Io Sono Danza 2013/14

Contemporary Tango

Mestre Teatro Toniolo
Domenica 2 Marzo 2014 - 18:30
galleria foto


 

Kledi Kadiu

Balletto di Roma

direzione Artistica Walter Zappolini

Luciano Carratoni presenta

  

coreografia  e regia Milena Zullo

con Kledi Kadiu

 

musiche Francisco Canaro, Lucio Demare, Juan D’Arienzo, Carlos Gardel, Astor Piazzola, Osvaldo Pugliese, Anibal Troilo, Angel Villoldo,

 

maitre de ballet e assistente alle coreografie Piero Rocchetti

scene e costumi Giuseppina Maurizi

light designer Emanuele De Maria

 

cast compagnia: Placido Amante, Tayma Niane Baldò, Vincenzo Carpino, Michele Cascarano, Roberta De Simone, Anna Manes, Azzurra Schena, Raffaele Scicchitano, Sophie Tonello, Claudia Vecchi, Stefano Zumpano

 


PROGRAMMA


BIGLIETTERIA



In apertura
Progetto Supporter Danza

Je me souviens

Riccardo Meneghini

coreografia: Riccardo Meneghini

musiche: Demetris Zavros



L'opera, attraverso l'uso del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare un ballo: il tango sociale, che sempre di più sembra diffondersi nel nostro pianeta. Segnale ulteriore del fenomeno della globalizzazione che ancora una volta anche in questo ambito, come nel linguaggio della danza tutta, contamina, unisce, condivide. Il Tango sociale vissuto non più semplicemente come un ballo, con i suoi passi tipici, ma capace di divenire racconto di un modo di sentire tanto diffuso e così capace anche di percorrere con la sua musica ormai tutti i continenti della terra. L’opera creata per il Balletto di Roma esplora una nuova contaminazione tra il linguaggio contemporaneo ed il “minimalismo” dell’incontro tra corpi che parlano di tango: incontro di un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato modulo del balletto. Lo spettacolo narra l'abbraccio del tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni, desideri e  oblii, un abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo del proprio sé e portando in esso tutta quella memoria, consapevole e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo. Attraverso un rito che si consuma sempre uguale, in ogni dove, attraversando il tempo, la sala da ballo, propriamente detta Milonga, detta un codice di comportamento, attraverso il quale prende forma il ballo. L'uomo e la donna si ritrovano, come dentro una scatola nuova, superando ogni confine dentro quel mistico abbraccio, ritrovando in se stessi virilità e femminilità, che in questo ballo non hanno crisi di individualità. Preziosa e speciale diviene la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu, grazie al quale la virilità contenuta in questa danza diverrà ulteriore protagonista.

 

Sito Internet: http://www.ballettodiroma.com/  

Promo Video: http://vimeo.com/62122337


 

Balletto di Roma - Consorzio Nazionale del Balletto

ll Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di realtà straniere e l’etoile Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Nel corso dei suoi cinquant'anni di vita il Balletto di Roma ha visto il susseguirsi di prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, ma indubbiamente il suo profilo artistico attuale è il frutto dell'incontro con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia dal 2001 al 2007 con Cristina Bozzolini. Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano l'inizio di questo rinnovato percorso artistico a partire dalla stagione teatrale 2001/2002: in questi ultimi anni l'attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità e corposità delle opere allestite nel corso delle stagioni ( Don Chisciotte di Milena Zullo, Cenerentola e “Bolero, Serata d’Autore” di Fabrizio Monteverde, ben due riallestimenti del celebre Giulietta e Romeo di Monteverde che fu creato per il Balletto di Toscana, Lo Schiaccianoci di Mario Piazza), sia per le prestigiose collaborazioni con artisti ospiti come Andre De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego. Non ultimo in termini di importanza è da rilevare come nel corso delle stagioni l'intensa attività abbia poggiato su un crescente consenso di pubblico con oltre 500.000 presenze. È per la straordinarietà degli eventi nonché per la notevole richiesta che il Balletto di Roma presenta ogni anno tutto il suo repertorio, arricchito anche delle nuove produzioni a serata intera Otello (cor. Fabrizio Monteverde), Contemporary Tango (cor. Milena Zullo), The Arena Love e “Ambiguity” (cor. Michele Pogliani), La morte e la fanciulla (cor. Paolo Santilli) e per le annualità 2013 e 2014 “The Quartet” (cor. Paolo Mangiola, Marco Schiavoni, Toni Candeloro, Milena Zullo) e “Futura” (cor. Roberto Castello, regia Giampiero Solari).

