utile fare un passo indietro, e soffermarsi sulle modalità di avvicinamento sonoro alla musica di Bach, autore che Sokolov mantiene saldamente in repertorio. Come accade ai più grandi, nel Bach di Sokolov le sfumature interpretative non seguono a priori i dettami di una data "corrente" di pensiero musicale, non di rado molto rigidi, ma si attagliano di volta in volta alle ragioni squisitamente musicali di ogni singola scelta. Duplice è l'incarnazione pianistica di Bach (che, come si sa, in realtà componeva per organo e clavicembalo): da una parte le trasposizioni dirette dalle partiture per clavicembalo, che richiedono all'esecutore di tenere ben presente il salto idiomatico dalla secchezza ritmica del pizzicato alla percussione più morbida del martelletto; dall'altra, le trascrizioni per pianoforte, che presuppongo l'intervento ricreativo di un autore terzo, chiamato a declinare nella partitura bachiana (il più delle volte per organo) la propria sensibilità pianistica, di fatto dando vita a qualcosa di nuovo (come nelle trascrizioni di Liszt, Reger, Busoni).






L'approccio di Sokolov, quindi, penetra nella ragion d'essere storico-estetica della partitura; nella trasposizione del Contrappunto n. 6 dell'Arte della Fuga, opera quasi certamente scritta per clavicembalo, il musicista russo amplifica l'enfasi ritmica con la tenuta assai lunga delle note puntate e l'intensificazione del contrasto fra accenti forti e deboli; l'effetto è estremamente efficace, di grande asciuttezza espressiva e vigore ritmico (fonte Youtube: ALUAFLUTUA)








Di tutt'altro tono è il corale per organo Ich ruf zu dir, trascritto da Busoni nelle coordinate di un estetizzante tardoromanticismo; ecco che Sokolov in questo caso
sembra accarezzare le note, vivificando di caldi armonici la melodia del corale in un trattenuto dal colore sfumato, reinnestando l'universalità bachiana in un climax espressivo molto più vicino alla sensibilità moderna. Ed è l'atmosfera chiaroscurale destinata a permeare, ne siamo certi, anche la lettura di Schumann in programma al Toniolo, autore ben attento a non disperdere, nel sonatismo ottocentesco, la lezione contrappuntistica del genio di Eisenach (fonte youtube: AntonioDGO )

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