Revolverate

Mestre Teatro della Murata
Da Giovedì 12 a Sabato 14 Aprile 2012. Ore 21:00. Compresi Domenica 15 Aprile 2012.
 
Mario Esposito
 

Con Monica Zuccon, Mario Esposito, Salvatore Esposito

Regia di Piermario Vescovo
Una produzione Café Sconcerto



Biglietti

Ingresso unico €10,00

Posti limitati.

Prenotazione consigliata al n. 041989879 (segreteria telefonica)



Café Sconcerto presenta sotto il titolo di Revolverate una coppia stranamente assortita:

- Pericolosamente, una farsa del giovane Eduardo De Filippo       

- Il Calapranzi, un atto unico di Harold Pinter.

Pretesto per metterli insieme, avvicinando due terreni o repertori apparentemente lontani, sono i colpi di pistola che si ritrovano nell'uno e nell'altro, pensando ovviamente che i due testi possano tra loro dialogare.


Infatti, in Pericolosamente, Arturo Tira un colpo di rivoltella alla moglie Dorotea a cui spara quotidianamente a salve, facendo quasi morire di paura l'ignaro amico Michele (atto unico per tre personaggi); Si gira con la pistola puntata verso la porta , recita invece l'ultima, agghiac-ciante didascalia de Il Calapranzi di Harold Pinter (The Dumb Waiter), atto unico datato 1957, che vede due killer attendere in un seminterrato l'ordine di un'esecuzione, che dovrà giungere da un piano superiore attraverso un misterioso, a tratti metafisico, elevatore per vivande o, appunto, calapranzi .

I colpi di pistola spalancano, infatti, le prospettive della divertentissima farsa venata di assurdo in Eduardo e sospendono, invertono bruscamente, col dispiegarsi del tragico, il quotidiano e comi-co tempo dell'attesa di Pinter.

Meno stranamente assortita è la coppia costituita dai fratelli Mario e Salvatore Esposito, i cui mestieri del teatro e più in generale, il vissuto familiare e l'abitudine costituiscono la materia dello spettacolo.


Il Calapranzi è stato pensato per loro da Piermario Vescovo come un'occasione ideale so-spesa tra la verità del rapporto di sangue e la finzione della recita spesso difficili da distinguere e separare. Il testo è stato scomposto e ricomposto in una chiave quotidiana e locale, con assoluta fedeltà all'originale, a partire dal carattere degli interpreti.

La farsa di Eduardo che chiude lo spettacolo, già più volte da loro rappresentata nei decenni passati, è qui ripresa insieme a Monica Zuccon nella parte della moglie.


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