Nell’ottobre 2012 il Balletto di Roma ha inaugurato la sua nuova prestigiosa sede, dove confluiscono sia le esperienze lavorative dei giovani professionisti impiegati nelle numerose produzioni della compagnia, sia le attività formative all’interno della nuova Scuola del Balletto di Roma diretta da Paola Jorio che, dopo 18 anni trascorsi alla direzione della scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, oggi è chiamata a scoprire e formare i giovani talenti del XXI° secolo.

Festeggiando nel 2010 i suoi primi cinquant'anni di attività, esso muove ogni anno di più i passi verso un futuro fatto di tradizione e vocazione, storia ed espressione senza tempo, confermando la comprovata posizione leader nella danza italiana.

 

Milena Zullo  

E’ interprete e coreografa tra le più apprezzate della danza contemporanea italiana. Tra i riconoscimenti, il 1° premio al concorso coreografico internazionale di Parigi Prix Volinine , con Capriccio su musiche di Paganini, e al Infiorata d'oro di Genzano, con Due sulle note di R. Strauss. Le sue creazioni sono nel repertorio delle più importanti compagnie italiane, quali Balletto di Toscana, Aterballetto e Balletto di Roma. Significativo anche il suo impegno didattico: oltre all’attività nel Centro di formazione danza classica e contemporanea, da lei diretto, ha collaborato ai corsi di selezione per l’ATER, docente presso i Corsi di Formazione per Coreografi è costante la sua collaborazione con la Scuola di Ballo  del Teatro dell’Opera di Roma. Per il Balletto di Roma ha realizzato le coreografie dello spettacolo “Don Chisciotte” e per l’annualità 2010 quelle di “Contemporary Tango”.

 

Klediu Kadiu  

Nato a Tirana (Albania) nel 1974, entra giovanissimo all’Accademia Nazionale di Danza dove si diploma nel 1992 per entrare subito dopo nel corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Tirana dove, fin dall’inizio, ricopre ruoli solistici nei balletti di repertorio. Nel 1993 si trasferisce in Italia per lavorare prima a Mantova e successivamente a Rovereto. La prima esperienza televisiva arriva nel 1996 e dall’anno successivo è primo ballerino in programmi Mediaset noti al grande pubblico quali “Buona Domenica”, “C’è posta per te” ed “Amici”, protagonista nel 2005 dei film autobiografico “Passo a due” e successivamente “La cura del gorilla”, nel 2006 è tra gli interpreti della fiction RAI “Ma chi l’avrebbe mai detto” (con Ornella Muti, Katia Ricciarelli); dal 2010 è uno dei volti di Rai5 con il programma “Step – passi di danza” e come inviato speciale al Teatro alla Scala di Milano per l’anteprima del balletto “Raimonda”. Intensa l’attività di collaborazione con l’UNICEF per il quale è testimonial del progretto PIGNOTTA e della campagna “IOcomeTU – Mai nemici per la pelle” (2009-2010) e osservatore in Bangladesh nel 2011. Nonostante la sua lunga permanenza in Italia è sempre molto stretto il legame con la sua terra d’origine: nel 2004 il Presidente della Repubblica d’Albania gli conferisce l’Alta Onorificenza “Ambasciatore della Nazione” e nel 2012 il grande titolo artistico “Grande Maestro” al ballerino albanese Kledi Kadiu per la sua attività artistica e per aver contribuito alla  divulgazione della danza a livello internazionale; nel 2010 è Testimonial Ufficiale degli eventi Albania-Italia “Due popoli, un mare, un’amicizia”. Nel 2007 inizia la sua collaborazione con il Balletto di Roma: dal 2007 al 2009 è protagonista della fortunata produzione “Giulietta e Romeo” di Fabrizio Monteverde e per la stagione 2013 sarà interprete del rinnovato “Contemporary Tango” di Milena Zullo. Numerosi i riconoscimenti ottenuti: Premio “Gino Tani” (2004), “La Ginestra d’Oro” (2006), Premio “Ariston Proballet” e “Premio Acqui Danza″ (2010), Premio Elsa Morante “sez. Ragazzi” per la sua autobiografia “Meglio di una favola”(2009).

