Divertiamoci a teatro - 19 Rassegna di teatro amatoriale 2013/14

Pigmalione

Mestre Teatro Momo
Domenica 23 Febbraio 2014 - 16:00
 


Foto di scena

di George Bernard Show

La Bautta Fulvio Saoner



PROGRAMMA


BIGLIETTERIA


Note di regia


Il teatro di Shaw a dispetto della sua immediatezza e della facilità con cui la sagacia dei suoi aforismi colpisce la mente dello spettatore, si presta in realtà a una collocazione estremamente insidiosa per via del carattere di continuità con il teatro classico inglese per ciò che concerne il tema del dir cose utili divertendo e nello stesso tempo per l'evidenza del suo ruolo di rottura con la tradizione scenico - narrativa in favore della fedeltà alla nuova dottrina di Ibsen relativa alla cosiddetta inazione. Fedeltà e continuità si fondono quindi con innovazione e rivoluzione.

Se un messaggio utile viene trasmesso ex cathedra è destinato inevitabilmente all'oblio. Se viene proposto tra lacrime e angosce lo spettatore tende a rifiutarlo come pericolosa fonte esogena di sofferenze di cui sbarazzarsi il prima possibile. Se però viene partorito da un sorriso, allora si imprime con forza nella mente del destinatario. Ed è questa semplice evidenza la principale chiave di lettura che ci ha guidati nella realizzazione di questo allestimento. Non c'è comunque mera e distaccata analisi oggettiva in Shaw: la coscienza e il giudizio dell'autore si manifestano più volte nel corso della messa in scena a volte marcando delle vere e proprie prese di distanza dall'atteggiamento poco etico di alcuni personaggi: in questo senso la presenza del Tale nel nostro adattamento, l'epigono del Gorge Bernard Shaw scrittore, vuole proprio significare il netto coinvolgimento tra autore e personaggi al punto da produrre il voluto paradosso di un commediografo che dialoga fisicamente con i personaggi partoriti dalla sua mente.

(Alberto Cucca e Adriana Saoner)



La commedia


Prendendo spunto da un mito dell'antichità classica Pigmalione, lo scultore cipriota che si innamora della statua plasmata dalle sue mani, Galatea- George Bernard Shaw mette in scena un'impeccabile commedy of manners.

Lisa Doolittle è una povera fioraia che bazzica per il mercato ortofrutticolo di Covent Garden reclamizzando la sua merce. E' un vero e proprio diluvio che la mette fortuitamente sulla strada del professor Henry Higgins, eccentrico e brillante professore di fonetica. La scommessa tra quest'ultimo e il suo amico e collega, il colonnello Pickering, di trasformare attraverso una catarsi linguistica la misera fioraia in una Duchessa, senza peraltro preoccuparsi troppo del destino di questa a scommessa scaduta, pone in luce le enormi differenze di classe che la pronuncia e l'accento tradiscono nelle persone, ieri come oggi.  Sullo sfondo per nulla frivolo del dramma personale di Lisa, banalizzata a mero oggetto di studio ed estratta dal suo ambiente naturale per essere gettata nell'arena dei ricevimenti e dei salotti del tempo, scorre l'impetuoso torrente degli aforismi, provocazioni, situazioni comiche, sentenze tra il serio e il faceto sapientemente miscelate dal genio di Shaw.

Ciascuno dei personaggi che si susseguono sulla scena è foriero del suo personale microcosmo  sociale, capace di far ridere e, nel contempo, inquietare.



La Compagnia


Si rifonda nel 1995 con la nuova denominazione LA BAUTTA-Fulvio Saoner avvalendosi di elementi di provata esperienza e capacità artistica. Ottiene numerosi riconoscimenti con la messinscena de I Rusteghi di C. Goldoni, replicati moltissime volte in rassegne e teatri regionali e nazionali. Amplia il proprio repertorio con: Le Morbinose di C. Goldoni; Il Malato Immaginario  di Molière; Feydeau, Feydeau di Georges Feydeau; La Barca dei Comici collage goldoniano di D. Seglin; I recini da festa di R. Selvatico; Il burbero benefico di C. Goldoni; Il Pigmalione di G.B. Shaw; La Bona mare di C. Goldoni.


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