Il giorno della memoria 2013

Giorno 177

Mestre Centro Culturale Candiani
Sabato 26 Gennaio 2013 - 18:00
 
Foto di scena

Uno spettacolo di e con Marcello Serafino



Associazione Culturale T.I.R.TeatroInRivolta


Regia di Lucia Falco


Liberamente ispirato alla storia di Johann Georg Elser
 

Biglietti

Ingresso unico 5 euro

Biglietti in vendita alla biglietteria del Centro e on line sul sito http://www.biglietto.it/  (diritto di prevendita 1 euro)



Programma del Giorno della memoria


Io Johann Georg Elser, in un giorno lontano aprii gli occhi e mi apparve il futuro. Vidi aerei lanciare bombe, e prigionieri condotti a morire, e svastiche issate sulle macerie...



Partendo da questa storia realmente accaduta, Lucia Falco e Marcello Serafino precipitano il pubblico all'interno del campo di concentramento di Dachau, luogo ove Elser venne imprigionato dopo la cattura.


Utilizzando l'anarchico tedesco come ideale "Virgilio", Giorno 177 è uno spettacolo che racconta l'inferno glaciale dei campi nazisti, gli esperimenti medici cui erano costretti donne e uomini, il lavoro durissimo, il sogno della fuga. Una messa in scena essenziale, un solo attore a impersonare le infinite facce del dolore e della speranza, un costante gioco tra musica, rumore e movimento.

Giorno 177 fa arretrare la parola innanzi al corpo, rendendola essenziale, minuta e precisa, esaltando nel contempo l'anatomia del protagonista, lasciando raccontare la storia dai suoi nervi, dai suoi muscoli, dal suo respiro. Un modo, diverso, per liberare emozioni, che rende la pelle, la carne e il volto sorgenti di immagini. Il meccanico rituale della conta dei giorni, il lavoro forzato a contatto con le pietre, la pioggia che scivola sui vetri, gli esperimenti di resistenza alla pressione atmosferica, al congelamento e alle scariche elettriche, il tunnel segreto scavato centimetro dopo centimetro, la fuga sognata e mai realizzata, sono capitoli diversi e paralleli all'interno della storia di Elser, frammenti di una quotidianità chiusa dal filo spinato, eppure instancabilmente ad un passo dal cielo.


Quello che colpisce della figura di Elser, è come un singolo uomo abbia potuto avere una visione talmente chiara di quello che avrebbe portato il nazismo, con i suoi cinquanta milioni di morti e la distruzione di intere città. Un dono che si potrebbe definire come "il talento di vedere lontano", o come "la capacità di farsi veggenti". Una prerogativa, sublime, mortificata e racchiusa dalla scansione dei numeri: sette minuti, per fallire il sabotaggio della storia moderna, e 177 giorni, per chiudere gli occhi e seppellire l'incubo di Dachau oltre le palpebre.


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