 


Rassegna Stampa

 

www.pensieridicartapesta.it 29 aprile 2013 di Ludovica Mattioli

Contemporary Tango

Una serata nella Milonga. Una giovane inserviente che prepara la sala per  los bailarinos che arriveranno. E poi tutto diventa sogno, tra uomini e donne che arrivano, si scruttano e sisvestono sulle note del tango. Inizia così, in un’atmosfera onirica, la nuova produzione della Compagnia del Balletto di Roma, con la partecipazione preziosa e speciale di Kledi Kadiu. Un racconto, quello della coreografa Milena Zullo, che vuol prendere avvio dalla narrazione di un ballo, il tango sociale, ma che diventa molto di più, attraverso un linguaggio essenzialmente moderno e contemporaneo. I movimenti puliti e minimali vengono come sporcati dalle movenze del tango, che non è solo un ballo, ma un sentire diffuso che accomuna gli uomini di tutti i continenti della terra. E dall’incontro tra una manifestazione sociale e popolare con le modulazioni più complesse della danza contemporanea nasce una contaminazione in grado di dare espressione all’interiorità di corpi che parlano di tango. Passione, amore, gelosia, tormento, dolore, festosità in un miscuglio di sensazioni come sono la vita e la danza. A sottolineare la differenza di tecniche e stili di cui la Zullo si è avvalsa, è scaturita un’immaginaria ma naturale divisione dell’opera in due parti. Un inizio a piedi nudi, dalle linee lunghe e fluide, che ha saputo mettere in risalto i fisici longilinei e scultorei dei danzatori e delle danzatrici. Di grande rilievo, gli affascinanti passi a due e i momenti corali composti da giochi di intermittenze. La composizione coreografica prosegue in un crescendo di atmosfere tangere, in cui tutto diventa più intenso e struggente, attraverso nuovi costumi, le tipiche scarpe, luci in penombra, incastri di sedie e sensuali duetti. La presenza di Kledi Kadiu sulla scena è stata essenziale e significativa. Essendo un ballerino di grande spessore, ha saputo dare un valore aggiunto all’intera coreografia, con la sua forza virile e la sua maturità interpretativa. Completamente a suo agio nel ruolo di uomo forte e passionale, con i suoi movimenti sa andare dritto al punto, senza sbavature, come un vero tanghero. Un ultimo tango, sulle note del famosissimo Libertango di Piazzola – di nuovo a piedi nudi – incalzante e profondo, prima di svegliarsi dal sogno e tornare alla vita quotidiana, di uomini e donne che si scontrano come sconosciuti, ognuno immerso nella propria vita. E il sipario si chiude, mentre le scarpe da tango vengono riposte, nella penombra, come un dolce recuerdo della notte nella Milonga.

 

L’Unità  29 aprile 2013 di Rossella Battisti

Kledi Kadiu e il cimento dell’armonia del tango.

