Teatro Fondamenta Nuove - Stagione 2011/12

Dark Dark Dark

Venezia Teatro Fondamenta Nuove
Mercoledì 18 Aprile 2012 - 21:00
 
Dark Dark Dark  
 

file : under : music   



Kristen Marie Invie (piano, fisarmonica, voce)   

Marshall LaCount (banjo, clarinetto, voce)   

Walter McClements (tromba, fisarmonica)  

Adam Wozniak (basso)  

Mark Trecka (batteria)  


Evento in collaborazione con Metricubi e AnotherGreen



Violoncello, banjo, fisarmonica, contrabbasso, piano e la voce inconfondibile di Nona Marie Invie: questi gli ingredienti del folk-pop orchestrale dei Dark Dark Dark, sestetto di Minneapolis in arrivo al Teatro Fondamenta Nuove mercoledì 18 aprile alle 21 e il cui disco Wild Go è tra le cose più avventurose e magiche ascoltate negli ultimi mesi.

Bene ha fatto l'etichetta Melodic a pubblicare in Europa il disco, uscito precedentemente solo negli Stati Uniti, perché di Europa ce n'è tanta nei solchi di queste tracce, che evocano gli scenari bucolici di una terra d'Albione ottocentesca e la dolce malinconia e il vagheggiare romantico della musica gitana. Il tutto shakerato con l'effervescenza del suono di New Orleans e le profondità acustiche del Midwest.

Sintesi di linguaggi e nomadismo, dunque; e non solo come cifra stilistica ma anche come stile di vita. Lo conferma l'esperienza dei Dark Dark Dark nel progetto Swimming Cities of the Switchback Sea a cura dell'artista Swoon: una serie di zattere/installazioni realizzate con materiale di scarto, polistirolo e legno che nel 2008 hanno attraversato il fiume Hudson (tra le città di Troy e New York) e nel 2009 hanno fatto tappa sull'Adriatico e partendo da Koper (Slovenia) sono approdate a Venezia, portando alla Biennale performance galleggianti/itineranti e un forte messaggio ambientalista che forse qualcuno ricorda.

Non inganni però l'apparenza un po' hippy e l'aria strampalata dei nostri.

I Dark Dark Dark sono musicisti notevoli e ciò che colpisce più di ogni altra cosa in Wild Go è la maturità compositiva ed esecutiva: un'impostazione post-accademica e minimalista è il modus operandi che sottende l'album e dona ai pur rigogliosi arrangiamenti un tono asciutto e delicato, un'epicità mai ridondante.

Come un tornado in punta di piedi.

Se vi piacciono The National, Low e Black Heart Procession (band con le quali Dark Dark Dark hanno diviso il palco innumerevoli volte), ma anche le armonie vocali dei Fleet Foxes, la contaminazione di Beirut e le atmosfere sospese dei Beach House, ma anche se siete curiosi di immergervi in sonorità da sogno, questo è il concerto che fa per voi.


Solo la forza d'animo dei Dark Dark Dark può salvare una giovane band dalle bollette da pagare e dall'affitto. I nostri, un bel giorno, hanno semplicemente deciso che non avrebbero avuto né una casa, né men che meno bambini per almeno quattro anni e sono partiti alla ventura, in barba a tutti i musicisti oppressi dalle cambiali e dal timbro del cartellino. Questo spirito nomadico ha evidentemente contagiato anche la musica stessa dei Dark Dark Dark (sentite la giostra gitana dell'iniziale In Your Dreams ), così come la propria autoironia - scelsero il proprio nome come caricatura della musica che facevano allora - alleggerisce il flebile, delicato pathos delle canzoni di questo Wild Go . Il disco esce quest'anno in Europa attraverso la Melodic, dopo esser stato pubblicato negli Stati Uniti ancora nel 2010.

A dir la verità, così hippie fuori tempo massimo non sembrano, i Dark Dark Dark, dalla loro musica. Prendiamo una ballata pianistica come Something For Myself e avremo tutti gli ingredienti necessari a decifrare Wild Go : un classicismo quasi affine alla gravità di Agnes Obel e Anja Plaschg, rotto dal cristallino afflato canoro della cantante e frontwoman, Nona Marie Invie, che dona ai volteggi delle canzoni il vibrante romanticismo di una Victoria LeBlanc, insieme al caratterizzante accompagnamento di fisarmonica (mai caricaturale, comunque). Con la stessa ricetta si palesa il bel singolo Daydreaming, magico gioco di riflessi, voluttuoso sovraccarico emotivo, in grado di farti risuonare come una corda nella sua sommessa maestosità. Eleganti valzer (Say The Word e soprattutto la struggente Celebrate, idillio beirutiano) dipingono un dolente carnevale di straccioni e sbandati, in perenne vagabondaggio su zattere e carri, mentre la frivola Right Path racconta, alla maniera dei Loch Lomond, un'ebbra e amara parabola. Ma si trovano anche tracce, nelle loro tessiture cameristiche, dell'impeto radioheadiano degli Other Lives (Heavy Heart). Wild Go ha insomma il physique du rôle di un disco di grande caratura pop, costruito con eleganza (la toccante Robert ) ma anche con quell'ironia (Andrew Bird?) che spesso manca ad altre giovani autrici, o band in generale. Una caratteristica preziosa, unica, da custodire come un piccolo tesoro, come la propria anima ONDAROCK



Ascolti:

Dark Dark Dark - Wild Go/Bright Bright Bright [Melodic, 2011]

Dark Dark Dark - The Snow Magic [Blood Union, 2008]


Web:

http://www.brightbrightbright.com/



BIGLIETTI


Intero € 15

Ridotti € 12 [residenti Comune di Venezia, studenti, anziani (over 65), CinemaPiù, Rolling Venice, Carta Giovani, Venice Card, San Servolo Card]

Soci Vortice € 8

Giovani a Teatro € 2.50



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