Frasi del Novecento

Mario Brunello e Massimo Somenzi

Venezia Teatro La Fenice
Lunedì 5 Dicembre 2005 - 21:00
 
Ildebrando Pizzetti (1880-1968)
Ildebrando Pizzetti (1880-1968)
Mario Brunello, violoncello Massimo Somenzi, pianoforte Programma Guido Alberto Fano (1875-1961) Sonata in re minore per violoncello e pianoforte (1898) Alfredo Casella (1883-1947) Sonata in do minore per violoncello e pianoforte (1906) Ildebrando Pizzetti (1880-1968) Tre Canti per violoncello e pianoforte (1924) Biglietti intero 15,00 ridotto 10,00 abbonamento 60,00 (con libro in omaggio) Prevendite: Biglietterie Vela Informazioni 041 2771008 - 334 3731022 info@amicimusicavenezia.it www.amicimusicavenezia.it
Concerto per palati fini alle Sale Apollinee della Fenice, con un excursus cameristico di rarissimo ascolto nel repertorio pi raffinato di inizio Novecento. Fra i brani in programma, come ci spiega Vitale Fano (nipote di Guido Alberto), scorre una fitta rete di rinvii e interdipendenze, per un'occasione d'ascolto fortemente strutturata e omogenea, con due interpreti davvero d'eccezione. Vai alla recensione Duetti violoncello e pianoforte in forma di Sonate e in tono gregoriano. di Vitale Fano II punto di partenza, l'elemento da cui trae origine l'estetica di Pizzetti il canto gregoriano, ben percepibile anche nei Tre canti per violoncello e pianoforte. Glielo aveva ben inculcato Giovanni Tebaldini, suo insegnante di composizione a Parma, che nel settembre del 1898 lo aveva mandato a Torino a seguire il Corso teorico pratico di musica sacra tenuto da Franz Xaver Haberi, fondatore della Kirchenmusikschule di Ratisbona. A quel corso c'era anche Fano, pur egli votato al canto gregoriano, al quale Tebaldini aveva raccomandato l'alunno Pizzetti il quale si trover come perduto in mezzo a gente nuova, lui che non mai uscito da casa sua. Questo mentre il torinese Casella era gi a Parigi, dove si era trasferito un paio d'anni prima su consiglio di Giuseppe Martucci, che in precedenza aveva invece dissuaso Fano dall'andare in Germania e lo aveva voluto a Bologna alla sua scuola. In quella fine estate del 1898 Fano aveva appreso che Breitkopf & Hartel avrebbe pubblicato la sua Sonata per pianoforte e violoncello, vincitrice del primo premio di lire mille al concorso di composizione indetto dalla Societ del Quartetto di Milano, e dedicata proprio a Martucci.
Guido Alberto Fano
Guido Alberto Fano
Stando ai suoi ricordi, sentendo la Sonata a Bologna nei primissimi anni del Novecento, Giosu Carducci esclam: Meraviglie, caro Fano, meraviglie! musica che trae all'alto. Quando Casella, figlio di una pianista e di un violoncellista, scrive a Parigi la sua prima Sonata per pianoforte e violoncello il 1906, e Pizzetti insegna composizione al conservatorio di Parma, chiamatovi da Fano che l era direttore. La Sonata, meno eseguita di quella del 1927, dedicata a Pablo Casals, ed un lavoro eclettico che rivela l'ascendente di Mahler (che Casella conosceva bene), ma che anticipa idee che matureranno nella sua musica molti anni dopo. Tornato in Italia allo scoppio della prima guerra mondiale, Casella, che a Parigi aveva eseguito molta musica italiana fra cui anche brani di Pizzetti, chiede a Fano, insieme al pagamento della quota annuale della Societ Italiana di Musica Moderna che questi stentava a pagare, di poter vedere la musica della sua Sonata, di cui aveva sentito parlare. I Tre canti (dei quali c' anche una versione per violino e pianoforte) rievocano, come altra musica strumentale di Pizzetti, le salmodie gregoriane e i melismi alleluiatici; sono del 1924, anno in cui il musicista diviene direttore del conservatorio di Milano dove, a ruoli invertiti, ritrova Fano, nel frattempo tornato all'insegnamento del pianoforte. Negli anni Venti Fano esegue, in duo col violinista Enrico Polo, la Sonata di Pizzetti per violino e pianoforte e, con Polo e il violoncellista Gilberto Crepax (che suoner con Casella la sua seconda Sonata), il Trio in la maggiore, conservato nell'Archivio Fano con la semplice dedica: a Guido Alberto Fano / cordialmente / Ildebrando Pizzetti / I -1926.
Mario Brunello
Mario Brunello
Mario Brunello si diplomato al Conservatorio di Venezia nel 1982 sotto la guida di Adriano Vendramelli, proseguendo gli studi ed il perfezionamento con Antonio Janigro. Fino al 1986 percorre le tappe della carriera in orchestra, dapprima con La Fenice di Venezia e pi tardi, come primo violoncello, con l'Orchestra della Scala di Milano. Nel frattempo, si appassiona alla musica da camera e vince numerosi concorsi in duo e in trio. L'anno di svolta il 1986 quando partecipa al Concorso Internazionale Cajkovskij e lo vince, primo italiano nella storia del concorso, ritirando il primo premio assoluto. Da allora Mario Brunello suona il suo Maggini del XVII secolo (appartenuto al grande Franco Rossi) con tutte le pi grandi orchestre nei centri pi importanti del mondo e con direttori prestigiosi, tra cui Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Valery Gergiev, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Zubin Mehta. Prosegue con uguale passione la sua attivit di musica da camera collaborando con solisti come Frank Peter Zimmermann, Andrea Lucchesini, Gidon Kremer, Salvatore Accardo. Il 1994 lo vede fondatore dell'Orchestra d'Archi Italiana. I primi due anni di vita dell'Orchestra sono dedicati esclusivamente alla preparazione del repertorio e nel 1996 debutta iniziando un'attivit premiata costantemente da critiche eccellenti e grande successo di pubblico. La sua grande curiosit sul potere eccezionale di comunicazione della musica lo ha portato a collaborare con gli attori Maddalena Crippa e Marco Paolini, con il quale ha realizzato numerosi spettacoli di successo, e ultimamente ha partecipato ad importanti festivals di musica jazz, insieme a Vinicio Capossela, Uri Caine e Gian Maria Testa. Dal 2002 ha un contratto in esclusiva con la casa discografica giapponese DJV Victor. Mario Brunello stato docente dei corsi estivi di perfezionamento dellAccademia Chigiana, ed stato nominato, pi giovane tra tutti, Accademico di Santa Cecilia.

| | Altro
Area d'interesse: Frasi del Novecento

Eventi realizzati in: Teatro La Fenice