Il ballerino torna a teatro dopo i bagliori in tv con un bel lavoro di Zullo per il Balletto di Roma

Esiste il format a teatro? Teoricamente no, sarebbe un paradosso visto che parliamo di un territorio dedicato all’invenzione, ma la necessità di avere pubblico (o di poterlo prevedere) è sempre stata un cruccio degli impresari e di questi tempi, ahimè, dove le sovvenzioni alla cultura sono un miraggio, ancora più pungolante. Detto questo, lo spettacolo proposto dal Balletto di Roma, Contmeporary Tango, è un esempio di come si possano combinare in modo efficace arte ed elementi di attrattiva. Intanto i nomi: nel cartellone vengono accostati quello di Kledi Kadiu, ballerino di grande risonanza televisiva, e quello di Milena Zullo, coreografa di talento e molto apprezzata a teatro. Unione insolita, che fa la forza di questo lavoro d’impianto curiosamente molto simile a quello di Micha van Hoecke, Aria Tango, creato e messo in scena più o meno nello stesso periodo per i ballerini dell’Opera di Roma. Per Milena è spunto di variazioni sull’incontro, sull’amore, sui rapporti di coppia e non solo (ci sono anche maliziosi terzetti), lavorati con grande felicità coreografica. Una freschezza di invenzione che va a compensare largamente un’ambientazione già molto vista, a volte persino con citazioni che sembrano volute e una scenografia essenziale di bell’impatto: lo specchio appannato un po’ retrò che sullo sfondo riflette e sottolinea il cuore delle performance, le sedie laterali sulle quali si posizionano/confrontano i ballerini, entrando e uscendo dai loro ruoli nella scena e nella vita. Spettacolo tanto piacevole da registrare il tutto esaurito al Vascello di Roma. Se riuscite, intercettatelo in una tappa della sua tournée.

 

Il Tempo 28 aprile 2013 di Paola Pariset

Applausi per Kadiu e il suo cast

Ultima replica oggi alle 18 al Teatro Vascello per “Contemporary Tango” del Balletto di Roma, interprete Kledi Kadiu, albanese, vip nei programmi tv. Creatrice ne era Milena Zullo, valente danzatrice e coreografa. Ella ha coreografato una contaminazione fra tango classico e danza contemporanea, che ha debuttato in marzo al Teatro Rossini di Pesaro. La compagnia, con ballerini straordinari, dai fisici lavorati come pochi, ha danzato in una milonga porteña (la firmava Giuseppina Maurizi), con poche sedie e uno specchio annerito dal tempo. Vi si intrecciavano rapporti tra i giovani: intere esistenze ci passavano dinanzi, concluse dalla raccolta delle scarpette su un tappeto, che le assemblava come le vite appena trascorse. Ottimi i danzatori, fra cui Azzurra Schena indimenticabile Masha dello “Schiaccianoci” del Balletto di Roma. A Kledi è stato lasciato lo spazio maggiore, ma di rilievo era il nerbo del passo a due maschile, con scarpe tanghere dai tacchi a spillo. Alto il livello interpretativo della ricercata scrittura coreografica: folto il pubblico, di tutte le età.

 

Il Messaggero 28 aprile 2013 di Donatella Bertozzi

Contemporary Tango

Coglie due volte nel segno questa creazione di Milena Zullo per il Balletto di Roma: sfrutta con abilità un soggetto come il tango, popolarissimo e capace di suscitare un entusiasmo e un interesse apparentemente inesauribili, e riesce a farne qualcosa di non scontato, vicinissimo al suo spirito originario – che fa fluttuare in trasparenza grazie al talento di una coppia di ballerini autenticamente milongueri – e insieme lontanissimo, nel tempo e nello spazio: un tango globalizzato, semplice potenziale veicolo di tante diverse storie d’amore. Strepitosa la compagnia romana, ricca di veri talenti. Kledi Kadiu, tornato alla danza dopo una lunga assenza, è il protagonista maschile.

 

Il Messaggero 26 aprile 2013 di Donatella Bertozzi

Contemporary Tango

Una creazione di Milena Zullo per il Balletto di Roma che spicca per qualità grazie all’abilità nell’invenzione e nella composizione della danza dell’autrice. Un lavoro che si ispira alla cultura del tango ed ha per protagonista Kledi Kadiu, artista divenuto popolare grazie alla tv, suscita sulle prime, qualche diffidenza. Ma i primi dieci minuti bastano a dissipare ogni dubbio: siamo di fronte a un vero talento di autrice e a una compagnia composta da veri talenti di interpreti.

