Teatro Fondamenta Nuove 2012/13

Tutti i colori del mondo

Venezia, Ca' Pesaro
Da Giovedì 7 a Domenica 10 Febbraio 2013. Ore 18:00. Compresi Martedì 12 Febbraio 2013.
 

Foto di scena

  

Carnevale di Venezia 2013   



di Giovanni Montanaro   

adattamento drammaturgico e regia di Giuseppe Emiliani

con Susanna Costaglione e Alberto Fasoli

musiche composte ed eseguite dal vivo da Germano Scurti


una produzione Teatro Fondamenta Nuove



In un progetto speciale pensato per il Carnevale di Venezia 2013, nell'affascinante spazio del Galleria Internazionale di Arte Moderna di Ca' Pesaro, da giovedì 7 a martedì 12 febbraio alle 18 (chiuso lunedì), il regista Giuseppe Emiliani mette in scena Tutti i colori del mondo, una emozionante riduzione teatrale del romanzo omonimo dello scrittore veneziano Giovanni Montanaro, finalista del premio Campiello 2012, edito dalla Feltrinelli.

La protagonista e voce narrante è Teresa Senzasogni. La sua lunga appassionata lettera a Van Gogh. Una lettera in cui cerca di sbrogliare la matassa della sua vita ed andare alla ricerca di se stessa  e, nello stesso tempo, ricordare il suo innamoramento per Van Gogh, conosciuto a Gheel, il paese dei matti.

Grazie a Teresa il giovane pittore, povero vagabondo, si avvicina all'arte. Conosce i colori. E di colori è piena questa storia commuovente, delicata e forte. Intensa e  vigorosa  come  l'arte di Van Gogh.

In scena Susanna Costaglione e Alberto Fasoli, con la musica composta e eseguita dal vivo al bayan da Germano Scurti.



Questo romanzo del giovane scrittore veneziano Giovanni Montanaro, finalista del Premio Campiello 2012, è stato davvero una piacevole sorpresa.

Sono stato immediatamente attratto dalla prosa dell'Autore per l'estrema intensità del registro narrativo utilizzato, semplice e intenso al tempo stesso come i dipinti di Vincent Van Gogh co-protagonista, suo malgrado, delle vicende occorse nel piccolo paese di Gheel (Belgio), nel 1881.


Questa località, meglio conosciuta come "il paese dei matti", è il luogo dove è nata Teresa Senzasogni, la reale protagonista (e narratrice in prima persona) di questa lunga e appassionata lettera indirizzata appunto a Vincent Van Gogh, da lei incontrato in circostanze fortuite: Teresa non è pazza, ma è stata registrata come tale all'anagrafe di Gheel per poter godere, come è d'uso in quel villaggio fiammingo, dell'ospitalità della famiglia Vanheim.

Nel ricordare l'incontro con il famoso artista, il tono narrativo utilizzato sembra ricalcare, sul piano letterario, la dolcezza, la semplicità e al contempo l'intensità della mano di Van Gogh: Teresa dispiega cuore e mente in meravigliosi ricordi, e negli occhi di chi legge appaiono in maniera quasi magica le tinte forti, le linee nette e semplici, l'arte per certi versi essenziale ma al contempo forte e vigorosa di Van Gogh.


Di colori è pieno questo libro e bisogna dire che Giovanni Montanaro è proprio bravo nell'intingere la penna nella tavolozza dei colori, con quella domanda di Teresa - A cosa servono così tanti colori? - che riecheggia a ogni pagina. Alcuni esempi, a partire dalla città in cui il romanzo è ambientato, Gheel, che significa giallo ("anche se nessuno sa perché"):

"C'era una notte stellata, e un cipresso. Dentro il cielo c'è come un vento di stelle, fatto a turbine, tutto giallo, e le stelle sembrano vuote, sembra che sposino la notte, che se la portino via. E' una danza e una lotta. Non ho mai visto stelle così luminose. Fanno sognare. Pare che pulsino fuori dal quadro, che la cornice non esista. Il cipresso è bello, è l'unica cosa immobile, fermo come un obelisco, e il resto gira, si muove. Il cielo pare occuparsi di noi, giocare con noi, portarci i miracoli. Quello che avete dipinto mi sembra il vento che c'era quando sono nata. E il villaggio che sta lì sotto, in penombra, e sembra muoversi anche lui, è un villaggio come gli altri, pieno di famiglie e di case, con i suoi dubbi e le sue preghiere. Potrebbe essere Gheel".


E ancora:

"Mia madre mi tratteneva dentro il suo sogno, e dietro di lei, piano piano, sono cominciati ad arrivare i colori, prima il giallo, poi il rosso, il blu, l'arancio, il verde, l'azzurro, uno dietro l'altro, uno in mezzo all'altro, io ci affondavo dentro, ci nuotavo, li spostavo con le mani, li mangiavo, i colori diventavano forme, ma forme strane, c'erano pere nere e castelli blu, cavalli rossi e carciofi gialli".

Fino alla constatazione: "Mi hanno salvato i colori".


Tutti i colori del mondo è un bel romanzo, scritto bene  e capace di raccontare, senza sbavature, una bella storia.  Un romanzo di anime pure e sensibili. Un libro commovente, dotto, leggero e scorrevole ma denso ed esigente.


G. Emiliani



Web:

http://www.carnevale.venezia.it/

www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5100342

http://youtu.be/LxCDvGilgJ0


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