I was born in your bed

Venezia Sala del Camino, Giudecca
Da Mercoledì 29 Maggio a Lunedì 30 Settembre 2013. Dalle 12:00 alle 18:00.
galleria foto


 

 

Daniel Pešta con i ragazzi sul set

di Daniel Pešta
Curatore: Jürgen Kaumkötter

La cerimonia di apertura si terrà il 29 Maggio alle ore 18 negli spazi dell'ex-convento dei SS. Cosma e Damiano, nella Sala del Camino, sull'isola della Giudecca, a Venezia. Vaporetto: fermata Palanca. La mostra si terrà dal 30 Maggio al 30 Settembre 2013.

Artista

L'artista multimediale ceco Daniel Pešta (1959) è presente in molte collezioni e musei europei. Quest'anno si è presentato nel Bundestag tedesco nell'ambito della mostra Kunst in der Katastrophe. Il progetto è stato sviluppato con la collaborazione ed il gentile supporto del signor Milan Horvát e dell'associazione rom di Lysá nad Labem.



Organizzazione: Museo Montanelli, Nerudova 13, 118 00 Praga 1, Repubblica Ceca.

Con questo titolo l'artista ceco Daniel Pešta presenta il suo progetto, con il patrocinio della Città di Venezia – Assessorato alle Attività culturali e del sindaco di Praga, doc. MUDr. Bohuslav Svoboda, CSc, in concomitanza con la 55. edizione della Biennale d’Arte di Venezia.

Negli spazi della Sala del Camino, nell'ex convento dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca, saranno esposte due video installazioni dal titolo I was born in your bed e un ciclo di ritratti dei bambini rom che hanno partecipato ai video dal titolo I am a gypsy and you?

 

Il tema centrale dell'intero progetto è la “questione rom”, un fenomeno sociale di grande attualità, ed in particolare il rapporto ambivalente, spesso associato a una serie di pregiudizi, del singolo individuo nei confronti della minoranza rom. L’artista si è concentrato soprattutto sulla generazione dei giovanissimi rom. Proprio in essa egli vede la chiave per la futura integrazione dei rom nella società maggioritaria. È questo il motivo per cui, nel suo lavoro, Daniel Pešta ha cercato di far luce sui sentimenti e sull'ambiente dei bambini rom e sulla percezione che essi hanno delle proprie possibilità di riuscire nella vita.

Se pensiamo alla vita dei Rom, spesso lo facciamo come se questa fosse qualcosa di estraneo al nostro modo di essere. Ma immaginiamo, per ipotesi, di avere un destino diverso, vale a dire di nascere rom. Forse ci scopriremmo capaci di modi di agire che attualmente per noi sono inimmaginabili, comportamenti totalmente diversi, che oggi, semplificando, definiremmo come 'problematici'. Comportamenti forse dovuti alla lotta per la sopravvivenza, forse scaturiti dalla paura od anche dalla rassegnazione, o comunque dovuti a ben altri fattori, ma fondamentalmente sempre incompatibili con la parola Speranza”, dice Daniel Pešta.


L’ installazione artistica video si compone di due grandi proiezioni lunghe sette metri il cui concetto si basa su un semplice principio, quello della foto scolastica. Due classi di bambini sono disposte in piedi nella tipica posa delle nostre istantanee di scuola. In mano tengono dei sacchetti di tessuto trasparente bianchi e neri, simili a quelli in cui gli alunni cechi portano a scuola le scarpe che indosseranno in aula. I bambini si raggruppano. I loro movimenti si riducono al minimo. Dopo un po' una voce adulta pronuncia, uno alla volta, i nomi dei singoli alunni. Man mano che i loro nomi vengono pronunciati, i bambini si mettono in testa i sacchetti che tengono pronti in mano. È sorprendente come i bambini rom si sottomettano volontariamente agli ordini. Reagiscono così uno dopo l'altro, fino a quando tutte le teste rimangono coperte. La trasformazione dell'individuo in folla si è così perfettamente compiuta.


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Eventi realizzati in: Sala del Camino, Giudecca