 

Il Messaggero 25 aprile 2013 di Donatella Bertozzi

Contemporary Tango

Un ottimo lavoro di Milena Zullo per il Balletto di Roma, che attinge al modello contemporaneo del tango globalizzato come veicolo privilegiato, anche se non sempre autentico, di comunicazione fra un uomo e una donna. Eccellenti scelte musicali e sullo sfondo il fantasma del tango più autentico.

 

www.radiosapienza.net 24 aprile 2013

Contemporary Tango: il Teatro Vascello diventa una Milonga

Corpi che si avvicinano pericolosamente, corpi che si studiano, corpi che parlano e dicono: passione, abbandono, sogno, bisogno. Il linguaggio che lo spettacolo “Contemporary Tango” porta in scena racconta il tango, mescolando la sua essenza senza tempo ad aspetti più contemporanei. Si abbracciano, così, il modulo popolare e sociale del ballo e quello più ricco del balletto, con l’accompagnamento di musiche melodiose e affascinanti che rapiscono l’orecchio. Vibrante la virilità maschile, eleganti e mai esagerate le ballerine, impeccabili i due bailarines de tango che sembrano quasi scivolare sul palcoscenico, col loro incedere armonioso e pregno di emozione. Niente fronzoli, niente di eccessivo, nessuna ostentazione: vestiti di nero, appaiono e scompaiono dalla scena, incarnando il senso più profondo del tango, serrando misteriosamente nei loro sguardi e nei loro corpi tutto ciò che, più diffusamente, sul palcoscenico raccontano tutti gli altri ballerini. Kledi Kadiu, figura maschile centrale dello spettacolo, regala al pubblico tutta la sua tecnica, ma anche tutta la sua sensualità che non è mai volgarità. Il palcoscenico del Teatro Vascello, è allestito a mo’ di milonga, con una essenziale scenografia, dove donne e uomini di diversa estrazione sociale si incontrano. Attraverso il ballo si snodano anche le loro storie personali e le loro diversità vengono meno, abbattute da ciò che tutti hanno in comune: la passione per il tango. Una cameriera in divisa dispone le sedie, poi giungono i ballerini che si spogliano (dei vestiti e delle loro esistenze) ed entrano nel loro nuovo mondo: anche la cameriera indossa gli abiti da ballerina e si lascia alle spalle quella che è la sua quotidianità, per vivere il suo sogno che porta il nome di “tango”. E’ lei a chiudere lo spettacolo, è lei l’ultima a riporre le sue scarpette verdi col tacco e ad abbandonare la Milonga.

 

www.paperblog.com 19 marzo 2013 di Giuseppe Floriano Bonanno

Contemporary Tango: Passione a Due

Un uomo, una donna. La passione. Un ballo. Corpi che comunicano fondendosi in una sola anima. Corpi che diventano i protagonisti dello spettacolo più sensuale ed accattivante della stagione del Teatro Duse di Bologna: Contemporary Tango. Siamo di fronte a qualcosa di innovativo ed assai interessante, un’opera che, ricorrendo ad un linguaggio moderno e di immediato impatto, si propone di spiegarci il tango, di farcene capire l’essenza. Ciò a cui assistiamo è una rappresentazione originale, non una mera proposizione di un ballo, quanto, piuttosto, un modo di raccontare una storia di rapporti umani che vengono prima instaurati e poi cementati attraverso l’esaltazione del corpo e dei suoi armonici movimenti. Il Balletto di Roma, con le coreografie di Milena Zullo e con Kledi Kadiu nelle vesti di primo ballerino, ci offre dunque una fusione tra il linguaggio contemporaneo ed il minimalismo attraverso l’incontro tra corpi, privati delle convenzioni sociali, e mostrati invece in tutta la loro sensuale grazia attraverso i passi del tango. Non c’è danza più vicina al sentire del singolo, indipendentemente dalla sua classe di appartenenza, così capace di fondere il linguaggio popolare e sociale nei moduli variegati e prefissati del balletto. Il tango non è solo ballo, è appartenenza, è sensualità, è calore, è espressione compiuta del singolo in un contesto che oggi tende invece a uniformarlo in categorie prefissate, spersonalizzandolo. La straripante virilità di Kledi Kladiu ci conduce nel racconto di una serata in una milonga, un luogo che raccoglie giovani donne e uomini che provengono da quartieri e classi diverse, accomunati dalla passione per il tango. Vediamo scorrere davanti ai nostri occhi una serie di quadri, tutti di straordinario calore e sensualità, in cui il tempo cessa di esistere, divenendo Hora Zero (l’ora zero, «il tempo dopo mezzanotte, un’ora di assoluta fine ed assoluto inizio» come diceva Astor Piazzolla), sostituito cioè da una dimensione in cui tutto è sospeso e nella quale gli incontri, gli amori, le gelosie, le fantasie, le solitudini sono raccontate attraverso una musica che conquista ed un intreccio di corpi che trasmette passione e vita. Le composizioni di Piazzolla e di altri grandi autori di tango finiscono per essere non solo colonna sonora, ma sensazione viva e struggente che riesce ad esaltare una coreografia moderno-contemporanea, che non propone i passi del tango cui siamo, per tradizione, abituati, ma un qualcosa di diverso, dinamico e trasgressivo, caldo e impetuoso. Il tributo finale del teatro, caloroso ed entusiasta, fotografa al meglio una serata particolare, capace di toccare le corde più intime del nostro sentire.

 

teatro.org 07 marzo 2013 di Paola Cecchini

Il palco del Rossini trasformato in milonga: in scena il Balletto di Roma

Il Teatro Rossini trasformato in milonga: é quanto avvenuto ieri sera, grazie a “Contemporary Tango”, lo spettacolo realizzato dal Balletto di Roma (regia e coreografia di  Milena Zullo). Attraverso l'utilizzo del linguaggio contemporaneo, l'opera  racconta il tango sociale (quello che si balla in contesti sociali e per puro divertimento, il cosiddetto tango salón o milonguero per distinguerlo da quello escenario, danzato sul palcoscenico per il pubblico), non vissuto come un ballo, con i suoi schemi e passi tipici ma come racconto di un mondo ed un particolare modo di sentire. Ci troviamo in una sala da ballo dove una donna delle pulizie sistema le sedie per gli avventori che giungeranno di lì a poco.  La serata comincia: il tempo diviene Hora Zero, “il tempo dopo mezzanotte, un'ora di assoluta fine ed assoluto inizio”, come diceva Piazzolla: tutto è come  sospeso e tutto può succedere: tanti sono gli incontri, gli abbracci (spezzati e riconquistati), le passioni, le gelosie, gli abbandoni, le fantasie, le solitudini: in una parola  la ricerca dell'amore e le sue delusioni. La sensualità è vibrante ed emana da ambo i sessi: le coppie si spogliano in scena e gli uomini  danzano scalzi, a torso nudo. Le  donne calzano scarpe colorate con tacchi a spillo sui quali si cimenterà anche una coppia maschile: le scarpe appaiono come il simbolo delle varie identità mentre le tante e diverse anime sono raccontate come un album di fotografie da sfogliare “Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione”-  sostiene Miguel Ángel Zotto, leggenda vivente di quest'arte.  Immaginatevi ora questo mondo, estremamente popolare (com'é noto, il ballo nacque nei bordelli della Gran Buenos Aires alla fine del XIX secolo) contaminato dalla purezza e dall'eleganza stilizzata del balletto: ne risulta un mix esplosivo, di grande impatto scenico, veramente difficile da dimenticare, grazie alla bravura di dodici ballerini ed alla preziosa partecipazione di Kledi Kadiu, albanese d'origine, che collabora col Balletto di Roma dal 2007.

 

IL SOLE24ORE  21 gennaio 2010 di Giuseppe Distefano

Il tango contemporaneo di Milena Zullo

… Ben venga allora la contaminazione operata da Milena Zullo per il Balletto di Roma per i cinquant'anni d'attività della compagnia. Il suo Contemporary tango ci trasporta nell'abbraccio del tango, dentro il quale si riversano bisogni, aspettative, desideri, oblii. Un approccio che rimanda al superbo Kontaktof di Pina Bausch, quel luogo dei contatti dove si celebrava la ricerca e l'impossibilità dell'amore. ... Sono abbracci appassionati, spezzati e riconquistati, in gesti di seduzione che hanno il ritmo anche allegro della competizione. Con gli uomini, spesso, a piedi scalzi, e le donne calzanti tacchi a spillo sui quali si cimenterà pure, nel difficile equilibrio, una coppia maschile. Le scarpe diventano simbolo delle identità. E nel finale, coi danzatori in abiti d'oggi, verranno tutte deposte, non senza esitazione prima di uscire di scena, illuminate da un fascio di luce. Ultima ad adagiarle sarà l'inserviente, che ricompare a chiudere la sua visione onirica. Di segno fortemente modern e contemporaneo, la danza di Milena Zullo possiede un'identità autonoma e riconoscibile, elegante, stilizzata, e sporcata nello stesso tempo di quel linguaggio voluttuoso insito nel tango. Dentro il cui universo naufraghiamo grazie all'impeccabile esecuzione dei dodici danzatori.

 

www.bergamosera.com  27.01.2010 (redazione)

Milena Zullo reinventa il tango

“Un pensiero triste che si balla”. Così lo definì Enrique Santos Discépolo. Ma il tango è un pensiero complesso, dal fascino incrollabile. Che poi sia ballato, cantato o recitato, poco importa. Ed ecco allora che la contaminazione operata da Milena Zullo per il Balletto di Roma e i cinquant’anni d’attività della compagnia è davvero una rivelazione. Il suo “Contemporary tango” ci trasporta nell’abbraccio del tango dove trovano spazio bisogni, aspettative, desideri, dimenticanze. Ci troviamo in una sala da ballo dove una donna delle pulizie sistema le sedie per gli avventori che giungeranno. E così inizia il sogno. Dimenticatevi del tango classico: qui di tradizionale c’è solo la musica e una coppia di tangueros che entra ed esce dalla scena. E’ un tango elegante, stilizzato, voluttuoso, onirico grazie anche a dodici ballerini eccezionali.

 

L’Eco di Bergamo  09.05.2010 di Pier Giorgio Nosari

APPLAUSI AD «ADDA DANZA»

DA OTELLO AL TANGO: STILE CONTEMPORANEO DI VITALITA E PASSIONE

… Dall`altra parte, c`è la scrittura «modera» della Zullo. Il suo elegante tratto coreutico, riconoscibile, stilizzato e pulito, viene però «sporcato» dal tango. Non è un prelievo diretto e sistematico delle sue figure e del suo linguaggio, ma l`esatta intuizione di un ambiente e di ciò che significa: una sala da ballo, un`inserviente che pulisce e forse sogna ciò che vi succede, corpi che si denudano e si rivestono. Il tango è ricerca o struggimento di un`identità perduta o da ricostruire. Ed è ricerca - e già, sottile, si insinua il rimpianto - di una relazione. Di sincerità. È una linea di incontro con un ballo che fu popolare, e il cui carisma rimane. Ma qui la Zullo mantiene un impianto al tempo stesso razionale ed emotivo, che immerge in un mondo di pensieri, desideri, aspettative. Più radicale è «Otello». Qui si è gettati dentro una rete di pulsioni e emozioni senza mediazioni. Monteverde riscrive una trama alternativa che respira al battito della suggestione del «Querelle» di Fassbinder, suggerendo un`ambiguità palpitante quanto distruttiva. E apre percorsi inediti, nuovi. E affascinanti.


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Area d'interesse: Io Sono Danza 2013/14

Eventi realizzati in: Teatro Toniolo